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Foto Ansa

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Coronavirus Roma, D'Amato tiene il Lazio in zona gialla: "Nostri dati non fanno pensare a cambio fascia"

L'assessore alla sanità avverte: "La zona gialla non è mai un disco verde o un tana libera tutti, anzi aumenta la responsabilità e il rigore"

Il Lazio potrebbe restare in zona gialla. Una notizia, che se confermata domani, significherebbe ancora una boccata d'ossigeno soprattutto per bar e ristoranti che potranno quindi restare aperti a pranzo. A prefigurare lo scenario è l'assessore alla sanità regionale Alessio D'Amato: "Dai dati in nostro possesso del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) il Lazio dovrebbe rimanere in zona gialla". 

Secondo i numeri in mano alla Regione, infatti, il Lazio ha un valore dell'indice Rt a 0.95, con "una riduzione del numero dei nuovi focolai, una riduzione del tasso di occupazione dei posti letto totali di terapia intensiva e di quelli in area medica entrambi al di sotto delle soglie di allerta", spiega D'Amato che poi aggiunge: "Inoltre vi è una riduzione dell'incidenza per 100 mila abitanti".

D'Amato: "La zona gialla non è un tana libera tutti"

L'Assessore, tuttavia, vuole mantenere la guardia alta: "Come sempre diciamo i colori non sono un concorso a premi, ma il frutto del rispetto da parte dei cittadini delle regole di prevenzione. La zona gialla non è mai un disco verde o un tana libera tutti, anzi aumenta la responsabilità e il rigore. Ovviamente attenderemo le valutazioni finali dell'ISS e del Ministero della Salute".

Domani la decisione

I dubbi saranno sciolti domani. Al momento i plessi del Lazio sono sotto la soglia d'allerta per i ricoveri, ma con il triste primato nazionale - del 17 febbraio - del maggior numero di ingressi in un giorno in terapia intensiva (14). Calano però i degenti (da 253 a 239) e diminuiscono anche i ricoveri ordinari, mentre il tasso di positività generale è sotto al 3,6%.

Ma cosa si può fare e cosa no in zona gialla? I punti fermi restano il divieto di spostamento tra Regioni e il coprifuoco dalle 22 alle 5. In questi casi spostamenti consentiti per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. 

Per bar e ristoranti restano le regole di apertura dalle 5 alle 18, consegna a domicilio consentita, asporto possibile con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. I negozi sono aperti ma i centri commerciali sono chiusi nel weekend. 

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