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Caos metro B, ancora attese interminabili e treni strapieni: esplode la rabbia dei passeggeri

Ancora una mattinata di passione per chi utilizza la seconda metropolitana di Roma: a Rebibbia si sono toccati i 30 minuti per vedere il treno arrivare in stazione

 Ennesima mattinata di passione per i passeggeri della metro B, costretti ad aspettare su banchine affollatissime treni che hanno ormai frequenze da regionali. Nell'ora di punta le corse hanno toccato frequenze tra i 15 e i 20 minuti, e i convogli si sono inevitabilmente riempiti a dismisura, aumentando il malessere e la rabbia dei viaggiatori.

A Jonio, tanto per fare un esempio, l'attesa ha toccato i 20 minuti, con banchina pieno e treno che alla fermata Libia si è completamente riempito. Decine i messaggi inviati all'account Twitter di Atac per lamentarsi di una situazione diventata ormai la regola.

La rabbia dei passeggeri: "Atac, qual è il vostro piano?"

"È ovvio che le macchine invadano la città, 20 minuti di attesa sulla metro B, carrozze piene, gente avvelenata. Atac, cual è il vostro piano? L'autodistruzione? Aumentate il biglietto ci meritiamo anche questo", è soltanto uno dei tantissimi commenti, e ancora: "Trenta minuti di attesa della metro B a Rebibbia, attesa dalle 7:20 alle 7:50. Vi sembra normale?".

"La metro B sta diventando un incubo - si legge ancora - corse ogni dieci minuti o più, treni strapieni tipo scatola di sardine, puzza. E il Comune che fa? Tace". Esasperati, i pendolari sui social iniziano a pensare a una manifestazioni di protesta, complice anche il malumore generato dal tema della ztl fascia verde e dalle limitazioni al traffico privato di cui molto si parla in questi giorni.

Perché la metro B funziona così male

Il problema, come già detto più volte, riguarda le revisioni, una questione che interessa sia la metro A (per cui Gualtieri, in vista del Giubileo, ha promesso "un salto di qualità"), sia la metro B. I treni in circolazione sono vecchi e in molti casi non sono stati revisionati, il che comporta che Atac debba necessariamente sottoporli ai controlli per tenerli in servizio. Un processo che ha tempi tutt'altro che brevi, circa cinque mesi in totale, ma che va rispettato, visto che l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (Ansfisa) ha accordato al Campidoglio una proroga soltanto a patto che venissero appunto effettuate tutte le revisioni. 

In totale sono 51 i treni che, tra metro A e metro B, vanno revisionati. E se sulla metro A - dove senza proroga sarebbero usciti dal servizio 23 treni, di fatto costringendo allo stop della linea - circolano 24 treni contro un parco totale di 30, sulle linee B e B1 la situazione è ancora più critica: l’attuale disponibilità è di 21 treni, rispetto a un servizio garantito negli anni precedenti con 28 convogli. 

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