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Proteste dopo il dpcm, da Centocelle la carica dei "Muli" contro Conte: "Alle imprese pagagli le spese"

La manifestazione organizzata a piazza dei Mirti dalla rete di esercenti di zona, contro le nuove misure messe a punto dal Governo per contrastare l'aumento dei contagi da Covid-19

 

“Non siamo negazionisti ma lavoratori, chiediamo solo di poter sopravvivere”. Con questa frase Davide Di Clemente, imprenditore proprietario di locali e palestre, racchiude il motivo per cui insieme ad altri suoi colleghi e partite iva hanno deciso di unirsi per protestare contro le chiusure imposte dall’ultimo dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte.Poco prima dal palco aveva arringato la folla con uno slogan sunto della manifestazione: "Conte alle imprese, pagagli le spese"

Così M.U.L.I., il “Movimento unito lavoratori italiani” ha scelto di iniziare proprio da Centocelle, con una manifestazione che, dopo al chiusura delle serrande delle loro attività, ha racchiuso in piazza dei Mirti circa 500 persone. “Questo è solo l’inizio - dice Gian Marco Saolini, tra i fondatori di Muli e imprenditore di zona -, arriveremo fino a palazzo Chigi”.

Sì, perché nelle intenzioni dei "MULI" c'è quella di non arrendersi fin quando non si riusciranno ad ottenere i ristori promessi. Non un no al lockdown e alle esigenze della salute pubblica, ma un attirare l'attenzione su quelle che sono le ovvie esigenze delle varie categorie in piazza. Così, dopo piazza dei Mirti, la promessa è quella di avvicinarsi (pacificamente) al centro, con un piazza e una manifestazione più grande. "Non saremo ascoltati?", continua Di Clemente, "organizzeremo una manifestazione ancora più grande, fino ad arrivare sotto i palazzi del Governo". 

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