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Mercoledì, 5 Ottobre 2022
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Sanità, la proposta della Regione Lazio: "No vax si paghino ricovero"

L'assessore alla sanità D'Amato: "Giornalmente ogni ricovero in terapia intensiva costa circa 1.500 euro"

"I 'no vax' che contraggono il Covid e finiscono nelle terapie intensive degli ospedali del Lazio dovranno pagare i ricoveri". È perentorio l'assessore alla Sanità della Regione, Alessio D'Amato, "perché - dice - queste persone che rifiutano la vaccinazione, mettendo a rischio la libertà altrui, devono assumersi la responsabilità fino in fondo delle proprie scelte e delle proprie azioni".

La proposta arriva in una intervista rilasciata a Il Messaggero. Non è solo una 'boutade' quella di D'Amato. Si può fare? Tecnicamente è possibile accreditare le spese dei ricoveri nel più delicato reparto che esista ai pazienti che ci finiscono in un sistema di sanità pubblica?

"Ci stiamo lavorando- prosegue l'assessore- e ci sono dei modelli a cui, ad esempio, facciamo riferimento e sono quelli della Lombardia dove un tempo veniva spedito a casa del paziente, prima ricoverato e poi dimesso, una sorta di 'memorandum' su quanto la sua degenza fosse costata all'ente regionale. Naturalmente - prosegue D'Amato- non si chiedeva un centesimo, era solo per mostrare al paziente il costo sostenuto per le sue cure, ma con i "no vax" siamo intenzionati ad andare oltre".

Infine, ecco un possibile conto delle spese: "Giornalmente ogni ricovero in terapia intensiva costa circa 1.500 euro, per degenze medie non inferiori ai 17 giorni". La proposta dell'assessore alla sanità della Regione ha scatenato anche le prime reazioni. 

Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici ha definito "inaccettabili" le dichiarazioni di D'Amato: "Siamo allibiti sia per la gravità delle dichiarazioni, sia perché si vanta del fatto che non è una provocazione, ma una vera e propria strategia. Il diritto alla salute è sancito dalla Costituzione, deve essere garantito a tutti i cittadini, a prescindere dalle loro idee. A maggior ragione poi se consideriamo la situazione particolare in cui ci troviamo, una pandemia che nel corso del tempo ha visto aumentare i dubbi sui vaccini, individuati inizialmente come unica strategia di salvezza, mentre invece ora giustamente si punta l'attenzione anche sulle cure. Invitiamo l'Assessore a rivedere la sua posizione, a fare rapidamente un passo indietro su questa assurda proposta, in caso contrario passeremo alle denunce per difendere il diritto di tutti i cittadini alla salute, che evidentemente la Regione Lazio vuole affossare".

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