Museo delle periferie di Tor Bella Monaca, al via il programma. Bergamo: "Il Rif è un avanzato laboratorio culturale"

Domenica 18 ottobre si terrà il primo appuntamento: la lezione di Remo Rapino e Marco Lodoli

Il Museo delle Periferie - Rif - muove i suoi primi passi. Il programma prenderà il via a partire da domenica 18 ottobre con una lezione del vincitore del Premio Campiello 2020 Remo Rapino e con Marco Lodoli (ore 11 presso il Teatro di Tor Bella Monaca). Il progetto promosso da Roma Capitale nasce dalla collaborazione tra l'Assessorato alla Crescita culturale e il Municipio Roma VI e realizzato dall’Azienda Speciale Palaexpo.
 
L'iniziativa, fa sapere Palaexpo in una nota - nasce da una riflessione sull’importanza della relazione con le comunità che caratterizzano i diversi territori delle metropoli, sulla necessità della partecipazione dei cittadini alla vita culturale e al dibattito sulla città, elemento fondamentale per la costruzione di rapporti e interazioni sociali che tengono in piedi le comunità e il senso civico. 

Una riflessione che si confronterà con le altre periferie del mondo, a testimonianza della universalità del tema. Nato e sviluppatosi all'interno del MACRO Asilo con un tavolo di progettazione aperto alla città ideato e curato da Giorgio de Finis ai cui incontri hanno contribuito anche Università ed Enti di ricerca, il RIF con questa prima azione entra a far parte del Polo espositivo dell'arte e della cultura contemporanea, coordinato dall'Azienda Speciale Palexpo, insieme a Palazzo delle Esposizioni, Macro e Mattatoio.

Il programma del Museo presentato dal direttore De Finis
 
"Roma è una città unica, ma anche una comunità che si estende su un territorio molto vasto, frammentato, caratterizzato da forti diseguaglianze", dichiara il Vicesindaco di Roma con delega alla Crescita culturale Luca Bergamo. "Tor Bella Monaca ne è da tempo una centralità importante. Nonostante le vere difficoltà non è l’immagine che ne proiettano i media, è anche un vettore di innovazione di grande valore. Lo nostra politica culturale da più di quattro anni cerca di dare linfa, ridistribuire, costruire infrastrutture materiali e immateriali anche lontano dal centro storico e dai riflettori. Il RIF è un nuovo e avanzato laboratorio di progettazione culturale che nasce grazie alla fortissima interconnessione tra le grandi istituzioni culturali della città e i suoi territori". 

Per Alessandro Marco Gisonda, assessore alla cultura del Municipio VI: "RIF intende accendere un riflettore sul tema delle periferie, nell’ambito di un’analisi più ampia del fenomeno urbano su scala globale. L’obiettivo del museo e del suo centro studi multidisciplinare, che parte con la sua programmazione, è approfondire la conoscenza delle metropoli del terzo millennio, ma soprattutto immaginare e realizzare, tramite pratiche artistiche e relazionali, una città più equa, partecipata, inclusiva. Il museo che verrà offrirà ai visitatori nuove e molteplici opportunità tra cui una biblioteca specializzata, una videoteca, una collezione permanente, laboratori aperti alla partecipazione dei cittadini, oltre a progetti artistici, di ricerca, mostre, pubblicazioni, lectio magistralis e incontri".
 
Da domenica 18 ottobre, il RIF avvia la sua programmazione di incontri al Teatro di Tor Bella Monaca con un programma di cinquanta lectio magistralis che affronteranno, da diverse prospettive disciplinari, il tema della metropoli contemporanea e delle periferie. Aprono il ciclo di incontri il vincitore del Premio Campiello 2020 Remo Rapino e Marco Lodoli (18 ottobre alle 11). Il calendario si svilupperà fino a maggio 2021 e vedrà tra gli altri ospiti: Carlo Cellamare, Alessandro Melis,  e Francesco Careri, Franco Purini come Bertram Niessen e Juana Sànchez Gòmez tra i tanti altri.

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Tutti i mercoledì le attività del Museo delle periferie si terranno nell’istituto scolastico Melissa Bassi in via dell’Archeologia, scuola dirimpettaia del sito dove sorgerà il cantiere del museo. Nelle due stanze messe a disposizione si terranno settimanalmente gli incontri di “Automappatura”, primo passo per la realizzazione di una “Guida della periferia di Roma” e il cantiere artistico “ROMO” (ROmolo + reMO), il progetto relazionale che promuoverà “gemellaggi” tra i quartieri della città, provando, per il tramite di un dispositivo d’incontro e di conoscenza reciproca, ad abbattere barriere e muri invisibili.
 

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