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Mercoledì, 29 Maggio 2024
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Le due gemelline operate d'urgenza al Bambino Gesù sono tornate a casa

Finito con esito positivo l’intervento in endoscopia per la sindrome da trasfusione feto fetale in collaborazione con l’ospedale S. Pietro Fatebenefratelli che ha riguardate due gemelline

Le due gemelline di Catanzaro operate d'urgenza in utero alla 24esima settimana di gestazione dall’equipe di Chirurgia fetale dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù sono state dimesse e sono tornate a casa. 

Le due bambine hanno subito un intervento di urgenza per evitare gravi rischi della sindrome da trasfusione feto fetale (TTTS o Twin to Twin Transfusion Syndrome), una malattia specifica dei gemelli che hanno in comune la placenta, caratterizzata dal passaggio anomalo di sangue da un gemello all’altro (qualora non si intervenga, le forme gravi di trasfusione feto-fetale portano alla perdita di uno o entrambi i gemelli nella stragrande maggioranza dei casi). L'operazione è stata effetuata dall’equipe di Chirurgia fetale con la dott.ssa Isabella Fabietti che opera all’interno dell’Unità operativa di Medicina e Chirurgia Fetale e Perinatale, diretta dal dott. Leonardo Caforio, nell’ambito del Dipartimento medico chirurgico del Feto-neonato-lattante, con direttore il prof. Pietro Bagolan.  L’intervento è stato effettuato presso il Reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale S. Pietro Fatebenefratelli, guidato dal prof. Marco Bonito. 

L'operazione è stata eseguita con l’esecuzione della coagulazione laser endoscopica delle anastomosi vascolari placentari. L’intervento ha l’obiettivo di ristabilire una circolazione adeguata per entrambi i gemelli. Un endoscopio (fetoscopio) di circa 3 mm di diametro viene inserito all’interno della cavità amniotica del gemello ricevente attraverso l’addome materno. All’interno del fetoscopio viene inserita successivamente una sottilissima fibra laser che consente di coagulare le anastomosi vascolari anomale per dividere la placenta in due distretti separati per ogni gemello.  

Le bambine, nate con parto pretermine alla metà di ottobre scorso nell’Ospedale S. Pietro Fatebenefratelli, oggi stanno entrambe bene. Un'esperienza difficile dichiara la mamma Gessica che però elogia il Bambino Gesù: "Grazie alla professionalità e soprattutto alla grande umanità dei medici del Bambino Gesù e del S. Pietro Fatebenefratelli che ci hanno accompagnato ad ogni passo, riusciremo a tornare a casa con le nostre bambine ed è questo il messaggio di fiducia e speranza che vogliamo trasmettere agli altri genitori che si trovano nella nostra situazione”.  

L’intervento che ha portato alla nascita delle gemelline calabresi è il n. 24 al Bambino Gesù dall’inizio del 2022 (ad oggi siamo già arrivati a 25). "Una grande gioia" - afferma la dr.ssa Isabella Fabietti - "vedere andare a casa queste bambine. Con queste famiglie condividiamo un percorso molto intenso di vicinanza sin dal momento della diagnosi e dell’intervento in utero fino alla nascita e alla dimissione dalla terapia intensiva. Sono percorsi molto difficili per le famiglie da ogni punto di vista, spesso anche economico e organizzativo. E’ importante per noi cercare di dare ai genitori il massimo supporto professionale e umano. Anche se nella maggior parte dei casi siamo riusciti a salvare entrambi i gemelli, si tratta di una patologia grave che può portare alla perdita di un gemello e persino di entrambi. Quando spieghiamo questa malattia ai genitori diciamo loro di non disperare e affrontare il percorso passo dopo passo".

Sottolinea l'importanza della fase di diagnosi il dott. Leonardo Caforio. Per il responsabile dell’Unità operativa di Medicina e Chirurgia Fetale e Perinatale è importante "poiché dal corretto e tempestivo inquadramento diagnostico e dalla scelta del momento più opportuno per l’intervento in utero può dipendere l’esito del trattamento stesso e la prognosi dei gemelli. Non è infrequente che nel momento in cui la gestante viene in contatto con il centro di riferimento per la chirurgia fetale, inviata dal ginecologo curante o da un centro di screening, le condizioni dei due gemelli siano già seriamente compromesse. Oltre alla competenza altamente specialistica e all’esperienza costruita su un elevato numero di procedure effettuate periodicamente, è necessaria la perfetta organizzazione dell’equipe medico-infermieristica multidisciplinare dedicata alla chirurgia in utero che deve anche poter essere attivata molto rapidamente. Tale organizzazione può rivelarsi determinante affinché le migliori chances di sopravvivenza e di buon risultato neonatale possano essere offerte a due “pazienti” seriamente in pericolo e altrimenti destinati a un quasi certo esito infausto".

"Partecipiamo alla gioia della famiglia che è anche la gioia di tutti i medici del Bambino Gesù e del S. Pietro FBF – aggiunge il prof. Marco Bonito, Direttore Dipartimento materno infantile e Direttore UOC di Ginecologia e Ostetricia Ospedale S. Pietro Fatebenefratelli che conclude -  "l’esperienza, la volontà e soprattutto la collaborazione delle due strutture sono in grado di far tornare il sorriso ai genitori e di guarire o almeno di migliorare la qualità di vita dei bambini che facciamo nascere".

Il prof. Pietro Bagolan, direttore del Dipartimento medico-chirurgico del feto-neonato-lattante si sofferma sul lavoro di squadra: "Questi risultati si possono ottenere solo attraverso una reale ed affiatata collaborazione trasversale, in questo specifico caso tra ginecologi-ostetrici altamente specializzati, neonatologi, psicologi, personale infermieristico educato alla gestione di questi bambini fragilissimi. In altre situazioni partecipano al percorso terapeutico i chirurghi neonatali, i cardiochirurghi e i cardiologi, i neurochirurghi e i neurologi, gli ortopedici, i radiologi interventisti, i genetisti, i metabolisti... Soprattutto è necessaria quella che chiamiamo "alleanza terapeutica" con i genitori che si trovano ad affrontare un problema che li atterrisce sulla scorta di Internet, luoghi comuni, consigli mai abbastanza competenti data la rarità delle problematiche che affrontiamo. Solo in un Policlinico Materno-Infantile e pediatrico quale è la sintesi collaborativa tra Ospedale Bambino Gesù e Ospedale S. Pietro FBF di Roma, e in pochissimi altri centri in Europa, è possibile avvicinarsi con competenza e grande rispetto ad ambiti della medicina così ai confini della scienza, della tecnica, dell'etica e della capacità di accogliere la persona e la famiglia che vivono settimane e mesi così particolari e di sofferenza anche interiore".

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