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Lucha y Siesta festeggia la fine dell'incubo: "Ora inizia una nuova fase"

Le attiviste della casa delle donne di via Lucio Sestio 10 in conferenza stampa dopo l'acquisizione dell'immobile da parte della Regione. Bonafoni: "Saremo sempre al loro fianco"

Dopo 14 anni "Lucha y Siesta", la casa delle donne di via Lucio Sestio 10, può definitivamente tirare un sospiro di sollievo e pianificare il futuro senza preoccuparsi di avere un tetto sulla testa.

Venerdì pomeriggio, infatti, le attiviste hanno festeggiato l'acquisizione all'asta dell'immobile da parte della Regione Lazio, con una conferenza stampa alla presenza di Federica Giardini del comitato Lucha alla Città, Marta Bonafoni consigliera regionale, Maura Cossutta della Casa Internazionale delle Donne, Gianna Urizio di D.i.Re Donne in Rete contro la violenza, delle donne di "Non Una di Meno Roma" e degli attivisti e le attiviste di "Lab!Puzzle bene comune", l'associazione del Tufello (III Municipio) che sperimenta il welfare dal basso in un immobile occupato. 

“E' stato il giorno della festa, degli occhi puntati sul futuro, hanno detto in conferenza le attiviste della Casa delle Donne ‘Lucha y Siesta’. Per me - ha dichiarato in una nota la consigliera Marta Bonafoni - è anche il giorno in cui l’esperienza del cammino percorso al fianco di quel mondo di relazioni, cura e ricchezza nato 14 anni fa in via Lucio Sestio 10 dimostra che un’altra politica e un’altra città sono possibili".

Bonafoni, fondatrice del Movimento Pop e tra i promotori della lista Roma Futura candidata in Comune e in tutti i 15 municipi alle prossime elezioni, sottolinea che "il riconoscimento degli spazi delle donne e i beni comuni possono essere il centro di un’azione amministrativa che non guarda alla logica dei bandi, ma si concentra sulla costruzione di reti e rapporti di fiducia con le realtà autogestite".

"Virginia Raggi - attacca Bonafoni - ha affrontato la vertenza ‘Lucha’ con un approccio neutrale, consegnandosi alla città come una sindaca nemica delle donne. Oggi finisce una fase, voltiamo pagina, iniziamo a immaginare quella ‘Lucha 2.0’ che nel mio impegno non potrà che essere nell’intersezione tra beni comuni e transfemminismo".

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