Martedì, 22 Giugno 2021
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Roma e il Lazio verso la zona bianca, ecco quando si potrà riaprire tutto

L'ultimo monitoraggio della cabina di regia ministero della Salute-Iss-Regioni fotografa il deciso miglioramento di tutti gli indicatori

Roma e il Lazio puntano decisi verso la zona bianca. La data chiave potrebbe essere il 14 giugno e i dati, come più volte ribadito dall'assessore alla sanità laziale Alessio D'Amato sorridono, anche grazie al nuovo flusso di vaccini che, con il secondo Open Day sold out nel Lazio, hanno aumentato il numero di immunizzati, almeno con la prima dose. Numeri che, anche a livello nazionale, fanno ben sperare. L'indice RT scende un po' ovunque e diverse regioni puntano a riaprire tutto. 

I criteri del "nuovo" monitoraggio

I nuovi criteri del monitoraggio sono cambiati rispetto al passato. Sarà data importanza maggiore all'incidenza dei contagi e ai ricoveri ospedalieri, tenendo sempre conto anche l'indice di trasmissione Rt ed il rischio complessivo basato su 21 parametri.  

Il nuovo sistema prevede il passaggio in zona bianca per "le Regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive", spiega il Cts. Nella versione precedente delle regole per la zona bianca, si prevedeva anche la necessità di avere uno scenario che teneva più conto del monitoraggio settimanale dell'indice Rt, criterio ora cambiato proprio per ridimensionare il peso del Rt. 

Per la zona gialla, invecemil nuovo decreto prevede un’incidenza settimanale tra i 50 e i 150 casi ogni 100mila abitanti, oppure un'incidenza tra i 150 e i 250 casi ma rispettando due condizioni: l'occupazione dei posti letto in area medica deve essere uguale o inferiore al 30%, mentre in terapia intensiva deve essere uguale o inferiore al 20%. 

I dati nel Lazio da zona bianca

L'ultimo monitoraggio della cabina di regia ministero della Salute-Iss fotografa il miglioramento di tutti gli indicatori, a quasi un mese ormai dalle riaperture del 26 aprile: sotto soglia i ricoveri ordinari e le terapie intensive, tutte le Regioni a rischio basso e con Rt sotto l'1, e un'incidenza scesa secondo i dati Iss. Non solo.

Nel Lazio si stanno svuotando anche gli ospedali. Il numero di pazienti gravi è diminuito, sceso sotto i duecento nel week end. Al momento sono 195 i malati che preoccupano di più in tutto il Lazio, un numero mai così basso dal 3 novembre 2020. Attualmente, infatti, sono il 21% i malati gravi che occupano i posti letto di tutti gli ospedali della regione. Secondo le stime, il passaggio del Lazio in fascia bianca dovrebbe avvenire lunedì 14 giugno o, al più tardi, lunedì 21 giugno, in concomitanza con l’abolizione del coprifuoco in tutta Italia.

Stando ai dati dell'ultimo monitoraggio Iss nel Lazio (di venerdì scorso), l'indice Rt è a 0.8 e l'incidenza per 100.000 abitanti è in calo intorno a 70.  A Roma, sul sito di Salute Lazio, l'incidenza è poco sotto 40.

Le regole della zona bianca: cosa si può fare e cosa no

La zona bianca è quella più ambita. La Sardegna l'ha vissuta e testata, ma - come direbbe proprio l'Assessore D'Amato - "non è un tana libera tutti". Anche le restrizioni, va detto, sono pressoché nulle. Le regole di quella fascia prevedono soltanto l'obbligo di indossare le mascherine, il distanziamento interpersonale, il divieto di assembramento e i protocolli anti Covid all'interno delle attività, che siano negozi o locali di ristorazione.

Per il resto scompare il coprifuoco (che dal 21 giugno sarà eliminato), si può andare ai ristoranti, consumare all'interno dei bar, andare al cinema o al teatro, allenarsi nelle palestre e in piscina. Via libera anche alle feste per i matrimoni senza limitazioni, centri termali e centri commerciali al chiuso.

Le uniche attività chiuse in zona bianca sono le discoteche, sia all'aperto che al chiuso. Il Comitato tecnico scientifico ha anche predisposto protocolli di sicurezza per tutte le attività, che fondamentalmente prevedono una sanificazione costante degli spazi comuni e un'attenzione al distanziamento. Nei luoghi affollati si tornerà sì, ma solo pochi alla volta, come allo stadio o nei parchi divertimento, dove i posti saranno limitati.

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