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Attualità Africano / Via di Santa Maria Goretti

Istituto Montessori Pini, scontro Comune-ufficio scolastico: "Sta affossando la scuola media"

Il provveditorato non ha risorse per l'avvio della prima media partita in via sperimentale nel 2022 e invia personale non formato nella seconda classe. Furia del Pd: "E' un delitto". L'assessora Pratelli: "Continuiamo interlocuzione"

A meno di dieci giorni dalla prima campanella dell'anno scolastico 2023/2024, 17 ragazze e ragazzi del II municipio non hanno un istituto dove andare. I genitori li hanno iscritti al primo anno della primaria di I grado dell'istituto comprensivo "Maria Montessori-Clotilde Pini", al quartiere Africano. Ma l'ufficio scolastico regionale del Lazio non ha autorizzato la partenza della classe, fornendo come giustificazione la mancanza di risorse economiche e il non raggiungimento del numero minimo di iscritti, pari a 18. Una beffa per una comunità didattica che con grande fatica un anno fa aveva lanciato il progetto della scuola media in un istituto, ex Circolo Didattico, che da oltre 70 anni segue il metodo di Maria Montessori e che per adeguarsi al progetto nazionale aveva aderito alla sperimentazione ex art. 11 del decreto del Presidente della Repubblica numero 275 del 1999. 

L'ufficio scolastico regionale nega la prima media all'istituto montessoriano

Un pasticcio inaspettato che ha messo in subbuglio decine di famiglie, ma anche la politica locale. Il 4 settembre la Pd Carla Fermariello ha convocato una commissione scuola in Campidoglio, invitando la neodirettrice dell'ufficio scolastico regionale del Lazio, Anna Paola Sabatini e l'assessora alla scuola Claudia Pratelli. La seconda c'era, pur non essendo il tema di sua stretta competenza. La prima, no: "Troppo da fare", la sintesi della giustificazione inviata ai commissari "un'ora prima dell'inizio", specifica Fermariello molto contrariata. E così quello che poteva essere un confronto diretto, seppur acceso, è diventato uno scontro a distanza. 

Diciassette ragazzi senza classe 

"L'esperienza del primo anno della scuola media Montessori è stata molto fruttuosa - ha ricordato Fermariello, che in II municipio è stata consigliera prima di fare il salto in Campidoglio - e per quest'anno si prospettava la possibilità di rendere stabile il progetto didattico, facendo così aderire Roma ad un progetto nazionale atteso da anni. L'ufficio scolastico regionale ha bloccato l'avvio della classe adducendo motivazioni economiche e nonostante la proposta dell'istituto, cioè di coprire le ore di lezione a costo zero, non è stato ancora dato l'ok. Questo livello burocratico non rende onore alle istituzioni, si sopprime un progetto e per noi è un delitto, un affronto istituzionale. Ci risulta, poi, che i 17 bambini iscritti al primo anno di secondaria, abbiano ricevuto tutti il diniego da parte delle scuole limitrofe (Sinopoli, Wincklemann, via Volsinio, Settembrini), quindi sono senza una classe a pochi giorni dall'inizio". L'assessora alla scuola, formazione e lavoro di Roma Capitale si è presa carico del problema: "Non è di nostra competenza - premette - ma questo progetto è importante, ci abbiamo lavorato molto ed è il primo istituto a Roma con una media montessoriana, è estremamente importante per il territorio e la città anche visti i risultati di questo primo anno. Purtroppo l'Usr ha comunicato che il numero di iscrizioni pervenute non era sufficiente, ma la realtà è che all'inizio erano pochi, poi in estate c'è stato un incremento ed è anche abbastanza usuale che accada così. Ci dicono che mancherebbero delle risorse, ma la scuola ha avanzato proposte a costo zero e a quanto sembra non sono state accolte. In ogni caso come Comune vogliamo iniziare un'interlocuzione costante sin da subito per risolvere la situazione". 

Il provveditorato manda insegnanti non formati

La soluzione a costo zero è stata spiegata dalla dirigente scolastica dell'istituto comprensivo, Maria Beatrice Furlani: "Prevedevamo l'elargizione di ore da parte di altri istituti scolastici - ha detto in commissione - nello specifico tre scuole avrebbero dato delle ore a noi, per raggiungere le 36 necessarie per garantire ogni settimana di didattica. Siamo arrivati a 24 ore, abbiamo pensato di abbassare il minimo a 30 ore, ma nonostante ciò il 31 agosto l'ufficio scolastico ci ha comunicato la non autorizzazione della classe e di fatto la non concessione della continuità del metodo montessoriano". Una botta ancor più forte, se vogliamo, rispetto alla non creazione della classe: "Quest'anno per italiano e matematica - fa sapere Furlani - ci hanno mandato due docenti non formati per il metodo montessoriano. Saranno ottimi insegnanti, non lo metto in dubbio, ma non sono formati". 

"I nostri figli restano senza punti di riferimento"

Per chiarire il contesto in cui ci si muove, è necessario specificare che a dare la possibilità della sperimentazione è proprio l'articolo 11 citato all'inizio, grazie al quale le scuole possono chiamare personale docente formato secondo il metodo Montessori senza seguire le graduatorie provinciali (Gps). Nel 2022 la "Montessori-Pini" di via Santa Maria Goretti non poteva aderire secondo l'articolo 11, non essendo un istituto comprensivo ma un circolo didattico e così ha sfruttato un altro articolo del decreto, il 6, una sorta di deroga per agire temporaneamente fino all'acquisizione dello status necessario: "Non facendo partire la prima classe - spiega Laura Fusco, presidente del comitato genitori - l'USR arreca un danno ancora peggiore all'istituto comprensivo, perché fa decadere gli insegnanti della seconda classe, che vengono mandati a casa e sostituiti con docenti non formati. I nostri figli si trovano senza punti di riferimento, dopo un anno splendido che ha portato grandi risultati". In queste ore la dirigente scolastica sta tentando un'ultima mossa: rinunciare al potenziamento di una risorsa alle scuole elementari, riducendo contemporaneamente l'orario a 30 ore senza rientri. In attesa di un riscontro dalla dottoressa Sabatini. 

L'assessora municipale: "L'intera comunità difenderà ad oltranza il progetto"

Delusa anche l'assessora alla scuola del II, Paola Rossi, per anni genitore della "Montessori-Pini": "Leggo che ci saranno progetti e investimento per le scuole per combattere fenomeni di violenza tra gli adolescenti - scrive in un post Facebook - ma non si trovano risorse per mantenere una scuola media pubblica che ha già fra le sue caratteristiche la piena integrazione. Come municipio in estate abbiamo consegnato alla dirigente l'alloggio dell'ex portiere, un risultato atteso da dieci anni e a breve inizieremo i lavori di ristrutturazione. Una comunità intera di bambini, ragazzi, genitori, insegnanti, collaboratori, dirigenti di oggi e di ieri, insieme ad alcune Istituzioni, difende il progetto e lo difenderà ad oltranza". 

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