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Green Pass, i vaccinati rimasti nel limbo: "Ciclo completo a giugno ma niente certificazione"

Le segnalazioni continuano a essere condivise sull'apposito gruppo Facebook creato per raccogliere testimonianze e disservizi. La Regione Lazio rassicura: gli strascichi dell'attacco hacker sono ormai stati smaltiti, e le problematiche vanno ricondotte al sistema nazionale

A una settimana dalla stretta prevista dal governo sull’obbligo del Green Pass, nel Lazio resta una percentuale di cittadini vaccinati che ancora non sono riusciti a ottenere l’ambita (e necessaria, dal primo settembre, per parecchie attività) certificazione verde nonostante tutti gli sforzi.

Le segnalazioni continuano ad arrivare sul gruppo Facebook creato appositamente, “Green Pass Lazio”, e le esperienze sono tra le più disparate, tutte accomunate dal disservizio. C’è chi, per esempio, ha fatto la seconda dose e ha ricevuto subito il codice Authcode per scaricare la certificazione, ma il QR non risulta valido, e poi chi fa i conti con la mancata registrazione, come racconta un papà: “Non riesco ad avere il Green Pass per mio figlio per mancata registrazione, seconda dose fatta il 9 agosto a Valmontone, ho inviato mail a tutti gli indirizzi ma nessuna risposta, proverò ad andare a Valmontone e se neanche lì otterrò un risultato partirò con la denuncia”.

E poi c’è chi ha fatto la prima dose a maggio, con richiamo a giugno, e ad agosto ancora non è riuscito a scaricare il Green Pass: “È un mese che vado su e giù da Asl ,medico di base, farmacie, hub vaccinale, Regione Lazio e ho già fatto ben 4 segnalazioni dal centralino 1500 - spiega Luca - mi informano che le segnalazioni arrivano alla Regione Lazio che però non provvede mai a ripassare i miei dati alla Piattaforma Nazionale-DGC”. Ancora: "Anche a me la stessa cosa, prima dose 15 maggio seconda dose 16 giugno - aggiunge Maurizio - Propongo una manifestazione sotto la sede della Regione Lazio. Ho già mandato documento codice fiscale e tutte le informazioni, sono 5 volte che vado all'hub di Fiumicino più varie telefonate al 1500, inoltre ho fatto due tamponi per partecipare a due feste di compleanno".

La Regione Lazio non ha, in realtà, la competenza del rilascio del Green Pass. Che è a oggi a esclusivo appannaggio del governo tramite apposita piattaforma o app Io e Immuni. Alla Regione Lazio però spetta il compito di inviare al sistema nazionale i dati delle persone che hanno ricevuto il vaccino, e l'attacco hacker che che ha colpito i sistemi informatici a inizio agosto ha inevitabilmente lasciato strascichi: per una settimana l’intero universo telematico è rimasto praticamente paralizzato, con pesanti ripercussioni sia sulla prenotazione di vaccini e tamponi sia sull’erogazione dei Green Pass. Farmacie e medici di base hanno provato ad andare in soccorso dei cittadini, ma il blocco ha creato una sorta di "tappo" che, unito all'aumento delle richieste di Green Pass per le vacanze, la Regione sta ancora oggi smaltendo tramite indirizzo mail e call center dedicati: "A oggi le richieste vengono tutte accolte e smaltite nel giro di pochi giorni - spiegano dalla Regione - i casi di cittadini rimasti senza Green Pass per mancata trasmissione dei dati sono molto pochi". 

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Lo screenshot della mail ricevuta da un cittadino - credit Facebook Green Pass Lazio (Agosto)

Il ritardo fisiologico c'è stato, insomma, ma si è trattato di giorni - fa sapere la Regione - e non di settimane come testimoniano invece alcuni utenti. E in vista del primo settembre la richiesta di Green Pass è inevitabilmente destinata ad aumentare: tra una settimana la certificazione verde sarà obbligatoria per operatori e docenti di scuole e università (oltre che per il personale sanitario) e per usare la maggioranza dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza, dai treni ad alta velocità agli intercity e gli interregionali passando per traghetti e aerei.

Diverse aziende hanno inoltre annunciato l'intenzione di rendere obbligatoria la certificazione verde per accedere al luogo di lavoro, e anche se su questo il governo ha frenato è stato comunque imposto l'obbligo per l'accesso alle mense aziendali, con problemi che stanno iniziando a manifestarsi proprio in questi giorni. Senza Green Pass post-vaccino, dunque, per moltissimi cittadini sarà necessario sottoporsi a tampone per viaggiare e, per alcune categorie di lavoratori, per entrare in ufficio o per pranzare in mensa.

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