Lunedì, 15 Luglio 2024
Attualità Piazza San Pietro

In centomila a San Pietro per la messa di Pasqua, la prima dopo la pandemia

Piazza gremita per le benedizione Urbi et Orbi

In centomila per il messaggio Urbi et Orbi del Papa. La messa di Pasqua torna in piazza San Pietro dopo due anni di pandemia. Alle 10.00 della domenica di Pasqua nella Risurrezione del Signore, Papa Francesco ha presieduto sul sagrato della basilica vaticana, la solenne celebrazione della messa del giorno. Alla celebrazione, che inizia con il rito del "Resurrexit", hanno preso parte fedeli romani e pellegrini provenienti da ogni parte del mondo in occasione delle feste pasquali. 

Venerdì sera Bergoglio, prudentemente alla luce dell'affaticamento per i tanti impegni della settimana santa e dato anche il dolore al ginocchio che non gli da' tregua, non ha presieduto la veglia pasquale, ha tenuto l'omelia e ha battezzato sette catecumeni. Al termine dell'omelia l'annuncio pasquale in ucraino: 'Cristo è risorto'. Una delle preghiere dei fedeli che stamani nella messa di Pasqua verrà letta sarà in ucraino. 

Al termine della celebrazione, il Papa si è recato all'aula delle benedizioni, quindi dalla loggia centrale della basilica petrina ha impartito la benedizione Urbi et Orbi. A fianco al Papa il cardinale Renato Raffaele Martino e il cardinale Michael Czerny. Piazza San Pietro per l'occasione è stata abbellita da 40 mila fiori arrivati direttamente dall'Olanda. Il tradizionale omaggio floreale olandese al Papa è iniziato con Giovanni Paolo II ed è arrivato alla 35esima edizione. I fiori prima di partire dall'Olanda sono stati benedetti dal vescovo di Rotterdam.

Il messaggio di papa Francesco per la pace 

"Il conflitto in Europa - ha esortato Bergoglio - ci renda più solleciti anche davanti ad altre situazioni di tensione, sofferenza e dolore, che interessano troppe regioni del mondo e non possiamo né vogliamo dimenticare. Sia pace per il Medio Oriente, lacerato da anni di divisioni e conflitti. In questo giorno glorioso domandiamo pace per Gerusalemme e pace per coloro che la amano, cristiani, ebrei e musulmani. Possano israeliani, palestinesi e tutti gli abitanti della Città Santa, insieme con i pellegrini, sperimentare la bellezza della pace, vivere in fraternità e accedere con libertà ai Luoghi Santi nel rispetto reciproco dei diritti di ciascuno. Sia pace e riconciliazione per i popoli del Libano, della Siria e dell'Iraq, e in particolare per tutte le comunità cristiane che vivono in Medio Oriente". 

"Sia pace anche per la Libia, perché trovi stabilità dopo anni di tensioni, e per lo Yemen, che soffre per un conflitto - denuncia Francesco- da tutti dimenticato con continue vittime: la tregua siglata nei giorni scorsi possa restituire speranza alla popolazione". Il pensiero del Papa anche al Myanmar: "Al Signore risorto chiediamo il dono della riconciliazione per il Myanmar, dove perdura un drammatico scenario di odio e di violenza, e per l'Afghanistan, dove non si allentano le pericolose tensioni sociali e dove una drammatica crisi umanitaria sta martoriando la popolazione. Sia pace per tutto il continente africano, affinché cessino lo sfruttamento di cui è vittima e l'emorragia portata dagli attacchi terroristici - in particolare nella zona del Sahel - e incontri sostegno concreto nella fraternità dei popoli. Ritrovi l'Etiopia, afflitta da un grave crisi umanitaria, la via del dialogo e della riconciliazione, e cessino le violenze nella Repubblica Democratica del Congo".

La preghiera del Pontefice 

Preghiere e solidarietà per le popolazioni colpite da calamità naturali, esacerbate da corruzione e narcotraffico: "Non manchi la preghiera e la solidarietà per le popolazioni del Sudafrica orientale, colpite da devastanti alluvioni. Cristo risorto accompagni e assista le popolazioni dell'America Latina, che in alcuni casi hanno visto peggiorare, in questi tempi difficili di pandemia, le loro condizioni sociali, esacerbate anche da casi di criminalità, violenza, corruzione e narcotraffico". "Al Signore Risorto domandiamo di accompagnare il cammino di riconciliazione che la Chiesa Cattolica canadese sta percorrendo con i popoli autoctoni. Lo Spirito di Cristo Risorto sani le ferite del passato e disponga i cuori alla ricerca della verità e della fraternità", l'invocazione del Pontefice.

La lettera di Mattarella al Papa

Papa Francesco ha cui ha inviato una lunga lettera il presidente della repubblica Sergio Mattarela in occasione della Pasqua: "In questo tempo di profonda inquietudine i più fondamentali diritti umani vengono tragicamente calpestati, in Ucraina così come in molte altre regioni del mondo. La guerra di aggressione, somma negazione di quegli imprescindibili vincoli di fratellanza sui quali si fonda l'umana convivenza, continua in queste settimane a seminare lutti indicibili, a separare famiglie, a violare l'innocenza dei più piccoli e fragili". 

Capo di stato che rivolge al Pontefice "sentiti e cordiali voti augurali" a nome "del popolo italiano e mio personale". Mattarella osserva che "lo spirito pasquale rinnova nelle coscienze l'invito a mantenere viva la speranza e saldo l'impegno per una pace fondata sulla giustizia, mentre il messaggio che Vostra Santità instancabilmente diffonde a difesa della dignità della persona costituisce per tutti, credenti e non credenti, una feconda fonte di ispirazione all'impegno per l'altro e verso l'altro". "Con il vivo auspicio che l'appello a rifuggire dalla violenza possa essere accolto dall'intera famiglia umana - e nello spirito di profonda amicizia che unisce l'Italia alla sede apostolica - Le rinnovo le espressioni della massima considerazione per il suo alto ministero, pregandoLa di accogliere gli auguri di tutti gli italiani e miei personali per la Santa Pasqua e per l'ormai prossima ricorrenza del Suo onomastico". 

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