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VIDEO | "Non si muore solo di Covid", la rabbia e la paura dei pazienti oncologici

Il racconto di due donne e della loro battaglia contro il cancro, resa ancora più difficile dalla pandemia da Coronavirus

Visite di controllo annullate o rinviate a data da destinarsi. Analisi che, se fatte privatamente, costano una fortuna. Il timore di dover affrontare il ritorno della malattia. Con la pandemia che, in alcuni casi, spezza la consuetudine della cura che per anni ti ha di fatto salvato la vita.

Sono migliaia i pazienti oncologici solo a Roma che, da quando è iniziata la pandemia, fanno i conti con questi stati d’animo. Con la paura, legittima, di essere messi da parte a causa del Covid.

Marta Di Palma, 37 anni in cura all’ospedale Gemelli dal 2018, e Rossella Cocciarelli, 68enne che da 11 anni lotta contro un tumore metastatico al seno al San Filippo Neri, raccontano le loro esperienze. Fatte di attese, smarrimento, timori. “La prevenzione mi ha salvato la vita - spiega Marta -, ma negli ultimi mesi sono state cancellate circa 12mila ecografie al seno e questo è molto grave”. “Sembra quasi che ci stiano mettendo da parte, ma il cancro non sparisce”, dice con un filo di voce Rossella.

“Non ci sono solo pazienti Covid e il tumore non aspetta - sottolinea Antonio Magi, presidente Ordine dei medici di Roma -. Così rischiamo di dover rincorrere il cancro come stiamo facendo con il Coronavirus, e questo è sbagliato”.

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