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Coronavirus, ambulanze fuori dagli ospedali e pazienti gravi in aumento: attivato lo scenario IV

Secondo l'assessore alla sanità laziale D'Amato: "E' necessario mantenere alta l'attenzione, attivato lo scenario IV per la rete ospedaliera, oggi in calo il dato delle terapie intensive"

Ambulanze fuori dagli ospedali in coda, pazienti gravi in aumento (e oltre la soglia limite dettata dal Ministero della Salute) e un mese di marzo che ha fatto registrare una forte impennata di ricoveri nei reparti di terapia intensiva del Lazio.

Elementi, questi, che hanno portato l'assessore alla sanità regionale Alessio D'Amato ad attivare lo scenario IV, ossia aumentare ancora di più la capacità dei posti letto per i malati di Coronavirus a Roma e nel resto della regione: "Va mantenuta alta l'attenzione", ha detto ieri

Cos'è lo scenario IV per gli ospedali

Lo scenario IV della rete ospedaliera nel Lazio, comporterà un progressivo aumento dei posti letto dedicati ai pazienti Covid fino a 4mila per quelli ordinari e a 450 per la terapia intensiva. Questo significa che ogni struttura ospedaliera entro pochi giorni dovrà ampliare la disponibilità di posti letto. Stando alle linee guida della Regione, il Policlinico Umberto I passerà da 220 a 300 posti letto ordinari e da 40 a 48 di terapia intensiva.

Il Gemelli ed il Columbus Hospital arriveranno a 348 posti letto ordinari e 69 di terapia intensiva. Il Policlinico Sant'Andrea dovrà incrementare da 40 a 110 i posti letto ordinari e da 8 a 18 quelli di terapia intensiva. Raddoppia anche Tor Vergata: da 80 a 148 ordinari e da 12 a 25 di terapia intensiva. Il San Camillo Forlanini dovrà salire da 20 a 130 posti letto di terapia intensiva e 10 di terapia intensiva. Dovranno raddoppiare anche i posti letto negli ospedali di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Terapie intensive oltre la soglia limite

D'altronde anche l'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità aveva parlato di un un sovraccarico eccessivo sia nelle terapie intensive che in area medica" per il Lazio. Il mese di marzo, dati alla meno, in questo senso ha fatto registrare un escaletion di malati gravi positivi al Coronavirus. In 29 giorni, infatti, si sono registrati in tutta la regione 157 nuovi ingressi nelle terapie intensive. Nell'ultima settimana, invece, si sono registrati una serie di picchi. 

Stando ai dati aggiornati al 31 marzo, secondo Salute Lazio, sono 371 i pazienti gravi malati di Covid negli ospedali regionali. Inoltre, secondo i dati Agenas aggiornati sempre a mercoledì, il Lazio è al 41% di posti letto occupati per quanto riguarda le terapie intensive (la soglia d'allerta del Ministero della Salute è al 30%), mentre è al 44% (tre punti oltra la soglia) per gli altri reparti. Attualmente i ricoveri sono 2881, mentre sono oltre 48mila le persone in isolamento domiciliare. 

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Ambulanze in coda fuori dagli ospedali

E lo scenario di gravità è misurato anche dai tempi di attesa fuori gli ospedali. Nei principali plessi di Roma, ieri si sono segnalati quasi quattrocentocinquanta pazienti in attesa di ricovero o trasferimento e trenta ambulanze ferme davanti ai pronto soccorso. Come già avvenuto nei giorni scorsi, le ambulanze sono ferme davanti al Pertini, al policlinico Tor Vergata, al San Giovanni, al Casilino e al Sant'Andrea. Alcune di queste stazionano da questa mattina con pazienti a bordo. Scorrendo i dati sui pronto soccorso, nella giornata di ieri al Pertini ci sono state 67 persone in attesa di ricovero o trasferimento, a Tor Vergata 61, al policlinico Umberto I e al San Camillo-Forlanini ce ne sono state 59, al Gemelli 46, al Casilino e al Sant'Andrea 35, al Sant'Eugenio 34.

Le varianti del Covid

La nuova indagine rapida sulle varianti condotta dall'Iss e dal Ministero della Salute indica che in Italia al 18 marzo scorso (data dell'ultimo report dell'Iss)  la prevalenza della variante inglese era dell'86,7%, con valori oscillanti tra le singole regioni tra il 63,3% e il 100%. Per quella brasiliana la prevalenza era del 4% (0%-32,0%), mentre le altre monitorate sono sotto lo 0,5%. La stima - comunque in aumento - viene dall'indagine condotta dall'Iss e dal Ministero della Salute insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler. Al momento costruire una mappa completa delle varianti che stanno circolando nel nostro Paese è complicato perché mancano le sequenze. 

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