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Lazio in zona arancione, cala l'indice Rt: ecco perché può cambiare la fascia

D'Amato: "Cauto ottimismo, massima attenzione e un balzo in avanti dei ricoveri"

Il Lazio guarda con fiducia alla fascia arancione. Il verdetto lo si avrà solamente venerdì prossimo, ma l'assessore alla sanità laziale Alessio D'Amato - anche nel bollettino dei dati sul Coronavirus a Roma e nel Lazio del 22 marzo - ha confessato di mostrare un "cauto ottimismo" anche se bisogna prestare ancora "massima attenzione". 

Dopo la decisione sullo sblocco del vaccino AstraZeneca, la campagna anti-covid è ripartita. Nella giornata di lunedì, sono state superate le 20 mila somministrazioni. "Presto apriamo le prenotazioni ai 69/68 anni", ha detto ieri l'Assessore al grido: "Avanti tutta".

L'indice Rt nel Lazio è in calo

L'indice Rt nel Lazio è in calo: in soli 7 giorni si è passato da 1.3 a 1.09, con la proiezione che porterebbe la regione anche sotto l'uno, addirittura a 0.95 secondo il presidente dell'ordine dei medici Antonio Magi. Per tutta la settimana le restrizioni rimarranno quelle in vigore finora, con scuole chiuse, negozi con serrande abbassate  e ristoranti e bar solo con asporto e domicilio.

La speranza arriva si dall'indice Rt in calo ma anche dall'incidenza settimanale, che si è abbassata. Se il trend si dovesse mantenere lo stesso fino al nuovo monitoraggio dell'Iss del prossimo 26 marzo, il Lazio potrebbe passare in zona arancione già da lunedì 29 e respirare qualche giorno prima delle strette di Pasqua, già perché nei giorni del 3, 4 e 5 aprile tutta l'Italia sarà rossa.

Gli spostamenti sarebbero consentiti

In zona arancione ci si potrebbe nel proprio Comune, rispettando il coprifuoco che inizia alle 22 e termina alle 5. Gli spostamenti verso altri Comuni, infatti, sono consentiti esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Ma è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, anche raggiungere le seconde case, dentro e fuori regione solo, però, comprovando di averne effettivamente titolo, in data anteriore all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021: sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data, compresi gli affitti brevi.  

Riaprirebbero i negozi, chiusi bar e ristoranti

I negozi, in zona arancione, riaprirebbero. Chiusi gli esercizi commerciali all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione di farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie, nelle giornate festive e prefestive. Rimarrebbero chiusi al pubblico, anche a pranzo, ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e simili. Ma resterebbero aperti per l'asporto.  

Pasqua in zona rossa

Il 3, 4 e 5 aprile si applicheranno le restrizioni previste per le zone rosse, come successo per Natale. Saranno consentiti esclusivamente gli spostamenti dovuti a motivi di lavoro, necessità o salute. In questi tre giorni sarà consentito, per una sola volta al giorno, spostarsi verso un'altra abitazione di amici o parenti della stessa regione, tra le ore 5 e le 22, a un massimo di due persone.

Chi si sposta potrà comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti.

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