Gigi Proietti e il Tufello: "Lì ho cominciato a capire lo spirito del romanesco"

Nel quartiere popolare dove si era trasferito con la sua famiglia Gigi Proietti capì lo spirito del romanesco che lo avvicinò al grande pubblico: in piazza degli Euganei una targa in sua memoria

Un’artista geniale capace di far convivere in sè il teatro accademico, colto e serioso con quello “popolare”: acclamato dal grande pubblico. Roma piange Gigi Proietti, scomparso nel giorno del suo 80esimo compleanno. Uno degli attori romani più amati e apprezzati di sempre: un maestro indiscusso con la sua scuola di recitazione ad essere stata una vera e propria fucina di talenti. Gigi Proietti lascia un’immensa eredità culturale. 

Gigi Proietti: il Tufello come "scuola" di romanesco

Dalla recitazione solo in italiano con l’interpretazione di ruoli tratti dalle opere di Shakespeare o Beckett, all’approdo al romanesco: il dialetto per arrivare meglio al pubblico. Tratto caratterizzante, accentuato dalla voce calda e inconfondibile. E’ stata la periferia romana a rappresentare un passaggio fondamentale in tal senso, in particolare il quartiere del Tufello dove la famiglia di Gigi Proietti, all’epoca ancora Luigi, si trasferì dopo aver girato tra case popolari e alloggi modesti nel cuore di Roma. Da via Giulia al Celio e via Veneto al Tufello. 

“E' lì che ho cominciato a capire lo spirito del romanesco: un dialetto che - a differenza del napoletano, che è una vera e propria lingua, con delle precise regole lessicali - si presenta come un modo di parlare in continua evoluzione. Al Tufello c'era gente che veniva da ogni parte. Non posso dire che si parlasse romanesco: ma si romanizzava qualsiasi cosa, dai testi delle canzoni ai termini stranieri” - aveva raccontato Gigi Proietti in una vecchia intervista a La Repubblica

Il romano per l’attore rappresentava una possibilità di convivenza perchè alla portata di tutti. “Il romano è bello anche perché, alla fine, uno se l'aggiusta come je pare. E le periferie, da questo punto di vista, sono sempre il primo laboratorio del cambiamento” - aveva sottolineato. 

Tufello, una targa per Gigi Proietti

Così il Tufello, orgoglioso di aver dato i ‘natali’ al grande attore romano, ne piange la scomparsa ma ne promette la memoria. A Gigi Proietti, così ha annunciato il presidente del Municipio III Giovanni Caudo, verrà dedicata una targa in suo ricordo. L’omaggio nel cuore del Tufello: a piazza degli Euganei, “lì dove ha vissuto e ha imparato questo dialetto fatto di commistioni che non lascia indietro nessuno”. 

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