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Sanità, al Circo Massimo la protesta di oltre duemila infermieri: "Contratto autonomo e più soldi"

De Palma, presidente nazionale di Nursing Up: "Questa battaglia è solo all'inizio"

Da eroi in prima linea contro il Covid a lavoratori in protesta per i propri diritti. Oltre duemila infermieri questa mattina hanno protestato al Circo Massimo per chiedere adeguamenti salariali per rischi, responsabilità e formazione. Sono arrivati a Roma da tutta Italia, viaggiando anche tutta la notte, per far sentire la propria voce. "Se le promesse di chi 'detiene il potere di decidere', dovessero rivelarsi vane, allora questo giorno sarà l'inizio di una nuova battaglia a oltranza", le parole di Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato degli infermieri Nursing Up, tra le sigle che hanno organizzato la mobilitazione. Presenti anche Infermieri in Cambiamento, Associazione Avvocatura degli Infermieri (AADI), Coina (Coordinamento Infermieristico Autonomo), Adi Famiglie Italiane e gli Opi di Andria Bat, Como e Catanzaro.

"Abbiamo messo sul tavolo diversi temi" ha spiegato all'agenzia De Palma. "Si comincia dal riconoscimento di un alveo contrattuale degli infermieri. La legge prevede che venga individuato: i tempi sono maturi, doveva essere già stato fatto. Vogliamo un contratto autonomo, con risorse economiche dedicate". Inoltre, "chiediamo una indennità professionale che ci porti al livello della media degli stipendi degli infermieri europei. Mancano ancora molti soldi dai nostri stipendi per raggiungere i 2.500-2.800 euro dei colleghi di Irlanda, Germania, Inghilterra o Lussemburgo. Ecco, chiediamo almeno 500 euro per poterci allineare, anche se sempre verso il basso, a questa media dei Paesi europei".

Poi ha aggiunto: "Purtroppo non si applica il principio secondo cui crescendo la responsabilità deve crescere lo stipendio. Abbiamo agito, durante il Covid, senza presidi per proteggere la nostra salute e quella degli altri". Ma non solo: "Abbiamo avanzato istanze per avere informazioni sulla situazione dei colleghi durante la pandemia, per sapere quanti infettati e quanti decessi: silenzio assoluto. Sono riusciti a convocarci a ridosso della manifestazione. Il ministro della Salute si è deciso a chiamarci dopo che glielo abbiamo chiesto numerose volte senza esito. Purtroppo, comunque, la posizione con cui siamo stati ricevuti, cortese, è una posizione che non offre risposte a istanze di cui siamo relatori". 

Oltre alla manifestazione di Roma, quindi, "abbiamo deciso uno sciopero, saranno 24 ore che decorrono dalle 7 del 2 novembre alle 7 del giorno dopo. Questo è l'inizio di una battaglia. Se pensano che facendo finta di niente le cose si metteranno a posto si sbagliano di grosso".

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