Coronavirus, Natale in zona rossa: il lockdown non ferma la solidarietà dei romani

Persone fragili e bisognose hanno trovato la vicinanza di volontari ed istituzioni con visite, pranzi e donazioni

Babbo Natale volante per i bambini di pediatri del Policlinico Umberto I

Regali e doni da Babbo Natale volanti, compagnia e musiche al citofono, ma anche pranzi, donazioni e raccolta fondi. Il lockdown non ferma il cuore dei romani. Sono state numerose le iniziative di solidarietà a favore di persone fragili e bisognose in questo atipico Natale che passerà alla storia come quello vissuto durante la pandemia del Coronavirus. Dalla vigilia al 25 dicembre i romani non hanno fatto mancare la loro vicinanza a chi ne aveva necessità.

Musica ai citofoni

Un esempio è il Natale particolare rivolto alle decine di anziani fragili del I Municipio. All'ora di pranzo un gruppo di volontari ha portato il classico pranzo di Natale, mentre contemporaneamente, dal citofono, due fiati della Banda Cecafumo hanno suonato musiche natalizie. Nel cesto dono anche il latte per la colazione di Santo Stefano. L’iniziativa è realizzata da “RomaBpa - Mamma Roma e i suoi figli migliori” - all'interno del Patto di Comunità del Primo Municipio, in collaborazione con BNL gruppo Bnp Paribas, Centrale del Latte di Roma, Salvamamme, lo chef Bruno Brunori, Opes, Cafim ed i fiati della Banda Cecafumo.

Pasti agli ex detenuti

Iniziative anche personali come nel caso di un ristoratore romano che ha donato 300 pasti completi alle persone provenienti dalla detenzione accolte nelle case di accoglienza di Roma Capitale e nelle strutture comunitarie del privato sociale. L’iniziativa, promossa da Roma Capitale con la collaborazione dell’Associazione Isola Solidale, è stata possibile grazie al gesto di solidarietà di un ristoratore romano, titolare dell'Osteria della Carne, che ha deciso di mettere a disposizione la sua cucina e il suo lavoro a favore di chi vive situazioni di disagio sociale.

Papa Francesco dona 4000 tamponi Covid a chi vive per strada

Solidarietà arrivata anche dalla Santa Sede. In occasione del Natale Papa Francesco ha donato alla città di Roma, 4000 tamponi per la diagnosi del Covid-19, ricevuti dal Pontefice come omaggio della Slovenia, che grazie all'impegno dell'Elemosineria Apostolica, in collaborazione con l'Istituto di Medicina Solidale e l'IFO San Gallicano, verranno utilizzati per far accedere alla diagnosi i senza fissa dimora della Capitale, grazie anche a un accordo con Roma Capitale.

Il pranzo dei poveri di Sant’Egidio 

Un Natale speciale anche a Sant’Egidio insieme ai poveri e ai fragili a Santa Maria in Trastevere. È cambiata solo la forma, ma non il clima e la festa di famiglia, la più importante dell’anno. Nella basilica trasteverina, al posto delle tavolate, impossibili al tempo del Covid, c’erano le sedie per accogliere gli invitati, ma le persone erano le stesse degli altri 38 anni, da quando, nell’ormai lontano 1982, è partita questa tradizione, un carattere distintivo per ogni Comunità di Sant’Egidio nel mondo: senza fissa dimora, anziani soli, famiglie in difficoltà, rifugiati venuti con i corridoi umanitari. Sono stati chiamati ognuno per nome e hanno ricevuto un dono, così come chi li accompagnava,.

Un centinaio di poveri e fragili che, dopo aver ricevuto il regalo e applaudito al nome pronunciato di ognuno, hanno ricevuto tutti, all’uscita della basilica, un pasto natalizio come si deve, lo stesso degli altri anni: lasagne, polpettone, lenticchie, dolci. Solo che, per le norme anti-Covid, è stato consegnato in una borsa termica prêt-à-porter – di materiale compostabile – in modo che si potesse consumare negli abituali luoghi di dimora. 

Babbo Natale volante a pediatria

Iniziative di solidarietà cominciate già prima del 25 dicembre. Come al Policlinico Umberto I di Roma con regali e doni da un Babbo Natale volante per i bambini ricoverati in pediatria. Per il secondo anno consecutivo gli operatori del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico del Lazio nelle vesti speciali di Babbo Natale hanno preso il volo per allietare le feste natalizie ai pazienti più piccoli. Diversi operatori del Soccorso Alpino si sono calati con una fune dal grande camino della ciminiera presente all’interno del nosocomio per consegnare loro alcuni regali e doni. "Anche quest'anno siamo orgogliosi di essere stati al servizio dei piccoli ospiti del Policlinico Umberto I di Roma", ha affermato il presidente regionale del Soccorso Alpino e Speleologico, Roberto Carminucci. "In un momento storico difficile come questo, speriamo di aver portato un po' di stupore e gioia ai bambini e alle bambine che passeranno il Natale in ospedale".

Babbo Natale all'Ospedale San Camillo

Babbo Natale che la Polizia di Stato ha portato all'Ospedale San Camillo-Forlanini con peluche e baci Perugina in dono per i piccoli ricoverati della Chirurgia Pediatrica e della Pediatria' sarà il Direttore Generale Fabrizio d'Alba. Gli agenti della Polizia Postale e i motociclisti della Questura di Roma hanno salutato con le loro sirene blu i piccoli ricoverati e ringraziato gli operatori sanitari. 

Raccolta fondi della Polizia Locale 

Iniziativa di solidarietà che ha visto in campo anche la Polizia di Roma Capitale con una raccolta fondi per una ragazza gravemente malata. Grazie all'impegno sinergico degli agenti dei gruppi I Trevi,  III Nomentano e VII Tuscolano della Polizia Locale di Roma Capitale, il Corpo ha organizzato un'iniziativa benefica volta a sostenere la causa della ragazza, colpita da un grave male. I fondi raccolti dai caschi bianchi si uniranno a quelli di tutti coloro che hanno inteso partecipare a questa gara di solidarietà, avviata tramite i canali social,  per consentire alla ragazza di  sottoporsi ad un'operazione all'estero. Un piccolo gesto che, in occasione del Natale, possa regalare a questa giovane donna una speranza in più per proseguire nel suo percorso di vita. 

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