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Trasporti, arriva l'ordinanza per la fase 2: ecco come si viaggerà su metro, bus e treni

Risolti gli ultimi nodi: Atac garantirà il controllo solo nelle stazioni. Obbligo di mascherina a bordo e distanziamento al di sotto del metro

A tre giorni dall'avvio della fase 2, la Regione Lazio ha varato l'attesa ordinanza sul trasporto pubblico che va a regolamentare quella che sarà la vita di centinaia di migliaia di pendolari in questa nuova fase dell'emergenza Coronavirus. Risolti nelle ultime 24 ore gli ultimi nodi, ora la palla passa ai Comuni. Su Roma in particolare c'è quella che si può definire un'emergenza mezzi. La ridotta capienza di bus e metro rischia infatti di lasciare a piedi migliaia di persone o in alternativa di congestionare il centro della città con i mezzi privati. Complice le difficoltà economiche di Atac, è partita una vera e propria caccia al bus, con incontri con privati per bus turistici, scuolabus ed ogni tipo di mezzo utilizzabile per il trasporto pubblico. 

L'appello di Raggi

Un'emergenza ieri, ancora prima dell'ordinanza, materializzatasi con l'appello della sindaca Virginia Raggi al premier Conte. Una lettera in cui si chiedono navette per i dipendenti pubblici per decongestionare Roma dal traffico nella fase della ripartenza.  Raggi, secondo quanto emerso, propone un "tavolo di raccordo" inter-istituzionale al quale far partecipare i "mobility manager" dei ministeri per contribuire alla mobilità cittadina della fase 2. [QUI LA NOTIZIA COMPLETA]

Cosa prescrive l'ordinanza della Regione Lazio?

L’ordinanza ha l’obiettivo di tutelare cittadini e lavoratori nella fase di ripartenza delle attività economiche, garantendo trasporti sicuri ed efficienti per tutti. Oltre a stabilire le prescrizioni relative al distanziamento sociale e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, l’ordinanza prevede anche i Comuni programmino gli orari dei servizi urbani in modo da non favorire flussi troppo elevati negli orari di punta e che aziende e amministrazioni applichino il massimo ricorso allo smart working e la rimodulazione degli orari lavorativi, sempre per non favorire la creazione di assembramenti negli orari di entrata e uscita dai luoghi di lavoro.  

Ne riportiamo qui di seguito, schematicamente, i contenuti. 

Ora di punta addio

Ecco le misure prescritte dalla regione per spalmare i cittadini su più momenti della giornata e non solo nell'ora di punta

1. L’adozione da parte dei comuni di provvedimenti per la programmazione degli orari dei servizi urbani e delle attività commerciali allo scopo di coordinare e armonizzare i flussi di carico del trasporto pubblico e decongestionare i picchi di utilizzo nei cosiddetti orari di punta, con previsione di chiusura delle attività commerciali non oltre le ore 21:30, fatta esclusione delle farmacie, parafarmacie, aree di servizio e pubblici esercizi per attività di asporto.

2. L’adozione da parte delle aziende e delle amministrazioni, anche attraverso la figura del mobility manager, dei seguenti protocolli e regolamentazioni finalizzati al contenimento del contagio mitigando i picchi nell’utilizzo del trasporto pubblico:
    a.    articolazione del lavoro con orari differenziati che favoriscano il distanziamento fisico riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e impedendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità di orari;
    b.    prolungamento dell’orario di apertura degli uffici e dei servizi al pubblico ovvero con rimodulazione dell’orario di lavoro, anche in termini di maggiori flessibilità giornaliera e settimanale, compatibili con l’utilizzabilità del servizio di trasporto pubblico locale o con altre forme di utilizzo di mezzi privati;
    c.     massimo ricorso allo smart working, con programmazione settimanali degli eventuali turni di presenza fisica presso le sedi di lavoro in modo che il personale di ciascuna azienda distribuisca le giornate di rientro in modo omogeneo sull’intera settimana, evitando la concentrazione su singole giornate.


L'organizzazione dell'offerta

Ecco, schematicamente, le  modalità organizzative dell’offerta di servizio da parte delle aziende di trasporto pubblico di linea
  
a.  prolungamento orario di servizio alle ore 23:30;
b.  integrazione offerta di servizio da parte delle aziende di trasporto, con la gradualità necessaria a consentire l’adeguamento del sistema tecnico/manutentivo e l’organizzazione del personale. Tale integrazione deve essere effettuata assicurando particolare attenzione alle fasce pendolari;
c.   garanzia di mezzi di rinforzo sulle principali direttrici, pronti ad essere utilizzati in caso di necessità;
d.  rafforzamento dei sistemi di controllo e vigilanza sui mezzi, al fine di assicurare il rispetto delle disposizioni a tutela della salute dei passeggeri;
e.  adeguamento della frequenza dei mezzi nelle ore considerate ad alto flusso di passeggeri, nei limiti delle risorse disponibili.

E' questa una delle sezioni dell'ordinanza che più ha fatto discutere gli enti locali. In particolare il punto D è quello che ha diviso il Comune di Roma da una parte e Regione e Prefettura dall'altra. In sostanza Raggi ha chiesto l'utilizzo delle forze dell'ordine per i controlli. La prefetta Pantalone ha respinto l'ipotesi. La Regione ha indicato in carico alle aziende, e per Roma quindi ad Atac, il rafforzamento dei controlli. Atac solo ieri è arrivata a reperire 800 nuovi controllori che basteranno però per i soli controlli nelle stazioni. Sguarniti quindi i mezzi pubblici.

I punti B, C ed E invece prescrivono un rafforzamento del servizio che Atac non potrà garantire. La cosa è nota da settimana e per questo ci si sta muovendo per cercare accordi con pulmini scolastici, mezzi per i trasporti dei disabili, Gt Open bus e pullman gran turismo. Obiettivo aumentare la flotta. Per i punti C ed E quindi Atac rischia nell'immediato di essere inadempiente. Sul punto B invece dialogo con Cotral. Ad oggi il servizio extraurbano consente la salita dei passeggeri in fermate diverse dal capolinea, ma non consente il trasporto da fermata a fermata in città. L'obiettivo del dialogo è ora duplice: da un lato aumentare la presenza di Cotral in città (una maggiore penetrazione anche in via ulteriori oltre a quelle già battute) dall'altro consentire la salita e discesa tra due fermate in città. 

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Gli obblighi per passeggeri e aziende sui mezzi pubblici 

Ecco, schematicamente, le  misure da rispettare sui mezzi di trasporto pubblico di linea
 

a.    utilizzo obbligatorio delle protezioni individuali delle vie respiratorie (mascherine, anche di comunità) da parte di passeggeri, fermo restando l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per il personale delle aziende di trasporto pubblico di linea;
b.    igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei mezzi di trasporto;
c.     posizionamento di segnaletica nei posti che non possono essere occupati, in modo da consentire il rispetto della distanza fisica di un metro tra i passeggeri;
d.    tenuto conto dell’obbligo di utilizzo delle mascherine, qualora non sia possibile garantire continuativamente il distanziamento fisico all’interno dei mezzi, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 26 aprile 2020, il servizio deve comunque osservare un carico massimo non superiore al cinquanta per cento della capacità di trasporto del mezzo desumibile dalla carta di circolazione;
e.    con riferimento ad autobus e tram, il conducente che rileva il raggiungimento della misura massima consentita ai sensi del richiamato art. 3, comma 2 del DPCM 26 aprile 2020, stabilita nella misura del cinquanta per cento della capacità di trasporto del mezzo, non effettua la fermata successiva in assenza di prenotazione della “richiesta di fermata” da parte del passeggero a bordo;
f.      implementazione sistemi elettronici di bordo, finalizzati a rendere efficace il monitoraggio delle frequentazioni sui mezzi di trasporto (in particolare, conta passeggeri);
g.    al fine di tutelare l’autista, adozione di misure di delimitazione della distanza, o barriere, fra la postazione di guida e l’area di utilizzo dei passeggeri. Ove ciò non sia possibile, va inibito l’uso della porta anteriore. Il passeggero non può occupare il posto disponibile vicino al conducente;
h.    installazione su ciascun mezzo di trasporto a lunga percorrenza di dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso dei passeggeri;
i.      sospensione dell’attività di bigliettazione a bordo da parte degli autisti. In caso di momentanea impossibilità di attuare tale misura, l’azienda di trasporto deve adottare tutte le misure idonee a tutelare la sicurezza dell’autista;
j.      evitare a bordo del mezzo, per quanto possibile, i contatti tra personale e viaggiatori e, comunque, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro;
k.     divieto di attivazione della funzione ricircolo dei sistemi di condizionamento dell’aria.


C'è l'obbligo della mascherina, anche se sul bus non ci sarà nessuno a farlo rispettare. Passaggi importanti sono i punti D, E ed F. In sostanza cade il distanziamento di un metro. Gli autobus viaggeranno al 50% della capienza prescritta nell'immatricolazione. Tradotto: nel caso dei bus più grandi si potrà arrivare anche le 50 persone a bordo. A contarle non ci sarà nessuno. Saranno installati contapasseggeri: se si raggiunge il limite l'autista non effettua la fermata successiva, a meno che non ci sia chiamata per scendere da qualcuno già a bordo. 

Stazioni e banchine: gli obblighi per le aziende 

Ecco, schematicamente, le  misure da nelle stazioni

a.    utilizzo obbligatorio delle protezioni individuali delle vie respiratorie (mascherine) da parte di passeggeri prima di effettuare l’accesso in stazioni, banchine portuali e in prossimità delle fermate;
b.    igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei locali, con particolare riguardo alle parti frequentate da viaggiatori e/o lavoratori;
c.     installazione nelle stazioni ferroviarie e metropolitane, negli aeroporti e nei porti di dispenser contenenti soluzioni disinfettanti ad uso dei passeggeri. Tali dispenser vanno altresì installati in prossimità di pulsantiere, ad esempio in presenza di biglietteria elettronica;
d.    adozione di interventi, ove necessari, per il contingentamento degli accessi alle stazioni, alle banchine portuali, agli aeroporti e ai porti al fine di evitare affollamenti e ogni possibile occasione di contatto, garantendo il rispetto della distanza interpersonale minima di un metro, prevedendo altresì l’utilizzo dei sistemi di videosorveglianza e/o telecamere intelligenti per monitorare i flussi ed evitare assembramenti, eventualmente con la possibilità di diffusione di messaggi sonori/vocali/scritti;
e.    con particolare riguardo alle stazioni della metropolitana, vanno previsti differenti flussi di entrata e di uscita, garantendo ai passeggeri adeguata informazione per l’individuazione delle banchine e dell’uscita e il corretto distanziamento sulle banchine e sulle scale mobili anche prima del superamento dei varchi. Vanno altresì predisposti idonei sistemi atti a segnalare il raggiungimento dei livelli di saturazione stabiliti;
f.      salita e discesa dei passeggeri dal mezzo deve avvenire secondo flussi separati. Negli autobus e nei tram, ove applicabile, prevedere la salita da una porta e la discesa dall’altra porta. Utilizzare idonei tempi di attesa al fine di evitare contatto tra chi scende e chi sale, anche eventualmente con un’apertura differenziata delle porte;
g.    regolamentazione nell’utilizzo di scale e tappeti mobili, garantendo sempre un adeguato distanziamento;
h.    consentire e agevolare l’accesso in sicurezza alle persone con diverse abilità, in gravidanza e anziani;
i.      evitare, per quanto possibile, i contatti tra personale e viaggiatori e, comunque, mantenere la distanza interpersonale di almeno un metro;
j.      utilizzo modalità di vendita dei titoli di viaggio che consentano il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri e, ove ciò non sia possibile, obbligo da parte dei passeggeri di essere muniti di apposite protezioni individuali. L’acquisto dei biglietti deve essere previsto con modalità automatizzate o dematerializzate, possibilmente prevedendo biglietteria elettronica.

 
I punti D, E ed F prevedono ingressi contingentati nelle stazioni della metro da un lato, divisione tra entrata e uscita dall'altro. Atac ha reperito 800 persone da dedicare a questa mansione. Saranno predisposte segnaletiche per il distanziamento in metro. Nel punto F un "ove applicabile" salva Atac. Infatti sui bus discesa e salita separata non sarebbe stata possibile in molti mezzi dell'azienda romana. Questo perché molti dei mezzi hanno solo due porte. Quella anteriore, lo ricordiamo, è bloccata per evitare contatti tra l'autista e i passeggeri. 


Le prescrizioni per i taxi

a.    il passeggero non può occupare il posto disponibile vicino al conducente;
b.    sui sedili posteriori nelle ordinarie vetture, al fine di rispettare le distanze di sicurezza, non potranno essere trasportati, distanziati il più possibile, più di due passeggeri qualora muniti di idonei dispositivi individuali di sicurezza. In mancanza di dispositivi potrà essere trasportato un solo passeggero;
c.     nelle vetture omologate per il trasporto di sei o più passeggeri dovranno essere replicati modelli che non prevedano la presenza di più di due passeggeri per ogni fila di sedili, fermo restando l’uso di mascherine;
d.    è preferibile dotare le vetture di paratie divisorie;
e.    il conducente deve indossare dispositivi di protezione individuali;
f.      igienizzazione e disinfezione su base quotidiana e sanificazione periodica dei mezzi adibiti a trasporto.

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