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Domenica, 25 Febbraio 2024
Attualità Don Bosco / Piazza dei Decemviri

Il primo liceo di Roma occupato del nuovo anno scolastico

La mobilitazione studentesca parte dal liceo artistico Argan, zona Don Bosco, dove è comparso uno striscione: "Vogliamo essere ascoltati"

“Mancanza di aule, omicidi in alternanza scuola-lavoro, guerra e crisi ambientale: saremo opposizione”: con questa dichiarazione d’intenti, e uno striscione appeso fuori da una finestra dell’istituto del quartiere Don Bosco, gli studenti del liceo Argan hanno annunciato l’occupazione, la prima di questo nuovo anno scolastico.

“Dall'inizio dell'anno gli studenti del liceo Argan si sono mobilitati a partire dai problemi vissuti dentro la scuola, come la mancanza di aule e di laboratori sicuri in cui svolgere tranquillamente le lezioni - spiegano i rappresentanti del collettivo Opposizione Studentesca Alternativa (Osa) dell’istituto - Ma ai problemi quotidiani dell'istituto si aggiunge la rabbia per un futuro incerto per noi giovani: gli omicidi in alternanza scuola-lavoro, la crisi ambientale e la guerra, fino alla minaccia  di vedere tolti i diritti più basilari come il diritto all'aborto, sono tutti temi su cui abbiamo costruito in queste settimane picchetti, assemblee e dibattito tra noi studenti. Il nuovo governo a guida Giorgia Meloni ci troverà pronti. Lo abbiamo dichiarato e lo ribadiamo: gli studenti costruiranno l'opposizione a questo esecutivo che ha già dichiarato di essere in continuità con Draghi e le sue politiche guerrafondaie, repressive e anti-popolari”.

La protesta, che arriva dopo un anno in cui nella Capitale decine di licei sono stati occupati per mesi, era già nell’aria già dall’inizio del nuovo anno scolastico. I primi sussulti risalgono al 28 settembre, giornata dell’aborto libero e sicuro, quando gli studenti dell’Argan, con il sostegno di Osa, avevano organizzato un presidio di protesta di fronte alla scuola proprio sul tema dell’aborto, chiamando in causa "l'ascesa della destra reazionaria e anti-abortista di Giorgia Meloni, che ha provocato la reazione di noi studentesse e studenti della periferia romana, già protagonisti di un anno di occupazioni e mobilitazioni contro il governo Draghi". Il 4 ottobre altro picchetto di protesta, incentrato questa volta sulla mancanza di spazi adeguati all'interno dell'istituto: “C’è una disastrosa mancanza di spazi fisici per le lezioni a causa delle troppe iscrizioni - avevano denunciato da Osa - I laboratori sono spesso inagibili perché occupati dalle lezioni, alcune classi verranno mandate in una scuola media per mancanza di aule e in succursale siamo costretti a svolgere le ore di lezione in aula di falegnameria con attrezzi pericolosi intorno". 

Gli studenti avevano quindi chiesto alla dirigenza scolastica di poter tenere un’assemblea nel cortile dell'istituto, e la risposta iniziale era stata di attendere ancora qualche settimana. Da lì il presidio di protesta, che aveva strappato alla dirigenza la promessa di poter riunire l’assemblea al massimo il 10 ottobre. Proprio nella mattina del 10 ottobre la comparsa dello striscione e l’annuncio dell'occupazione: “Vogliamo essere ascoltati: vogliamo investimenti nell'edilizia scolastica e l'abolizione dei percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento, vogliamo la pace e lo stop all'invio delle armi in Ucraina, vogliamo il diritto all'aborto sicuro e gratuito per tutte e politiche serie di contrasto alla crisi ambientale. Dal liceo Argan parte l'opposizione studentesca”.

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