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Monteverde, l'edicola di Alfredo diventa un caso. Pd contro Raggi: "Fa politica col machete"

La consigliera Ilaria Piccolo si schiera contro lo sfratto di Tocci, storico edicolante di Monteverde. Alla campagna a suo favore, intanto, partecipano anche personaggi del mondo dello spettacolo

Anche Pino Insegno e Luca Barbarossa hanno voluto scattarsi un selfie per ribadire che “l’edicola non si tocca”: la storia di Alfredo Tocci, storico edicolante di piazza Scotti, a Monteverde, sembra avere toccato i cuori di molti ed essere uscita dai confini del quartiere, suscitando anche parecchie reazioni dal mondo politico.

I fatti: Tocci, 75 anni e 64 trascorsi nell’edicola (ha iniziato a 11 anni aiutando la madre) si è visto revocare la licenza per un abuso edilizio legato all’occupazione del suolo pubblico, 6 metri quadrati in cui si è allargato che gli sono costati numerose multe (pagate) nel corso degli anni. La diatriba va avanti ormai da decenni, ma nelle ultime settimane è arrivata la prima contravvenzione da 3.500 euro e l’ingiunzione a rimuovere l’edicola dal marciapiede di piazza Scotti su cui è posizionata dal lontano 1956.

Tocci ha spiegato di avere presentato nel corso degli anni diversi progetti per il trasferimento e di avere più volte manifestato la volontà di sanare l’abuso per proseguire con la sua attività, ma gli sforzi a oggi non sono serviti: Alfredo deve chiudere, a meno che Municipio e Roma Capitale non riescano a trovare una soluzione. Che potrebbe essere, stando a quanto riferito da Tocci, la sanatoria dell’abuso e il trasferimento sull’altro lato della piazza in via di riqualificazione: "Chiedo di sederci a un tavolo e parlare", ha ribadito l'anziano edicolante a RomaToday.

Il quartiere si è subito mobilitato in difesa di Alfredo, lanciando appelli e meditando anche una raccolta firme, e dopo le prime adesioni “vip” alla campagna, c’è anche chi ha lanciato l’idea di coinvolgere Thomas Raggi dei Maneskin, fresco vincitore del Festival di Sanremo.

Reazioni sono arrivate anche da parte del mondo della politica, con Ilaria Piccolo, consigliera del Pd in Comune, che ha definito “inaccettabile” che “l'unica soluzione per l’edicola di piazza Scotti sia la soppressione e lo sfratto. Raggi fa politica con il machete mettendo in difficoltà i romani. Sindaca tuteli piccole realtà”, ha scritto su Twitter.

Monteverde, Alfredo "sfrattato". La versione della presidente di Municipio Crescimanno

La presidente del Municipio XII, Silvia Crescimanno, dal canto suo è intervenuta con un lungo post in cui ripercorre le tappe che hanno portato all’ingiunzione di rimozione, sottolineando la presenza dell’abuso già evidenziata (l’ampliamento dell’edicola) e le irregolarità mai sanate e il fatto che i progetti presentati nel corso del tempo siano stati respinti “non per accanimento ma solo perché le soluzioni prospettate non erano conformi alle normative vigenti e più in specie al codice della strada”.

Crescimanno ha sottolineato che sarebbe potuto essere presentato un ricorso al Tar contro la sospensiva presentata nel 2018: “Nel caso in cui il Tar avesse concesso la sospensiva del provvedimento di decadenza, infatti, i titolari avrebbero potuto allora chiedere, una volta ultimata la piazza, lo spostamento della loro edicola al centro della Piazza ponendo fine ai problemi iniziati nel 1991 - spiega - Per ragioni mai esplicitate, i titolari decisero però di non seguire i consigli che gli erano stati dati e di non proporre Ricorso al Tar contro quel provvedimento che, oggi, sui social, sia loro che molti cittadini ignari della reale situazione, contestano come ingiusto. E, quindi, decorsi ormai da mesi i termini per impugnarlo, la decadenza dall’autorizzazione è diventata definitiva”.

“Capiamo il dispiacere - conclude Crescimanno - ma, da decenni ormai, esiste una netta distinzione di ruoli e funzioni tra organi politici ed organi amministrativi e per ottenere l’annullamento di un atto amministrativo occorre impugnarlo e contestarlo nelle sedi competenti”.

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