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C'era una volta il turismo a Roma

Tour operator, pullman turistici, guide: il racconto di una filiera cancellata dal virus, punta dell'iceberg di un settore, quello del turismo, di cui, oggi come non mai, anche i romani comprendono l'importanza per la vita stessa della Capitale

 

Il primo settore costretto chiudere, ma anche l’ultimo a poter ripartire: il turismo. Se c’è un comparto messo ancor di più in ginocchio dall’emergenza Conornavirus è senza dubbio quello dei viaggi. 

Quel 13% del Pil che racconta il lavoro di tanti professionisti, ma anche di quelle entrate indirette legate alle attività cittadinie che risulta difficile quantificare: hotel, ristoranti, negozi di abbigliamento e artigianato, taxi ed ncc.  E in una città come Roma, l’assenza dei visitatori rischia di farsi sentire ancora di più che in altre città. Si pensi agli introiti legati alla tassa di soggiorno, come il pagamento della Ztl. 

Per raccontare la lunga filiera che ruota intorno al turismo, Roma Today ha scelto il mondo dei viaggi organizzati. Quelli che portano i gruppi di turisti stranieri nelle nostre città. "Bisogna comprendere che oltre ai servizi che mettiamo in un pacchetto viaggi, dalla guida ai musei, i viaggiatori ovviamente usufruiscono di tanti servizi della città, tante attività che oggi come noi soffronono questa assenza", spiega Valentina Pagliaricci, direttore operativo del tour operator Gate one travel, specializzato in Usa. Accanto a lei, Ennio Bracci della storica compagnia di autobus Bracci Turismo, Paolo Romaniello, guida turistica autorizzata da 25 anni, Marisa Seghezzi accompagnatrice turistica da 30.

Professionisti del turismo mesi in ginocchio dal Covid. Ma non sono i soli perché, come raccontano, il comparto è ben più ampio. Ed è proprio in virtù di questo che per il prossimo 15 giugno è stata organizzata una manifestazione sotto al Campidoglio con lo scopo di ribadire cosa rischiano la città e il Paese.

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