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Riscaldamento globale, a Roma il quarto "Climate Clock" al mondo: "Ecco quanto tempo ci resta"

Inaugurato il 5 giugno, campeggia sulla facciata del Ministero per la Transizione Ecologica, sulla Cristoforo Colombo: un countdown verso il momento in cui non si potrà più tornare indietro

L'orologio del clima - Foto GSErinnovabili

Da Emily Dickinson a Lester Brown passando per Emanno Olmi: con le frasi celebri di alcuni tra i più famosi artisti, scienziati e attivisti noti per l’impegno verso l’ambiente, sulla sede del Ministero della Transizione Ecologica è stato inaugurato il “Climate Clock”, l’installazione nata a New York nel 2020 per sensibilizzare sul tema del cambiamento climatico.

Roma è la quarta città al mondo a ospitare il Climate Clock dopo New York, Berlino e Glasgow. L’orologio, posizionato sulla facciata della sede del MiTe in via Cristoforo Colombo, segna il tempo che resta per contenere l’aumento della temperatura a 1.5 gradi, ed è stato inaugurato il 5 giugno, in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente, dal ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, e dall’amministrtorae delegato del Gestore dei Servizi Energetici, Roberto Moneta.

Il tempo indicato al momento dell’inaugurazione era di 6 anni e 7 mesi, la finestra entro cui secondo gli scienziati del Mercator Research Institute on Global Commons and Climate Change è indispensabile adottare comportamenti in grado di impedire che la temperatura media del pianeta aumenti di più di 1,5 gradi, come auspicato con la firma dall’Accordo di Parig. Maggiori e più incisive saranno le misure adottate, maggiore sarà il tempo recuperato. Il Climate Clock segna inoltre la percentuale globale di energie provenienti da fonti rinnovabili - vento, acqua, sole - che a oggi è di poco sopra il 12% e che aumenta in modo ancora troppo lento per riuscire a rispettare la deadline indicata dall’orologio.

Il Climate Clock era stato inaugurato nel settembre del 2020 sulla facciata del Metronome di Union Square a Manhattan, un’opera che gli artisti Gan Golan e Andrew Boyd avevano realizzato per mostrare con i numeri quando poco è il tempo che resta prima di creare un danno irreversibile al pianeta. Il neonato Ministero per la Transizione Ecologica, fortemente voluto dal premier Mario Draghi, ha voluto investire nello stesso strumento.

“Nei prossimi mesi ci attendono sfide fondamentali, dal G20 Ambiente, Clima ed Energia fino alla Cop26 sul clima a Glasgow, passando per la Youth4Climate e la PreCop che ospiteremo nel nostro Paese - ha detto il ministro Cingolani - L’orologio del clima da oggi dialoga in contemporanea con quello già installato anche a Glasgow. Il tempo che questi orologi indicano è il tempo che abbiamo per agire. Un tempo che possiamo invertire. La transizione ecologica è lo strumento principale per spostare queste lancette e liberarci dalla spada di Damocle dei rischi a cui ci espongono i cambiamenti climatici. L’ora che segna è l’ora della volontà”.

“La battaglia contro il riscaldamento globale è la sfida del ventunesimo secolo - ha aggiunto Roberto Moneta, ceo di Use - è una sfida che richiede una decisa accelerazione per essere vinta. Le energie rinnovabili saranno le leve principali e “agire” la parola chiave per esprimere quel cambiamento culturale necessario ad aggiungere tempo prezioso alla “lifeline” del nostro Pianeta. Promuovere lo sviluppo sostenibile è la nostra mission”.

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