La mensa della Comunità di Sant'Egidio festeggia trent'anni

Per l'occasione è organizzata una festa, durante il servizio mensa in cui, fianco a fianco, si stringeranno in un abbraccio collettivo i bisognosi insieme a tutte le persone che in questi anni hanno contribuito e contribuiscono all'esperienza

immagine da facebook pagina Comunità di Sant'Egidio

Sono passati trent'anni da quando nel 1988 la mensa della comunità di Sant' Egidio ha aperto le sue porte per divenire un punto di riferimento per le persone in difficoltà.

In occasione dell' anniversario, il 9 Novembre, la Comunità di Sant'Egidio ha organizzato una festa, un abbraccio collettivo a chiunque abbia condiviso e supportato l'esperienza trentennale: la mensa funzionerà normalmente, accanto ai bisognosi si uniranno tutti i membri dello staff, sia quelli che attualmente collaborano, sia i primi testimoni dell'esperienza. Sarà presente, inoltre, Marco Impagliazzo, il presidente della comunità di Sant'Egidio.

"La storia della mensa affonda le sue radici nel 1983, quando le pagine di cronaca romana furono  scosse dalla morte di una senza fissa dimora che non era stata assistita, in quanto sporca. La comunità di Sant'Egidio cominciò allora il servizio di assistenza ai bisognosi, prima all'esterno e che si è trasformato poi nel 1988 in servizio mensa", racconta Augusto D'Angelo membro dello staff della mensa di Sant'Egidio che continua, "A quel tempo le mense erano aperte soltanto a pranzo, abbiamo così deciso di fornire la chance di un doppio pasto istituendo il servizio a cena".

Così il 9 Novembre del 1988, in Via Dandolo 10, in un luogo grande e spazioso prese avvio l'esperienza. La mensa della Comunità di Sant'Egidio è aperta tre giorni la settimana: il mercoledì, il venerdì, il sabato, ma grazie alla cooperazione con altre parrocchie il servizio è garantito, ad oggi,  anche in tutti gli altri giorni.

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"In questi trent'anni la mensa ha rappresentato una finestra sul mondo, sono entrate migliaia di storie, di rifugiati di guerra. La mensa ha accolto storie di persone provenienti da tutto il mondo divenendo un punto di riferimento, un luogo dove sentirsi accolti e voluti", spiega con fierezza Augusto D'Angelo.

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