Domenica, 21 Luglio 2024
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Melma a Villa Ada, la replica del festival: "Nessun liquame. Ecco perché non siamo intervenuti subito"

L'organizzazione del Womad ricostruisce i motivi per cui sono stati lasciati alcuni bagni chimici vicino al laghetto. Le associazioni ambientaliste avevano denunciato: "C'è una puzza incredibile, rischio igienico-sanitario"

Melma o non melma? Il caso Villa Ada si allarga. Mentre l'area del laghetto resta allagata, con le associazioni ambientaliste che denunciano odori nauseabondi e scrivono all'Asl per chiedere un sopralluogo, gli organizzatori del festival internazionale "Womad", accusati di non aver sgomberato adeguatamente l'area dopo l'evento, decidono di replicare e spiegare cos'è successo. 

Cosa è successo a Villa Ada dopo l'11 giugno

Ricapitoliamo brevemente: dal 9 all'11 giugno si è svolto un festival di musica internazionale, "Womad", nell'area del laghetto di Villa Ada. Tra l'11 e il 13 giugno su Roma si sono verificate condizioni di maltempo serie, con bombe d'acqua e conseguenti allagamenti in vari quadranti della città. L'area dell'evento si è allagata e alcune attrezzature sono rimaste sul posto, inclusi alcuni bagni chimici. Alcune associazioni che si occupano di tutelare Villa Ada hanno denunciato la fuoriuscita di liquami, con conseguente puzza nauseabonda che si sentirebbe, in base al vento, fino ai campi del tennis club Parioli. Anche l'assessore municipale, Fabiano, aveva scritto al Comune chiedendo un intervento rapido dopo aver svolto un sopralluogo.

La replica degli organizzatori del Womad festival

I fatti, però, sarebbero differenti. Almeno da come vengono raccontati dall'organizzazione stessa del festival, la società Helikonia: "Le immagini e le notizie diffuse sono false e tendenziose - si legge nella nota - e l'organizzazione esprime rammarico per le notizie infondate e lesive e l'assoluta estraneità ad ogni responsabilità". Dopo aver ricordato l'eccezionale maltempo che ha colpito Roma da domenica 11 giugno, maltempo "che ha danneggiato le strutture e gli impianti tecnici obbligando addirittura gli organizzatori ad annullare gli ultimi concerti - ricorda il festival -, proprio per garantire l’incolumità delle persone e dell’area ambientale di Villa Ada", Helikonia tira in ballo la Sovrintendenza capitolina. Non prima aver specificato che "il giorno seguente la chiusura - continua la nota - si è avviato lo smontaggio delle strutture, nonostante l’imperversare del maltempo. Tale smontaggio è proseguito nei giorni successivi con la massima rapidità e con l’attenzione assoluta a non arrecare alcun danno al terreno circostante. Per questo sono state adottate tutte le misure assolutamente coerenti con la situazione, pur con un aggravio di costi operativi a carico dell’organizzazione".

"Intervento vietato due volte dalla Sovrintendenza"

Nella zona allagata, il cosiddetto pratone, ciò non è stato possibile "a fronte dell’atto di divieto di accesso da parte della Sovrintendenza capitolina e all’inibizione ad intervenire, stante la grave situazione di persistente allagamento dell’area". Per questo motivo accanto al laghetto sono rimasti 4 dei 22 bagni Sebach e altre piccole strutture "rimaste al centro dello spazio allagato". Sia in un sopralluogo del 15 giugno, sia in uno del 20 giugno, la Sovrintendenza Capitolina ha riscontrato "l'impossibilità di ogni rimozione". 

I bagni chimici sono stati rimossi

Helikonia, che ha organizzato il "Womad" 2023, ha tenuto quindi a sottolineare che "la situazione è stata, dunque, monitorata costantemente dalla Sovrintendenza e dagli organizzatori - si legge nella nota - proprio per scongiurare ogni possibile rischio di danni sia a persone, che all’ambiente di Villa Ada. Non appena è stato possibile si è provveduto tempestivamente alla rimozione delle piccole strutture e dei 4 bagni rimanenti, che alla data odierna non risultano più essere nel parco di Villa Ada. Le fotografie che sono state divulgate recentemente riguardano i giorni immediatamente successivi al nubifragio, proprio con l’intento di screditare Womad, l’organizzazione e l’amministrazione capitolina". 

Nessun liquame fuoriuscito: "Impossibile"

Respinte al mittente anche le accuse di aver lasciato fuoriuscire liquami dai bagni chimici: "Sono false e tendenziose - replica Helikonia - come risulta anche dalla formale attestazione tecnica della ditta Sebach rispetto all’impossibilità della fuoriuscita di liquami stante la strutturazione a camera stagna dei bagni stessi che, peraltro, sono rimasti sempre in posizione verticale".  "Riteniamo fondamentale ripristinare e difendere la verità dei fatti - la conclusione del comunicato -, rispetto alla diffusione di notizie che ledono, non solo l’impegno, il lavoro e il senso di responsabilità degli operatori di Womad, ma soprattutto l’interesse dei cittadini stessi". Anche l'assessore all'ambiente del II municipio, Rino Fabiano, a RomaToday conferma l'impossibilità di fuoriuscita dei liquami dai bagni chimici, certificata dalla ditta produttrice: "L'odore è il risultato dell'allagamento - spiega - e dell'acqua sul terreno e sull'erba. Non è il contenuto dei bagni. In ogni caso, ci vogliono i dovuti controlli sugli allestimenti e sugli smontaggi degli eventi, soprattutto quando ci si trova dentro ville e parchi storici del nostro territorio. Non si può lasciare sempre l'incombenza della risoluzione al personale del servizio giardini". 

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