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Roma si prepara ad accogliere i monopattini elettrici: ecco la strategia per salvarli da ladri e vandali

In altre capitali d'Europa ha già spopolato. Anche Roma si prepara a far posto ai monopattini elettrici. Con un'interessante novità: si possono portare a casa

L'idea è accattivante e sono in molti a domandarsi quale futuro possa avere. Sorpattutto a Roma. Sistemere dei monopattini elettrici, in modalità condivisa, rappresenta una duplice sfida. Consente infatti di accorciare la distanza con le altre Capitali europee che già li hanno adottati. E consente ai romani di riscattarsi dopo il fallimentare epilogo delle bike-sharing.  Rubate e vandalizzate, sono state abbandonate ovunque

In Europa i monopattini elettrici vengono condivisi attraverso varie piattaforme, la più importante delle quali si chiama Lime. Una realtà giovane, nata meno di un anno e mezzo fa. Il tempo sufficiente per posizionarsi su un mercato che è allo stato nascente e che, infatti, deve ancora fare i conti con un vuoto normativo da colmare.

Il pressing istituzionale

Per far partire le sperimentazioni nei vari comuni italiani, è necessario ottenere l'approvazione, da parte del Parlamento delle particolari linee guida. Per questo il gruppo PD, in commissione trasporti alla Camera, si è appellato al titolare del MIT. I deputati democratici si sono rivolti al Ministro Toninelli "perchè faccia la sua parte e dia la possibilità ai tanti sindaci - di ogni schieramento politico - di avviare sperimentazioni cosi come chiedono gli operatori e le associazioni". Tra gli operatori più interessati alla questione c'è senz'altro Lime. E' l'azienda che gestisce la piattaforma del servizio di condivisione dei monopattini in molte città, dal vecchio al nuovo continente.

La diffusione ed il vuoto normativo

"I mezzi di micro mobilità elettrica vivono in una sorta di zona grigia, un limbo normativo - spiega Alessandro Tommasi, Director Publics Affairs di Lime in Europa - in meno di un anno hanno preso molto piede mezzi come il monopattino e l'hoverboard, arrivando a vendere ai privati qualcosa come 45mila pezzi". Eppure non è chiaro dove possano utilizzarlo. Sulle corsie ciclabili, sui marciapiedi o in strada? "Non esiste una normativa specifica, non è contemplato nel codice della strada il monopattino elettrico - riflette il manager - per questo, come azienda, guardiamo con attenzione a ciò che accade a livello nazionale. Anche perchè, la deadline della legge di bilancio, era fissata per fine gennaio". Ed è a quel provvedimento che si lega il decreto attuativo e quindi l'approdo della micromobilità elettrica in Italia.

La ricarica domestica

Lo stesso problema che c'è nel nostro paese, è stato riscontrato anche in Germania e nel Regno Unito. "A Parigi, Lisbona e Madrid il monopattino elettrico è una realtà, per quanto recente, già molto apprezzata" spiega Tommasi. Il timore però è che, a Roma, questi mezzi possano subire la stessa sorte delle bici elettriche. "Rispetto al bike sharing, c'è stata un'evoluzione nella linea di business. NOi abbiamo la necessità di raccogliere il monopattino e di ricaricarlo e così facendo implementiamo anche una strategia contro il vandalismo" spiega il manager di Lime. Come fare? "Lasciamo la possibilità di portare il monopattino a casa, dove la sera può essere ricaricato. E siccome la maggior parte degli atti vandalici e dei furti si verificano di notte, riusciamo già così a ridurne l'impatto". 

Un'App contro l'abbandono

Sul piano del decoro, l'esperienza del bike sharing ha restituito l'immagine di centinaia di biciclette abbandonate in città. Con i monopattini, questa possibilità risulta molto limitata grazie allo strumento informatico. Un'App indica infatti all'utente dove lasciare il mezzo elettrico. Un'opzione che facilita anche il lavoro di chi dovrà provvedere alla sua manutenzione perchè, come osserva Tommasi "non sarà necessario andarli a recuperare in giro per tutta la città". Cosa che, nel caso di Roma, diverrebbe oltremodo impegnativo. Saranno a disposizione degli utenti, a poca distanza dalle linee di trasporto pubblico su ferro, per coprire il miglio mancante ed incrementare l'offerta di mobilità sostenibile della Capitale. Dove dovranno circolare invece resta un mistero che solo l'approvazione delle linee guida potrebbe aiutare a risolvere. Ma un fatto è certo: non sarà un'invasione.

Quanti monopattini a Roma?

"Metterne in circolazione troppi, rischia di portare all'abbandono del mezzo - riflette il Director Publics Affairs di Lime - d'altra parte se fossero troppo pochi, si rischia di non creare quell'attenzione e necessaria adesione. Occorre puntare su un numero giusto". Ma per ora è prematuro lanciarsi in previsioni.  Anche perchè occorrerebbe anche comprendere dove, i romani, potrebbero poi utilizzarli.

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