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VIDEO | Massimiliano il "Brasiliano" racconta la sua storia: "Ecco come sono diventato influencer"

"Un giorno ho messo un post - racconta a RomaToday - ho scritto che mi proponevo per collaborazioni, e la mattina dopo avevo 20 mail. Da lì è iniziato tutto"

 

"Cos’è per me essere influencer? È essere un punto di riferimento per tutti quelli che mi seguono, soprattutto i più giovani". Massimiliano Minnocci a Roma lo conoscono tanti, e lo seguono, su Instagram, oltre 190.000 persone. Che lo conoscono con il soprannome che gli è rimasto appiccicato nel corso degli anni, “Il brasiliano”, lo stesso con cui è stato arrestato nel 2018 a margine di una manifestazione organizzata da Casapound.

Da allora sono passati tre anni, periodo in cui il Brasiliano ha deciso che "dovevo trovare qualcosa per non tornare in galera", e per farlo ha scelto di sfruttare proprio il seguito social e reinventarsi: "Un giorno ho messo un post - racconta a RomaToday dalla terrazza del Pincio - ho scritto che mi proponevo per collaborazioni, e la mattina dopo avevo 20 mail. Da lì è iniziato tutto, oggi guadagno molto bene, sono molto fortunato, e mi pago da vivere con le sponsorizzazioni".

Minnocci oggi si fa accompagnare in giro per Roma dal suo autista, perché "io per campare mi devo muovere, i mezzi pubblici non li prendo e la patente non ce l’ho", e coltiva la sua rete di conoscenze. La maggior parte della giornata la trascorre su Instagram, tra post, storie, e qualche frecciata ai “concorrenti” - famosi tra chi li segue i botta e risposta tra lui e  Algero “1727” Corretini - e ha visto anche lui le immagini delle risse tra giovanissimi di cui tanto si è discusso negli ultimi mesi. 

"Prima il sogno dei bambini e dei ragazzi era diventare calciatore di serie A, ora è fare l’influencer - riflettrice Minnocci - Ma fare il mio mestiere è un’arma a doppio taglio, io ricevo ogni giorno messaggi di chi mi augura la morte, di chi mi insulta, il peggio che una persona ti possa augurare. Se non sei forte e non hai il carattere, ti impicchi. Quello che dico ai più giovani è che questa è una vita che vorrebbero fare tutti, ma bisogna stare attenti, soprattutto per come si finisce i social. Io sono diventato famoso per caso, per un video che non ho fatto io, ma che mi hanno fatto quando mi arrestavano, ma io ho saputo prendere la palla al balzo e sfruttare l’occasione: io dal treno, anche se ho 41 anni, non scendo più, ma quando diventi famoso devi stare attento, perché quando non ti si in…a più nessuno è lì che inizia il problema".

"Sono stato giovane anche io, ho avuto 16 anni e ho fatto di peggio, ma io ho sempre avuto i miei valori - conclude - meglio dedicarsi un po’ più all’amore, per dire, che fare i ritardati sui social a fingere magari di menarsi".
       

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