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Giovedì, 13 Giugno 2024
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Il robot Hugo opera all'ospedale Gemelli, è il primo intervento urologico in Italia

L'intervento è stato guidato dall’equipe del professor Pierfrancesco Bassi

Il robot Hugo è tornato in sala operatoria, questa volta nel reparto di urologia per un intervento guidato dall’equipe del dottor Pierfrancesco Bassi. “Abbiamo finalmente a disposizione un sistema che offre le stesse potenzialità operative delle tecnologie attualmente in commercio, con una riduzione dei costi. E il significato di questo va ben oltre l’aspetto puramente economico” ha commentato Bassi dopo l’intervento. 

L’efficacia di Hugo in sala operatoria è emersa già nelle scorse settimane quando il robot ha partecipato all’intervento di asportazione di utero e ovaie su una donna di 62 anni affetta dalla mutazione Brca. L’operazione, a marzo, è stata eseguita dall’equipe del professore Giovanni Scambia. Nei giorni scorsi, il robot ha debuttato anche in ambito urologico. Il primo intervento in assoluto effettuato in Italia con il nuovo robot di Medtronic è stato effettuato al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS a Roma, realizzando con successo l’asportazione di un tumore della prostata. Il paziente, un uomo di 62 anni, sta bene ed è già tornato a casa.

Lo strumento è nuovo, la tecnica no. La chirurgia robotica in urologia è stata introdotta da anni e rappresenta ormai un dato di fatto. “Oggi un buon 50% degli interventi per patologie urologiche – ha affermato il professor Bassi - può essere eseguito con il robot, che fornisce una serie di vantaggi rispetto alla chirurgia tradizionale: minor invasività, miglior dettaglio chirurgico e ridotta ospedalizzazione per il paziente. L’urologia è, tra tutte, la disciplina più vocata alla chirurgia robotica; siamo infatti i leader di settore come numero di interventi”.

La tecnologia utilizzata fa prospettare una riduzione dei costi: “Questo non potrà che agevolare l’accesso alla chirurgia robotica in un maggior numero di ospedali offrendo a un maggior numero dei pazienti tutti i vantaggi a essa collegati. Certo, i DRG attuali non sono ancora allineati alla rivoluzione della chirurgia robotica. Ma ci auguriamo che l’ampliamento dell’utilizzo della chirurgia robotica, porti presto il Ministero della Salute a rendere ancor più accessibile questo approccio terapeutico, destinato a estendersi sempre più” ha detto ancora il prof. Bassi. 

Il Gemelli sarà training center di Hugo per gli altri chirurghi italiani. “L’urologia del Gemelli è un centro di riferimento italiano e internazionale. La collocazione di questo robot nell’ambito di un IRCCS – ha concluso Bassi - favorirà la ricerca e lo sviluppo nell’ambito anche in applicazioni cliniche non strettamente urologiche; contribuiremo inoltre allo sviluppo di nuovi device, strumenti e accessori per Hugo, nonché all’ulteriore sviluppo dell’approccio robotico”.

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