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Domenica, 23 Giugno 2024
Attualità Colli Aniene / Via del Frantoio, 58

La Asl vuole indietro i locali e la comunità terapeutica rischia lo sfratto dopo 40 anni

"La Tenda" si occupa di accogliere ex tossicodipendenti da 40 anni e dal 1997 si trova in via del Frantoio, ma adesso l'azienda sanitaria chiede oltre 30mila euro di arretrati e vuole spostare proprio lì il Serd

Quarant'anni di attività in un quartiere popolare e difficile come Tiburtino III, centinaia di persone salvate dalla tossicodipendenza e indirizzate verso una nuova vita e un lavoro onesto. Adesso, però, il lavoro della onlus "La Tenda" è a rischio: la Asl Roma 2, che possiede i locali in cui risiede la comunità terapeutica, rivuole indietro l'immobile e inoltre trasferire al piano di sotto un Serd (Servizio per le dipendenze). Una doppia batosta per la onlus. 

La comunità terapeutica al Tiburtino III che si occupa di ex tossicodipendenti

La storia della onlus "La Tenda" inizia nel 1983, quando in via Mozart 1 apre una comunità terapeutica per tossicodipendenti. O più precisamente, per chi ha già iniziato il percorso per affrancarsi dalla dipendenza da sostanze stupefacenti, in anni caratterizzati dall'arrivo di enormi carichi di eroina a Roma. Gli operatori dell'organizzazione accolgono tutto il giorno, per sei giorni a settimana, chi vuole restare fuori dal consumo e trovare una nuova realtà, fatta di lavoro e famiglia. Tutto ciò in un quartiere difficile, periferico, popolare: Tiburtino III. Siamo tra via Filippo Fiorentini e viale Palmiro Togliatti, a poca distanza dalla stazione ferroviaria Tiburtina e dalla metro di Santa Maria del Soccorso. Per 14 anni la onlus opera a via Mozart, poi si sposta in via del Frantoio 58 a poche centinaia di metri. Ed è in quel momento che iniziano i guai. 

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Gli affitti mai pagati alla Asl e la richiesta degli arretrati

"Quel trasloco fu il risultato di uno scambio di locali - racconta Marco Bruci, 55 anni, psicologo psicoterapeuta responsabile della comunità dal 2001 - messo nero su bianco con una scrittura privata tra gli ex soci della onlus e l'Asl Roma 2 proprietaria dei locali. Non c'era un vero e proprio contratto di locazione e quindi non ci si aspettava di dover pagare un canone. Nel 2013, però, arrivò la prima richiesta di pagamento degli arretrati". L'affitto è basso, 200 euro al mese, "La Tenda" si rende disponibile a pagare: "Il problema è che non ci arrivarono mai i bollettini - prosegue Bruci - e così sono passati gli anni senza che pagassimo nulla. Adesso sono tornati alla carica e vogliono 26 anni di arretrati, parliamo di circa 36.000 euro". 

"Entro 180 giorni ci vogliono fuori. Alle nostre proposte nessun riscontro"

Equivoci, patti tutto fuorché chiari, un pizzico di ingenuità. Un mix pericoloso, perché da luglio la onlus di via del Frantoio è quasi sotto sfratto: "Ci hanno scritto un mese fa  - sottolinea Bruci - chiedendo di saldare tutto il pregresso. Noi ancora una volta ci siamo resi disponibili a pagare, ma non tutto il periodo perché la normativa non lo prevede. Vorremmo corrispondere gli ultimi 5 anni, circa 12.000 euro, ovviamente rateizzando l'importo perché non abbiamo questa disponibilità di denaro. Siamo accreditati e la Regione ci riconosce una retta giornaliera per ogni utente, sono 41 euro a persona, tra le più basse d'Italia. Purtroppo anche stavolta la nostra offerta non ha ricevuto risposta, a parte la richiesta di andare via entro sei mesi". Per inizio 2024, quindi, la comunità terapeutica del Tiburtino III potrebbe non avere più una casa dove lavorare. 

Chi sono gli assistiti de "La Tenda"

Un problema enorme per le 8 persone attualmente in carico. Quattro di loro, inoltre, stanno scontando una pena in maniera alternativa rispetto al carcere: "Sono per lo più persone condannate per reati legati alla droga - racconta Bruci - che hanno la possibilità di stare qui dalla mattina alle 9.30 fino alla sera alle 18 tranne le domeniche e i festivi. Ogni giorno c'è una seduta di psicoterapia e altre attività che servono a prevenire il consumo di sostanze e allontanare la dipendenza. La terapia dura 18 mesi e alla fine la speranza è che chi non ce l'ha, trovi anche un lavoro. In particolare chi sconta la pena da noi". Ad essere ospitati sono in genere uomini dai 30 ai 40 anni "anche perché sono quelli che statisticamente commettono più crimini", specifica Bruci.

L'arrivo del Serd che spaventa il quartiere

Il problema non è solo quello dell'affitto non pagato. Infatti l'Asl Roma 2 ha necessità di ricollocare il Serd di via Teodorico, locali che l'azienda sanitaria deve lasciare a breve. E ha individuato in via del Frantoio la meta ideale, essendoci l'ex unità disabili traslocata altrove. "La prospettiva di un Serd proprio sotto alla nostra comunità non è l'ideale, perché significherebbe che i nostri assistiti avrebbero possibilità di accedere alla droga con estrema facilità - l'allarme di Bruci - . Chi frequenta i Serd è ancora tossicodipendente. E poi a pochi metri ci sono un asilo nido, una scuola d'infanzia e un liceo artistico. I Serd devono esserci, ma va pensata una collocazione differente". 

Converti (Pd): "I servizi per la cura delle dipendenze vanno riordinati. Non lasciamo indietro nessuno"

"L’appello della comunità terapeutica La Tenda non poteva lasciarci indifferenti - commenta a RomaToday Nella Converti, presidente della commissione politiche sociali - . Abbiamo convocato per il 23 agosto una commissione per approfondire la vicenda dei locali di via del Frantoio dove da ormai 26 anni resiste questa realtà, nella periferia est di Roma, e che ora rischia lo sfratto. Abbiamo convocato la Asl Roma 2, i rappresentanti di questa realtà e il Municipio IV che è a lavoro per cercare delle soluzioni. Sarebbe decisamente assurdo che nel periodo nel quale il tema delle dipendenze è tornato ad essere così centrale nel dibattito pubblico, una esperienza così importante chiuda i battenti". La consigliera Pd ha presentato anche una proposta di deliberazione per il riordino dei servizi e dei programmi per la cura delle dipendenze a Roma: "Da settembre la discuteremo in commissione - annuncia - con l’obiettivo di dare finalmente a Roma un sistema di servizi integrato. E in questo quadro, realtà come la Tenda che conoscono bene il territorio e hanno una grandissima esperienza, non possono essere lasciate indietro"

Terzo Settore Lazio: "Si mettano tutti intorno ad un tavolo per risolvere la situazione"

"Con lo sfratto chiuderebbero la piccola comunità di recupero e l’unità di strada - aggiunge Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo Settore Lazio - servizio di riduzione del danno che lavora soprattutto alla Stazione Tiburtina, seguendo circa 1.400 persone l’anno. Inoltre sarebbe a rischio il polo educativo che sta nascendo sul territorio. E’ assurdo che non si trovi il modo per individuare una sede che permetta a tutti di convivere. Devono mettersi attorno a un tavolo tutti gli enti interessati dalla Asl al Municipio IV, dal Comune alla Regione Lazio di cui è presidente Rocca con la sua storia di lavoro terapeutico contro le dipendenze".

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