Mercoledì, 17 Luglio 2024
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In fin di vita dopo un incidente, Giulia si salva e torna a cantare: il "miracolo" al San Camillo

La storia della diciottenne è stata raccontata dallo stesso ospedale, un calvario iniziato lo scorso 5 aprile e finito nel migliore dei modi

Ha rischiato di morire a causa di un incidente quasi banale, un impatto per lei devastante, che le ha causato ferite gravissime e l’ha costretta al coma indotto per ben 25 giorni. A distanza di tre mesi Giulia, 18 anni compiuti da poco, è tornata a camminare e a fare ginnastica, si è riunita alla famiglia e agli amici e potrà presto riprendere a cantare, suo grande passione: merito della costanza e della tenacia di mamma Daniela, e dello straordinario sforzo del personale sanitario dell’ospedale San Camillo. 

L'incidente all'uscita da scuola

L’incubo, per Giulia e la sua famiglia, è iniziato il 5 aprile scorso. La ragazza era appena uscita da scuola ed è salita a bordo di un’auto con due amici per rientrare a casa. Era seduta davanti, con la cintura allacciata, quando la macchina si è scontrata con un'altra che procedeva in senso opposto. E anche se la velocità accertata era bassa, l’impatto ha avuto esiti devastanti per la giovane: portata d’urgenza all'ospedale di Anzio, alla luce delle condizioni critiche è stata trasferita al pronto soccorso del San Camillo, dove è stata sottoposta a una tac che ha evidenziato la gravità del caso.

Nell’incidente, la diciottenne è stata letteralmente stritolata: danni gravissimi al fegato e al pancreas schiacciato e schiacciamento di una vertebra, la prima lombare. Il rischio non è soltanto che non possa camminare più, ma anche che non sopravviva. La ragazza è stata immediatamente presa in carico dall’equipe multidisciplinare della Uosd shock e trauma diretta dal dottor Emiliano Cingolani e sottoposta a una serie di interventi chirurgici molto complessi, scaglionati in più giorni, effettuati con la tecnica del “packing”, che riescono a salvare il fegato e la vita di Giulia. Alla ragazza viene indotto il coma, un lungo “sonno” che dura ben 25 giorni e che Giulia passa in terapia intensiva monitorata e seguita minuto per minuto dal dottor Cingolani e dal suo team.

Gli interventi, il coma per 25 giorni e la ripresa

Il risveglio avviene il primo maggio, ed è seguito da un nuovo intervento chirurgico per la ricostruzione della vertebra lombare, che dà i risultati sperati: “Giulia dopo l'intervento prova a muovere le dita dei piedi e ci riesce: potrà tornare a camminare - ricordano con gioia dal San Camillo, ripercorrendo il calvario della diciottenne - Con il passare dei giorni Giulia prende coraggio e finalmente riesce ad alzarsi: ‘La prima volta che mi sono rimessa in piedi ho pianto!’, ci ha confidato”.

Sempre accanto alla ragazza la mamma, Daniela, che si è detta commossa dall'efficienza, la competenza e l'umanità dei medici e degli infermieri del San Camillo: “La terapia intensiva del dottor Cingolani è stata la mia seconda casa per quasi due mesi, non dimenticherò mai le attenzioni, le cure, la dedizione di tutto il personale nei confronti di Giulia. Anche l’attenzione per i piccoli dettagli - ha raccontato - facevano a gara per cucinarci qualcosa di buono e far sentire Giulia sempre a suo agio, con dediche affettuose e una presenza costante. Devo ringraziare tutti gli infermieri e tutti i medici che in questi mesi hanno seguito Giulia. Ci voleva un miracolo: loro lo hanno fatto".

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