Attualità Monteverde / Via Laura Mantegazza, 40

Monteverde, chiude la libreria "I Trapezisti": "Schiacciati dalla grande distribuzione e dal Covid"

Maurizio Zicoschi e Barbara Salsetta il 30 ottobre concluderanno l'esperienza ventennale da librai, che negli ultimi 5 anni li aveva portati a via Mantegazza

Il 30 ottobre la libreria indipendente "I Trapezisti" di Monteverde chiuderà i battenti. Presenti in via Laura Mantegazza 40 dal 2016, Maurizio Zicoschi e Barbara Salsetta non riescono più a far fronte ai debiti e anche complice l'ultimo anno e mezzo di pandemia, hanno deciso di porre fine ad un lungo capitolo della loro vita. Per dare spiegazioni ai clienti, amici e affezionati, Maurizio sta utilizzando i social: ogni giorno e fino alla chiusura ufficiale pubblica un video in cui affronta un problema che ha contribuito al fallimento dell'attività, dalla irreperibilità dei libri scolastici alle contraddizioni interne al grande sistema della distribuzione. 

"Uno dei motivi principali per cui chiudiamo - spiega Zicoschi, 52 anni - è che le librerie indipendenti come la nostra hanno difficoltà a reperire i titoli più ricercati sul mercato, perché la distribuzione è in mano a un monopolio costituito dagli stessi principali editori che quei titoli li stampano. Il nostro fornitore principale è anche un nostro competitor. E quando questi libri decidiamo di prenderli, siamo costretti a pagarli in anticipo, con il rimborso per l'invenduto che arriva sei mesi dopo il reso". 

Maurizio e Barbara hanno cominciato la loro vita da librai nel 2001, vendendo testi scolastici e universitari: "Ma nonostante un fatturato da 250.000 euro l'anno - racconta a Roma Today - il ricavo era sotto al 10%. Dei circa 25.000 euro che ci restavano, 18.000 li davano alla compagnia del telefono e i restanti all'Inps. Allora abbiamo chiuso e aperto I Trapezisti, ma la situazione non è cambiata, anzi. Siamo indietro di quattro rate con l'affitto (1200 euro al mese), dobbiamo pagare i fornitori. Il problema è che i clienti prima della pandemia venivano qui di persona e potevamo indirizzarli, consigliando loro i titoli meno 'mainstream', fuori dalla distribuzione monopolistica. Adesso ordinano via mail e vanno sui libri che hanno maggiore pubblicità". 

Un altro cambiamento radicale che ha messo in ginocchio "I Trapezisti" è quello del non poter fare più eventi: "Era così che ci tenevamo in piedi - prosegue Maurizio -. Invitavamo gli autori, veniva tanta gente che acquistava il libro e poi gironzolava nel negozio. Adesso con le restrizioni in 70 mq di spazio potremmo far stare solo dieci persone, quindi inizialmente ci siamo appoggiati a dei locali del quartiere, ma per attirare gente bisogna portare gli autori 'mainstream', così si innesca il discorso di prima: devi pagare in anticipo, l'invenduto viene rimborsato dopo sei mesi e io nel frattempo ho ridotto il mio budget per fare un evento. Impossibile andare avanti". 

Se in tutti questi anni Maurizio e Barbara sono riusciti ad andare avanti è perché "abbiamo portato avanti altre professioni allo stesso tempo. Per esempio io realizzo software gestionali per le librerie indipendenti, do ripetizioni di Matematica grazie alla mia laurea, anche Barbara fa lo stesso essendo laureata in Lettere e quando chiuderemo proverà a lavorare come insegnante. Io invece continuerò a fare software e impegnarmi nel circuito, per esempio con la Giornata delle Librerie Indipendenti che ho ideato nel 2016 e si tiene ogni ultimo venerdì di aprile, inoltre sto riunendo 109 librerie in un'associazione che sia alternativa a quella esistente che viene gestita per la maggior parte dai grossi editori". 

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