Italia Nostra Lazio: le firme di 14mila studenti e 2mila docenti per il Museo Didattico del Libro Antico

"Se non si dovesse trovare una soluzione alternativa, una preziosa attività culturale viene a cessare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di RomaToday

Il Museo Didattico del Libro Antico, all’interno della Villa d’Este a Tivoli, è gestito dall’associazione FANNIUS, diretta dal Professor Antonio Basile, che svolge attività di ricerca nel settore della conservazione e restauro dei documenti antichi, papiri, pergamene e cartacei. FANNIUS gestisce anche un Centro di Archeologia Libraria e Bibliotecaria all’interno della Villa Adriana. L’elevata qualità degli studi è testimoniata dalla collaborazione con istituzioni quali i Musei Vaticani e il British Museum, e dalle convenzioni stipulate con il C.N.R. e con la competente Soprintendenza.

L’ associazione svolge anche una notevole attività didattica in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado di tutto il Lazio, che organizzano visite che suscitano notevole interesse tra gli studenti. Organizza anche conferenze e mostre. Lo scorso 5 luglio l’agenzia di stampa nazionale ANSA, settore ANSA Viaggi.Art, ha dedicato al Museo Didattico del Libro Antico un interessante articolo. Nonostante i suoi indubbi meriti, lo scorso autunno FANNIUS è stata sfrattata da entrambi i locali dal direttore della Soprintendenza Speciale Villa Adriana-Villa d’Este, senza che sia stata indicata una sistemazione alternativa. Un’applicazione di direttive ministeriali per rendere “produttivi” gli immobili, liberandoli da concessioni più o meno gratuite ad associazioni culturali. Sembra una politica poco consona ad enti culturali, tanto più, che, in questo caso, se non si trova una soluzione alternativa, una preziosa attività culturale viene a cessare, vanificando i cospicui investimenti pubblici, soprattutto con fondi regionali, spesi per allestire e attrezzare i locali gestiti dalla FANNIUS.

L’associazione ha presentato un ricorso al T.A.R. del Lazio, tuttora pendente, e si è appellata alla Regione Lazio. E’ sperabile che intervenga almeno la Regione, che con i suoi fondi ha reso possibile l’attività della FANNIUS. Anche se qualche dubbio può nascere dal fatto che la nuova giunta Zingaretti ha ritenuto di dover fare a meno di una delega alla cultura (ne mantiene però, per il momento, una per la “cultura del cibo”). Lo scorso mese una raccolta firme tra le scuole del Lazio, che hanno avuto contatti con l’associazione, ha raggiunto l’obiettivo di circa 14.000 firme di studenti e 2.000 di insegnanti. E’ auspicabile che la Regione tenga almeno conto di questo.

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