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Roma e Lazio bicolori: week end in zona rossa, da martedì si passa 'arancioni'. D'Amato: "Serve cautela"

L'Iss: "Il numero complessivo di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento"

Sabato, domenica e lunedì in zona rossa. Da martedì 30 marzo, Roma e Lazio in zona arancione fino al 3 aprile quando tutta l'Italia, per Pasqua, si tingerà nuovamente di rosso. Per le prossime vacanze, infatti, cambierà ancora tutto.

Dal 3 al 5 aprile si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse, come successo per Natale. Saranno consentiti esclusivamente gli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute.

In questi tre giorni sarà consentito, per una sola volta al giorno, spostarsi verso un'altra abitazione di amici o parenti della stessa regione, tra le 5 e le 22, a un massimo di due persone. Chi si sposta potrà comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti.

Il Lazio, da martedì, quindi passerà "in zona arancione" con la riapertura delle scuole, ma "occorre ancora grande cautela", sottolinea l'assessore alla Sanità e l'integrazione sociosanitaria della Regione Lazio, Alessio D'Amato la videoconferenza della task-force regionale per Covid-19 del 26 marzo con i direttori generali delle Asl e aziende ospedaliere, Policlinici universitari e l'ospedale pediatrico Bambino Gesù.

D'altronde il report di monitoraggio Covid-19 di Istituto superiore di sanità e ministero della Salute, relativo al periodo 15-21 marzo con dati aggiornati al 24, non fa dormire sonni tranquilli: "Si osserva un miglioramento complessivo del rischio, sebbene complessivamente ancora alto. Cinque Regioni (Friuli Venezia Giulia, Lazio, Piemonte, Puglia e Toscana) hanno un livello di rischio alto secondo il Dm del 30 aprile 2020. Tredici Regioni/Pa hanno una classificazione di rischio moderato e 3 hanno una classificazione di rischio basso".

"Il numero complessivo di persone ricoverate in terapia intensiva è ancora in aumento, con un tasso di occupazione a livello nazionale sopra la soglia critica. Si osserva un analogo andamento per le aree mediche", si legge nel Monitoraggio della Cabina di Regia dell'Istituto superiore di Sanità.

"I dati di incidenza, trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri - prosegue il report- richiedono di mantenere rigorose misure di mitigazione nazionali, accompagnati da puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione".

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