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LA PROTESTA

Gli attivisti per il clima non si fermano ed annunciano nuovi blocchi stradali

Ultima generazione annuncia una nuova protesta nella Capitale per lunedì 17 ottobre

Dal Grande raccordo anulare, teatro della protesta numerose volte durante l’estate, a quello sulle tangenziali della città nell’ultima settimana. Per lunedì 17 ottobre è annunciata una nuova azione degli attivisti di Ultima generazione a Roma, con l’ormai consueto modus operandi: blocco stradale e azione non violenta.

Le ragioni della protesta

“No gas” e “No carbone” è quanto recita lo striscione utilizzato per fare il blocco al transito della auto. E si può riassumere così il motivo della protesta, quella “corsa contro il tempo” per salvare il Pianeta dai cambiamenti climatici che, per chi manifesta ormai da mesi, non vede nell’agenda politica del nostro Paese. E il prossimo Governo, a guida Giorgia Meloni, è il loro interlocutore. Le richieste di Ultima generazione: interrompere immediatamente la riapertura delle centrali a carbone dismesse cancellando il progetto di nuove trivellazioni per la ricerca ed estrazione di gas naturale, procedere immediatamente a un incremento di energia solare ed eolica di almeno 20 giga watt creando migliaia di nuovi posti di lavoro nell’energia rinnovabile.

La rabbia degli automobilisti

E sono ormai note le reazioni di chi si trova davanti ai dimostranti, al mattino presto e in orario di punta con il traffico veicolare già “da bollino rosso”: insulti, strattoni e spintoni. Con i manifestanti spostati di peso, spesso in maniera violenta, per liberare la strada. Ma questo non sembra fermare la protesta: “E’ l’unico modo che abbiamo per farci ascoltare - ripetono gli attivisti -, la politica deve fare la sua parte contro il cambiamento climatico”.

Lo sciopero della fame e l’irruzione nelle sedi di partito

Accanto ai blocchi stradali, fatti anche in altre città d’Italia, gli attivisti di Ultima generazione hanno portato avanti anche uno sciopero della fame, attraverso Francesco e Alessandro, quest’ultimo arrivato anche sotto Montecitorio lo scorso settembre. Azione che si è poi spostata nelle principali sedi di partito in  diverse città italiane, a Roma in quella di Fratelli d’Italia. L’obbiettivo è quello di chiedere ai leader (Enrico Letta, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Giuseppe Conte) un incontro pubblico per “parlare apertamente della crisi climatica e delle sue conseguenze sull’economia - spiegano -, ma anche un impegno concreto a firmare un decreto legge con le nostre richieste”.

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