Martedì, 27 Luglio 2021
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Green Pass obbligatorio, le ipotesi al vaglio. I ristoratori insorgono: "Riparliamone a settembre"

Le associazioni di categoria chiedono che l'obbligatorietà della certificazione verde per accedere ai locali venga rimandata, ma la crescita dei contagi soprattutto tra i più giovani preoccupa

Una ricostruzione grafica del Green Pass, il certificato digitale Covid dell'UE, davanti un ristorante, Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

Si fa sempre più concreta l’ipotesi che anche in Italia il Green Pass diventi obbligatorio per accedere a luoghi chiusi come bar, ristoranti, teatri, cinema e discoteche. Il dibattito prosegue ormai da giorni, con un pressing del Comitato Tecnico Scientifico sul premier Draghi perché approvi un nuovo decreto che lo preveda, e dalle associazioni di categoria - in particolare da quelle dei ristoratori - sale la protesta.

A preoccupare di più nel Lazio restano le varianti. Non solo la Delta, sempre più diffusa (e più contagiosa) ma anche quelle ancora ignote che potrebbero svilupparsi e diffondersi nei prossimi mesi. E mentre la Regione fa i conti con l’aumento di casi derivante dai festeggiamenti per gli Europei - i focolai più preoccupanti quelli partiti da un pub di Monteverde e da un locale di corso Trieste - l’assessore all Sanità, Alessio D’Amato, conferma: i positivi aumentano soprattutto tra i più giovani, con un’età media di 23 anni, e dal Cts arriva la raccomandazione a istituire l’obbligo di Green Pass nei luoghi da loro maggiormente frequentati.

Il rischio, d'altronde, è che il Lazio possa tornare in zona gialla con conseguenti nuove chiusure, a meno che il governo non decida di modificare i parametri per l’assegnazione delle zone, tenendo conto non solo dell’Rt ma anche dell’occupazione dei posti letto in ospedale. Il Green Pass, va ricordato, viene rilasciato a chi ha ricevuto la doppia dose di vaccino anti covid, a chi è guarito o a chi è risultato negativo a un tampone effettuato nelle 48 ore precedenti, eventualità quest’ultima non applicabile sul lungo termine per garantire che le attività restino aperte.

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I ristoratori: “Rimandare obbligo Green Pass a settembre”

Inevitabile dunque che gli sguardi si puntino sui luoghi della movida per eccellenza come i locali - che si tratti di bar, pub, ristoranti e discoteche - e che il dibattito sull’obbligatorietà del Green Pass per accedervi si infiammi.

Dai ristoratori, in particolare, arriva la richiesta di non adottare un provvedimento che potrebbe sferrare un duro colpo alla ripresa se adottato: “In queste ore tra le ipotesi circolate da fonti governative sembrerebbe che il green pass possa diventare obbligatorio per ristoranti - è il commento di Claudio Pica, presidente della Fiepet-Confesercenti di Roma e Lazio - Riteniamo che l'adozione obbligatoria dei Green Pass possa essere una soluzione più avanti, ma non adesso. Magari dopo settembre, quando la quota di vaccinati auspichiamo sia maggiore”.

“Farlo oggi - prosegue Pica - significherebbe affossare un settore tra i più colpiti dalla pandemia che sta cercando con coraggio e sofferenza di risalire la china. Il Green Pass ora sarebbe un freno per la ripartenza, che potrebbe avere ricadute negative sull'indotto della filiera”.

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