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Lazio in zona arancione per un'altra settimana: il report dell'Iss e la decisione ufficiale

L'assessore alla Sanità D'Amato che "la Regione resterà nella fascia meno restrittiva", di fatto anticipa quando

Il Lazio resterà in zona arancione. L'assessore alla sanità Alessio D'Amato ieri ha di fatto "spoilerato" quella che sarà la probabile decisione del Cts e del Governo, dopo il report dell'Iss che sarà reso noto - come di consueto - oggi. L'indice Rt, secondo quanto detto dell'Assessore, è a 0.9, quindi sotto la soglia dell'arrerta di 1 (dettata dal Ministero della Salute) e sotto quella di 1.25 che fa scattare in automatico la zona rossa.

Per la Regione, quindi, "non ci sarà nessun cambio di fascia, rimarrà arancione. Abbiamo un Rt a 0.9 in lieve diminuzione come i tassi di incidenza su 100mila abitanti. Permane una situazione di pressione sulla rete ospedaliera venendo da un Rt a 1.3 però ci sono le condizioni per rimanere in arancione", ha spiegato D'Amato. Va ricordato che, dopo l'ultimo Decreto, non ci saranno zone gialle fino a fine aprile anche se le regioni stanno spingendo affinché, dal 20 aprile, bar e ristoranti possano riaprire almeno a colazione o pranzo. 

Il report dell'Iss del 9 aprile

"Rimane alto il numero di Regioni e province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e in aree mediche sopra la soglia critica, 15 Regioni contro le 14 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sopra la soglia critica (41%)". Lo sottolinea la bozza del monitoraggio del report settimanale Iss-ministero della Salute sull'epidemia di Covid in Italia nella settimana 29 marzo-4 aprile.

"Per i tempi che intercorrono tra l'esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana (dal 29 marzo al 4 aprile, ndr) hanno contratto l'infezione nella seconda meta' di marzo", si legge ancora.

"Il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri, l'incidenza ancora troppo elevata e l'ampia diffusione di alcune varianti virali a maggiore trasmissibilità richiedono l'applicazione di ogni misura utile al contenimento del contagio", spiegano dall'Iss.

"È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie", si raccomanda. "Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi".

La pressione sugli ospedali resta alta

E sono proprio gli ospedali e quanti pazienti sono nei plessi, a preoccupare di più. In questi giorni, nonostante il passaggio in zona arancione, la situazione dei ricoveri non è cambiata. Fino a gennaio i pazienti ricoverati negli ospedali del Lazio sono diminuiti lentamente, poi a metà di febbraio la curva ha ricominciato a risalire fino ai picchi di marzo e della prima parte di aprile. 

Questa crescita, è dovuta al periodo in cui l'indice Rt del Lazio - come ha spiegato D'Amato - ha provocato l'entrata del Lazio in zona rossa dal 15 al 28 marzo. In un mese (marzo-aprile), i dati sono in netto aumento: il 5 marzo c'erano 1872 ricoverati e 248 pazienti gravi, il 5 aprile invece 3095 ricoverati e 396 pazienti gravi. Secondo i dati Agenas, aggiornati al 7 aprile, il Lazio ha il 41% dei posti letto dedicati alle terapie intensive, occupate: un dato oltre la soglia limite del Ministero della Salute. Per i pazienti in area non critica il dato sale al 55% dei posti occupati. 

Ambulanze in coda davanti agli ospedali

Le regole nel Lazio zona arancione

In zona arancione sono consentiti spostamenti solo all'interno del proprio Comune di appartenenza, ad eccezione che per comprovate esigenze di lavoro, salute o necessità, e si potranno visitare amici e parenti, per un massimo di due persone non appartenenti al nucleo familiare, esclusi minori di quattordici anni, disabili e persone non autonome, rispettando l'orario del coprifuoco.

Consentito praticare attività motoria o sportiva all'aria aperta in forma individuale e mantenendo la distanza interpersonale di due metri. Saranno aperti i negozi, mentre bar e ristoranti lavoreranno solo con asporto e consegna a domicilio. 

Articolo aggiornato dopo il report dell'Iss delle 15
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