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Sanità, Cisl e Uil scrivono alla Regione: "Subito un confronto su stabilizzazione precari o pronti a stato agitazione"

La richiesta è stata definita "non più rinviabile" dai segretari generali di Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini

Avviare una "sessione negoziale" per stabilizzare il personale precario della sanità pubblica del Lazio. La richiesta è stata definita "non più rinviabile" dai segretari generali di Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini. "In caso di mancate risposte non potremo che innalzare il livello vertenziale con la proclamazione dello stato di agitazione e il ricorso alle azioni legali per vedere riconosciuti i diritti dei lavoratori". 

I due segretari sono tornati a scrivere alla Regione Lazio, questa volta alzando il tono della rivendicazione, per chiedere un rapido cambio di passo sulle soluzioni necessarie a dare futuro ai troppi lavoratori precari che, pur avendo diritto alla stabilizzazione, sono ancora lasciati nel limbo dell’incertezza.

"Si tratta di oltre 3.500 lavoratori", spiegano in una nota, "senza contare il personale esternalizzato e somministrato, assunti a termine prima a causa dell’insensato e ultradecennale blocco del turnover legato al piano di rientro e poi per i bisogni improrogabili legati alla pandemia". 

Infermieri, tecnici, oss, professionisti, personale amministrativo e di assistenza, "a cui si continua a chiedere un grande sforzo per la gestione dell’emergenza e della campagna vaccinale, ma a cui la Regione non ha ancora riconosciuto alcuna risposta in termini di stabilità occupazionale. Ora il tempo dei rimpalli è finito, chi ha diritto deve essere assunto a tempo indeterminato e chi è in scadenza senza aver maturato i requisiti deve essere prorogato come prevede la legge".

I provvedimenti normativi parlano chiaro”, rimarcano i segretari di categoria nella lettera. “Con il cosiddetto decreto Milleproroghe, in vigore dallo scorso 31/12/2020, si prevede espressamente la proroga ai termini di contratto in materia di pubblica amministrazioni (art.1) e di salute (art.4). In entrambi i casi vengono posposte le scadenze di maturazione dei requisiti di un ulteriore anno, consentendo l’avvio di nuove procedure di stabilizzazione per tutto il personale del Ssn. Il problema è che, con rarissime eccezioni, le aziende ospedaliere e sanitarie sono inadempienti e fanno di tutto per alimentare il disagio di chi lavora in prima linea, anche ricorrendo a interpretazioni strumentali della legge. Questo è intollerabile, come è intollerabile che alcune aziende continuino a introdurre vincoli temporali di un solo anno, addirittura non rinnovabili, mortificando la preziosissima esperienza maturata dagli operatori”.

I due sindacalisti puntano il dito verso la Regione: "Sta a guardare, nonostante sia responsabile del coordinamento del Sistema sanitario regionale, dei controlli nelle aziende e della corretta applicazione delle norme sulla stabilizzazione del precariato", concludono Chierchia e Bernardini. "Per questo lanciamo un ultimo avviso all’amministrazione regionale. Servono assunzioni, stabilizzazioni e proroghe. E servono subito. O avvieremo tutte le iniziative necessarie a tutelare i lavoratori, a partire dalla proclamazione dello stato di agitazione e dall’avvio delle cause legali".

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