Sabato, 19 Giugno 2021
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Mascherine pericolose, i dispositivi di protezione consegnati anche alla polizia. La denuncia del sindacato

La richiesta di ritiro dei DPI incriminati da parte del Segretario Generale Provinciale del LeS

Immagine di repertorio

Dal sequestro da parte della Finanza di oltre un milione e mezzo di mascherine pericolose per la salute effettuato a Gorizia agli agenti del Reparto Prevenzione Crimine Roma della Polizia di Stato. A lanciare l'allarme chiedendo il ritiro immediato dei Dispositivi di Protezione Individuale "incriminati", Luca Andrieri, Segretario Generale Provinciale del sindacato Libertà e Sicurezza (LeS) della Polizia di Stato. 

La richiesta da parte del sindacalista dopo aver chiesto "al dirigente del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, dr. Federico Zaccaria, di ritirare le mascherine (D.P.I.) che sono state distribuite agli operatori del Reparto e, nel caso queste rientrino nei lotti oggetto di decreto di sequestro da parte dell’A.G. di Gorizia, di procedere al sequestro degli stessi"

Come spiegano ancora dall'Organizzazione Sindacale, "grazie all’attenta opera di osservazione dei nostri quadri sindacali, ci siamo accorti che le mascherine fornite dall’Ufficio rientrano proprio in quelle ritenute dalla Procura “Non conformi alle normative vigenti e pericolose per la salute". I dispositivi di protezione individuali oggetto del maxi sequestro sembrerebbero essere circa 250 milioni in tutta Italia e dalle prime indiscrezioni, alcuni di queste mascherine illegali, sarebbero state date in uso proprio ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine Lazio. Il decreto di sequestro risalirebbe al 7 aprile scorso ed, a distanza di oltre una settimana, solo grazie al nostro intervento con il dirigente del Reparto, si è attivata la macchina per la verifica della corrispondenza dei dispositivi consegnati a quelli oggetto di sequestro". 

Luca Andrieri, oltre a chiedere il ritiro immediato delle mascherine pericolose, spiega come la "dirigenza si è immediatamente attivata e confidiamo in un ritiro tempestivo dei dispositivi incriminati nelle prossime ore. Resta il fatto, adesso, di accertare cosa non ha funzionato ai piani alti ed il perché in questi lunghi giorni nessuno abbia sentito il dovere di informare il Reparto circa il decreto di sequestro dei D.P.I. che sono stati ritenuti, appunto, “pericolosi per la salute”. 

Ma cosa non ha funzionato? Proprio questo si chiede il Segretario Generale Provinciale del LeS: "Siamo curiosi - spiega ancora Luca Andrieri - ed approfondiremo la questione, di sapere quale ingranaggio si sia inceppato perché, se realmente le mascherine date ai poliziotti del Reparto corrispondessero a quelle ritenute “pericolose” e verranno sottoposte a sequestro penale, ciò rappresenterebbe un fatto gravissimo che ha potenzialmente messo in pericolo la salute del collega".

Da qui la richiesta: "Noi non siamo disponibili a passare sopra, o derubricare il fascicolo a semplice distrazione. Chi ha sbagliato deve pagare; non si può giocare con la salute dei poliziotti. I poliziotti hanno il diritto di essere protetti e salvaguardati e noi, come LES, porremo la nostra massima attenzione affinchè questo avvenga. Ringraziamo il dr. Zaccaria per la tempestività dell’intervento ed - concludono dal sindacato di polizia - a lui rivolgiamo un appello: faccia presto tutto ciò che è nelle sue possibilità per tutelare i colleghi"

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