L’abbraccio di Regeni a Zaki: dopo lo strappo nuovo murale accanto all’ambasciata d’Egitto

Dopo la rimozione della prima opera è tornata in azione la street artist Laika: “Nessuno può ridurci in silenzio”

Dopo la rimozione da parte di ignoti del primo murale che raffiugurava l’abbraccio fra Giulio Regeni e Zaki, il ricercatore 27enne detenuto in Egitto perchè accusato di aver diffuso materiale sovversivo e dannoso per lo Stato, arriva una nuova realizzazione. 

La scorsa notte la street artist Laika, già nota per l’opera sull’epidemia “di ignoranza” relativa al Coronavirus, è tornata sul muro che circonda Villa Ada, a pochi passi dall’Ambasciata d’Egitto per un “atto secondo” della sua opera.

"Dopo la rimozione, in tanti mi hanno chiesto di riattaccare l’opera – ha dichiarato l’artista – ma il bello della strada è proprio questo: le opere diventano organismi viventi in continua evoluzione e, come tali, possono cambiare".

E così è stato. Il manifesto è cresciuto e maturato: l’artista ha voluto rappresentare il momento esatto dello strappo del poster ad opera del misterioso "qualcuno", per farglielo rivivere. Ma dietro a quell'immagine non c'è un vuoto, ma un mare di persone che fa sentire la propria voce per la liberazione di Patrick. “Ci siamo tutti noi”, precisa Laika.

Nella nuova opera, infatti, si vede un'ombra la cui mano strappa l'abbraccio di Regeni e Zaki e ci trova sotto l'immagine di un gruppo di persone, capeggiato dalla poster-artist con maschera e caschetto rosso d'ordinanza, con in mano tanti cartelli gialli con su scritto "Free Patrick".

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"Ho voluto far capire che nessuno può ridurci al silenzio, che si può strappare un disegno ma che dietro ad esso ci sarà sempre qualcuno pronto a gridare a gran voce. Tutto sommato l'anonimo che ha rimosso il poster ha fatto un favore a tutti: ha dimostrato – sostiene Laika - che insieme possiamo cambiare le cose”.
 

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