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Domenica, 14 Aprile 2024
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Lago ex Snia, gli attivisti contro Comune e Regione: "Pd si dimostra partito del cemento"

La Ponente 1978 conferma di avere ricevuto un permesso a costruire nell'area ancora di sua proprietà, nei giorni in cui si dibatte sul mancato ampliamento del Monumento Ambientale

Non si placano le polemiche intorno al futuro dell’oasi naturale del lago Ex Snia, simbolo di resistenza alla cementificazione diventato un caso politico. Dopo le dichiarazioni della Ponente 1978, la società che da anni ha un contenzioso aperto con Comune e Regione per costruire sulla porzione di area ancora di sua proprietà, e la querelle sulla mancata firma sul provvedimento che amplierebbe il perimetro del Monumento Naturale anche a quella specifica porzione, gli attivisti del Forum Parco delle Energie si scagliano contro Roma Capitale.

Le ruspe e il permesso

“Le ruspe della settimana scorsa hanno anticipato il peggior scenario immaginabile - scrivono gli attivisti - Nell’opacità più totale e nella presunta assenza del parere della Soprintendenza speciale, il comune di Roma ha dato il via libera alla cementificazione dell’area del lago dell’ex Snia”. Il riferimento è al cartello affisso dalla proprietà sui cancelli dell'ex fabbrica, che conferma come l’11 novembre scorso sia stato rilasciato il permesso a costruire. Una notizia confermata dalla stessa società tramite il suo avvocato, Nicola Lais, che ha spiegato come la richiesta sia stata avanzata a maggio 2021, e che la risposta è arrivata appunto l’11 novembre sotto forma del rilascio del permesso di costruire n. 213/22.

Affonda il sogno del Lago ex Snia

Salta il tavolo

“Una decisione che è stata presa mentre attivisti e abitanti dell’area sedevano al tavolo tecnico-politico con la Regione Lazio per l’ampliamento delle tutele naturalistiche proprio nella zona dove sorgono i ruderi, che sarà oggetto dei lavori”, sottolineano dal Forum, che ha tenuto una conferenza stampa appositamente per illustrare cosa stia accadendo all’interno dell’oasi naturale e svelare i risultati di una nuova relazione tecnica “che attesta la presenza di habitat e processi di rinaturazione in atto proprio nell’area dei ruderi”.

La diffida alla Regione Lazio

Nella stessa occasione, il Forum ha presentato tramite i suoi legali una diffida alla Regione Lazio, intimando la firma definitiva al decreto per l'ampliamento del Monumento Naturale del Lago ex Snia, “bloccato senza alcuna motivazione scientifica da parte della direzione regionale Ambiente". Come spiegato dall'avvocato della Ponente 1978, l’Area Ambiente della Regione Lazio ha infatti dato parere negativo all’ampliamento sulla base “delle tempestive osservazioni che hanno dimostrato l’insussistenza dei presupposti, di fatto e di diritto” a procedere, e la Regione aveva deciso di ricorrere a un supplemento di istruttoria coinvolgendo l’Ispra. Istruttoria che, come chiarito in precedenza anche dall’ormai ex governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, non si è ancora conclusa: sino a quando non accadrà, con un ultimo passaggio in Commissione Ambiente, l’ampliamento resta effettivamente in sospeso.

Il centrosinistra sceglie gli interessi privati

"Abbiamo sempre pensato che di fronte a una scelta di tutela ambientale dell’unico lago naturale di Roma, la città fosse a un bivio mentre oggi sappiamo che le forze di centrosinistra, Pd in primis, che governano Regione e Comune hanno scelto gli interessi privati della rendita sacrificando quelli collettivi - concludono gli attivisti - Dopo la scelta della giunta Gualtieri di puntare sull'inceneritore per lo smaltimento dei rifiuti di Roma, oggi si scopre la carta del mattone. Continuiamo questa lotta contro il partito del cemento per la giustizia sociale e ambientale a difesa dei bisogni del territorio e di tutta la comunità”.

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