Giovedì, 18 Luglio 2024
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Mancano le supplenti, bambini senza vigilanza. Allarme nei nidi e nelle materne di Roma

Nelle ultime settimane sono arrivate decine di mail preoccupate da parte di singoli nuclei familiari, ma anche di interi comitati di gestione da diversi municipi, indirizzate ad assessorato e commissione scuola

La situazione nei nidi e nelle scuole d'infanzia comunali sembra non essere cambiata. Le problematiche relative all'assenza di educatrici supplenti, manifestate dalle dirette interessate e dalle sigle sindacali a inizio settembre, non si sono esaurite con l'accordo siglato tra queste ultime e il Campidoglio un mese fa. A ottobre, infatti, è iniziato un "mail bombing" indirizzato sia all'assessorato scuola, formazione e lavoro di Claudia Pratelli, sia alla commissione scuola presieduta dalla dem Carla Consuelo Fermariello. La sintesi estrema delle email, firmate sia da genitori sia da maestre, è questa: "Mancano le supplenti, il personale fa i salti mortali, il rapporto di un'educatrice con sette bambini tende a saltare e la qualità del lavoro ne risente". Un disastro. 

Caos nei nidi comunali 

Il Comune pensava di aver messo una toppa al problema della governance dei servizi educativi da 0 a 6 anni, avendo strappato la firma dei sindacati (tranne la Cgil) e ribadendo che i fondi a disposizione del Comune "sono da considerare sufficienti per adottare questo modello organizzativo, che prende a riferimento gli assetti pre-Covid, con elementi migliorativi" spiegava a RomaToday l'assessora Claudia Pratelli. Ma quanto si legge nelle diverse mail inviate nei giorni scorsi al Campidoglio, partite da singole famiglie con bambini iscritti nei nidi e nelle scuole d'infanzia capitolini ma anche da educatrici, racconta un'altra realtà. Fatta di giornate difficili, aspettative disattese, educatrici che arrivano e se ne vanno nel giro di poche settimane, carenze di organico. Tutto a ricasco dei bambini e delle famiglie. 

Da tutta Roma mail disperate al Comune

I comitati di gestione di ben 22 nidi comunali di Roma hanno scritto il 14 ottobre alla presidente della commissione scuola del Comune, la dem Carla Consuelo Fermariello. La mail, firmata da genitori e personale (come da regolamento, è così che sono costituiti questi organi collegiali) fa emergere una problematica evidentemente mai risolta nell'organizzazione del servizio educativo: l'assenza delle educatrici. "Quotidianamente le assenze delle educatrici di ruolo vengono coperte con difficoltà e solo nel caso in cui si presenti il cosiddetto fuori rapporto sul totale del nido - si legge nel documento che RomaToday ha potuto leggere -. Siamo d'accordo con il concetto di risparmio della spesa pubblica, ma questo non può avvenire mettendo a rischio e disagio i piccolissimi utenti bambini che si trovano ad essere spostati e trattati come pacchi postali vivendo una situazione di confusione e smarrimento, allontanati dalle loro figure e spazi di riferimento, come se fossero vittime di una punizione". La protesta dilaga: gli asili nido in calce alla mail si trovano al Collatino, Casaletto, Monte Spaccato, Lido di Ostia, Fonte Laurentina, Montagnola,Valco San Paolo, Ottavia, Villa Bonelli, Alessandrino. 

"Mancano le supplenti e salta il rapporto 1 a 7 con i bambini"

Le cause di quanto denunciato nella missiva sono messe nero su bianco: "E' visibile la mancanza di supplenti che intervengano a colmare i turni - scrivono dai municipi -. Giornalmente gli educatori si trovano a dover calcolare i presenti per valutare l'opportunità di richiedere una supplenza per la copertura del fuori rapporto (in alcuni casi già manifestato). Tale operazione crea di per sé un aggravio costringendo un elemento ad allontanarsi dalla propria sezione lasciando i colleghi con un rapporto di gran lunga superiore a quello previsto per legge (1 a 7) e dirottando la sua attenzione ad attività e operazioni organizzative rispetto a quelle pedagogiche e di benessere, cura e sicurezza dei bambini". E quando il supplente arriva, o non viene mandato con le tempistiche giuste, oppure non copre le ore necessarie, venendo contrattualizzato per quattro ore a copertura di un titolare che ne fa sei. "E' già stata lanciata e ampiamente sottoscritta una petizione pubblica - annunciano i comitati di gestione dei nidi comunali - che chiede di dialogare con la commissione scuola e con l'assessorato relativo per poter essere messi al corrente delle problematiche insorte che hanno aggravato la situazione organizzativa relativamente alle supplenze e assegnazioni di ruolo". 

Da Trastevere: "Così si infrange la legge, occhio alle responsabilità"

Un'altra testimonianza del disagio dovuto alla carenza di supplenti arriva dall'XI municipio. Siamo a Trastevere, via Giovanni Volpato, nido "Fantasia". Un gruppo di mamme e papà ha preso "carta e penna" e ha scritto non solo alla commissione scuola, ma anche all'assessorato e al Gabinetto del Sindaco Roberto Gualtieri. La mail è datata 20 ottobre: "Siamo a rappresentare l'enorme disagio che stiamo vivendo - denunciano - a causa della carenza di organico che ha notevoli ripercussioni condizioni di lavoro del personale in attivo e si ripercuote inevitabilmente sulla qualità del servizio erogato. Scegliendo di affidare i nostri figli a un asilo nido comunale abbiamo riposto la nostra fiducia nella capacità dell’amministrazione di Roma Capitale di garantire un servizio educativo in grado di accompagnare i bambini nel loro percorso di crescita in una fase cruciale della loro vita. Se si perde questa capacità, viene meno il patto di fiducia con i cittadini, che è alla base dell’esistere stesso della Pubblica Amministrazione. Non possiamo esimerci dal rappresentare che le condizioni in cui attualmente il servizio è erogato si palesano contrarie alla legge, in relazione al rapporto tra educatori e educatrici e bambini e bambine, e rischiano di creare situazioni di pericolo la cui responsabilità sarebbe oltremodo aggravata dai fatti su rappresentati". 

In attesa di un contratto: la dura vita delle educatrici romane, tra cambi di scuola e flessibilità

La scuola che ha cambiato 30 supplenti in un anno

A San Saba la scuola d'infanzia "Giardinieri" a quanto sembra vive criticità ripetute mai risolte, da anni. Recentemente un gruppo di genitori ha scritto alla commissione scuola: "La supplente che avrebbe dovuto restare coi bambino fino a fine dicembre - esordiscono - se ne è andata. E lo abbiamo saputo da lei. Da parte dell'istituzione che voi rappresentate, nessuno ha avuto il pensiero di metterci la faccia e rassicurarci. Abbiamo cambiato oltre 30 insegnanti lo scorso anno. E' possibile sapere quale è esattamente la situazione degli insegnanti? Pensionamenti, supplenze, cosa dobbiamo aspettarci da qui ai prossimi mesi?". Oltre alle questioni legate all'organico delle educatrici, nella lettera si elencano una serie di problemi legati anche alla struttura stessa: illuminazione esterna mancante, un tetto che perde acqua. Ed evidentemente un calo verticale di iscrizioni: "Da due anni i nuovi sono pochi - concludono le mamme e i papà imbufaliti - e l'anno scorso la scuola ha perso una delle tre sezioni. Eppure dovrebbe essere ambitissima per caratteristiche e unicità. Avete pensato a un piano di comunicazione per promuovere la scuola e trovare nuovi iscritti?". 

L'educatrice precaria: "Siamo in perenne fuori rapporto. E le colleghe con la 104 non vengono sostituite"

RomaToday ha raccolto la testimonianza di una educatrice e mamma. Fa parte del Coordinamento "Precari Inside", lavora in XII, la figlia è iscritta in XIV: "Siamo in perenne fuori rapporto - denuncia - quando ci mandano una sostituta, viene per tre ore e quasi mai per sei come dovrebbe essere. Alle titolari, quindi contratti a tempo determinato e indeterminato, viene chiesto di essere flessibili come da accordi sindacali, quindi anche un'ora e mezza in più rispetto al dovuto, ma molte di noi hanno deciso di non dare disponibilità perché altrimenti il Comune ci manderà sempre meno sostituzioni. I soldi per le supplenze li hanno finiti, ce lo hanno detto chiaramente l'8 settembre dopo la nostra manifestazione in Campidoglio. L'anno scorso il fondo è stato utilizzato moltissimo, queste sono le conseguenze. Hanno mandato le sostituzioni il 18 settembre, con i nidi aperto l'1. Stessa cosa per i bambini con disabilità. Purtroppo, l'accordo siglato da Cisl e Uil il 15 settembre ha sancito la morte del sistema educativo, perché si sono avallate una serie di soluzioni che peggiorano l'organizzazione. Basti pensare che la sostituzione avviene dopo 5 giorni lavorativi. Le educatrici che beneficiano della 104 non vengono sostituite, a meno che non prendano tre giorni consecutivi, ma è successo che mandassero qualcuno per un solo giorno". 

Fermariello (Pd): "Siamo con educatrici e genitori, il lavoro di ascolto va avanti"

La presidente della commissione scuola, Carla Consuelo Fermariello, a RomaToday ha commentato la situazione: "SIamo sempre accanto alle educatrici e alle insegnanti dei nostri servizi servizi educativi - fa sapere - conducendo battaglie, ancora in corso, che altri non hanno condotto. Mi riferisco alla revisione della graduatoria nidi, al diritto di vedersi riconoscere la liquidazione del TFR maturato, al rispetto della normativa in materia di fuori rapporto e alle regole in materia di sostituzioni e contratti di miglior favore. Al pari siamo ovviamente al fianco dei genitori, che ci hanno scritto per essere rassicurati in merito alla garanzia di qualità di un servizio che rappresenta un fiore all'occhiello per la  città. Certamente proseguiremo nell'audizione in commissione anche delle famiglie, dopo aver giá ascoltato tutte le realtà coinvolte in questo fondamentale settore con un lavoro che va avanti da molte settimane per portare al miglioramento del servizio, prima di tutto in favore dei bambini e delle bambine di questa città e poi delle loro insegnanti ed educatrici. Bisogna prendersi cura di chi si prende cura, e noi intendiamo farlo".

De Santis (LcR): "Fallimento totale, si è agito in ritardo"

Molto più duro il consigliere della lista Civica Raggi Antonio De Santis: "A me sembra evidente che questo anno scolastico e la fine del precedente stiano segnando un pieno fallimento delle politiche di gestione del personale scolastico - accusa - e di conseguenza del servizio stesso che deve essere fornito al meglio. La cosa che più mi inquieta è che emerge un forte scollamento tra la maggioranza e gli assessori preposti, perché ci ritroviamo a dover sollevare in commissione problematicheche trovano una scarsa unità d'intenti tra maggioranza e giunta. A questo punto l'auspicio è che con l'inizio del nuovo anno scolastico, quando verosimilmente ci sarà un rifinanziamento del servizio, possa partire un'azione coesa da parte dell'amministrazione tutta, così da sopravvivere al disastro di quest'anno. Noi già a febbraio 2023, a seguito della lettera della direttrice risorse umane che avvertiva l'amministrazione della carenza di fondi per le sostituzioni, avevamo denunciato il fatto e chiesto soluzioni. C'è stato tanto tempo per risolvere, invece si è arrivati a questo punto gettando nel panico educatrici e famiglie".  

Il Comune ha assunto 50 nuove educatrici

Nel frattempo, il 26 ottobre l'assessora Claudia Pratelli ha annunciato l'assunzione di 50 nuove educatrici: “Oggi diamo seguito ad un impegno preso, vale a dire quello di procedere a ulteriori 50 nuove assunzioni nel comparto del personale scolastico ed educativo - ha fatto sapere -, che si aggiungono alle 600 già effettuate. Raggiungiamo dunque 650 stabilizzazioni di maestre ed educatrici in due anni. Un fatto importante che a Roma non si era mai realizzato con questi numeri. Un investimento straordinario che consegue con i fatti alla scelta di investire sui servizi educativi e scolastici con gli strumenti a nostra disposizione nonostante i limiti e gli ostacoli normativi che penalizzano i Comuni e in particolare Roma Capitale. Contrastare il precariato rappresenta, infatti, una strategia cardine per garantire qualità e stabilità ai servizi educativi oltre che al personale”.


 

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