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Il re dei "troll" Gian Marco Saolini a processo per aver finto di essere il compagno di Giorgia Meloni

Al personaggio web è arrivato l'avviso di conclusioni indagini nello stesso giorno in cui la premier ha annunciato la fine del rapporto con Andrea Giambruno

Era ed è l’archetipo dei troll, di quelli che sul web prendono in giro soprattutto i boomer e, più in generale, gli allocchi che credono a tutto quello che vedono su uno schermo. Gian Marco Saolini, che nella sua “carriera” sul web è stato il politico De Trollis, dentista, avvocato, antennista, guardia del corpo e chi più ne ha più ne metta, da più di dieci anni realizza video di satira, nei quali ribalta la realtà delle notizie di attualità. Centinaia di contenuti che hanno fatto discutere, arrabbiare e che hanno spesso diviso l’opinione pubblica. Mai si sarebbe aspettato che un giorno, per un meme, sarebbe stato denunciato dall’attuale presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

La storia di Gian Marco Saolini

Saolini aveva cominciato la sua avventura da troll del web con il sito “Il Corriere del corsaro”, dove venivano pubblicate notizie palesemente false ma che stuzzicavano le idee (e gli istinti) “estreme” di un determinato pubblico, in particolare i razzisti e i complottisti. Da lì, ha cominciato poi a realizzare video e meme, vestendo i panni di semplici lavoratori che raccontavano storie assurde alle quali, però, in molti credevano. Imprenditore nella ristorazione, in particolare con pub e cocktail bar, Gian Marco racconta a RomaToday di “non aver mai monetizzato da Facebook e Instagram”. Insomma, non è mai divenuto un influencer, lasciando il web a una dimensione principalmente goliardica. “Nella vita mi occupo di altro, per me fare satira rimane un divertimento”.

Il meme su Giorgia Meloni

Per capire il modus operandi di Gian Marco, basta parlare del meme che, a distanza di anni, lo potrebbe portare in tribunale. Era il 15 aprile del 2020 ed eravamo in piena pandemia. Secondo i complottisti più accaniti, quelli insomma del grafene nei vaccini e delle forchette che si attaccavano alle braccia, il coronavirus poteva essere attivato tramite le antenne 5G. Salini pubblicava una sua foto con Giorgia Meloni con su scritto: “Lui è Gian Marco Saolini, proprietario della 5GMS Spa, attuale fidanzato di Giorgia Meloni. Con il suo appoggio politico sta installando antenne per il 5G in tutta Italia senza controlli”. Un post inverosimile che però, a quanto pare, non è stato digerito dall’attuale primo ministro.

meme saolini meloni

La querela di San Valentino

Giorgia Meloni, che all’epoca per affrontare la pandemia chiedeva al governo Conte di accreditare mille euro sul contocorrente di tutti gli italiani, il blocco navale in Africa e il taglio delle accise, pochi giorni dopo la pubblicazione di quel meme, dava mandato ai suoi legali di presentare una querela per diffamazione aggravata contro Saolini. “Vengo convocato il 14 febbraio 2023 presso la polizia di Cinecittà per ritirare un atto – riprende Saolini – era San Valentino e vengo quindi informato che ero indagato per aver commesso il reato di diffamazione aggravata il 15 aprile del 2020”. Un segno del destino: si era finto compagno della Meloni e proprio nel giorno degli innamorati veniva convocato dagli inquirenti.

L’interrogatorio

Le disavventure di Saolini non terminano qui. “Il 24 marzo 2023 ricevo una pec dalla questura di Roma e vengo convocato il 28 marzo alle 15 presso il commissariato di polizia di Roma Prati. Mi presento con l’avvocato – spiega – e vengo interrogato per circa un’ora”. Esatto, un’ora di interrogatorio per capire come mai Saolini si fosse spacciato per il compagno di Giorgia Meloni. “Ho spiegato che sono 10 anni che facevo satira in quel modo, ovvero fingendomi persone terze o creando direttamente un personaggio, giocando sui fatti di attualità. Devo dire che con quel meme ho diffamato talmente tanto Giorgia Meloni che poi è diventata presidente del Consiglio. Vorrei capire come io abbia leso la sua immagine visti risultati che ha avuto”.  

L’avviso nel giorno in cui Meloni rompe con Giambruno

Che ci sia qualcosa di strano in questa vicenda lo si capisce dalle date che ne stanno scandendo i vari capitoli. Se la querela era stata ritirata da Saolini a San Valentino, oggi, venerdì 20 ottobre, lo stesso giorno in cui Giorgia Meloni ha annunciato di aver rotto con il compagno Andrea Giambruno, a Saolini arriva una pec con l’avviso di conclusione indagini. “La mia posizione non è stata archiviata. Ora, con il mio avvocato, ho 20 giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti ed altro. Ad oggi, tra l’altro, non è stata richiesta nessuna somma di denaro”.

Querele sempre archiviate

Per Saolini questa è la prima vota che una querela a suo danno non viene subito archiviata. “Ricordo – racconta – che ero stato querelato dalla Rinascente. C’era stata la vicenda di Marco Carta che era stato accusato di aver rubato dei capi d’abbigliamento. In un video mi ero finto un addetto alla sicurezza della Rinascente che, di nascosto, aveva messo delle magliette nella busta del cantante perché non apprezzava la sua musica. Alla fine venne tutto archiviato”.

Situazione surreale

La situazione attuale è talmente surreale che comincia a fare paura a Saolini. “Mi sento come in una puntata di Black Mirror. Sono stato denunciato dal presidente del Consiglio per diffamazione, per un meme che, obiettivamente, non ha avuto conseguenze sulla Meloni, visto che ha stravinto le elezioni. Credo che se fosse stato coinvolto qualcun altro, un attore o un giornalista, magari oggi sarebbe già tutto archiviato”. E pensare che Saolini era passato indenne anche dopo aver preso in giro la Siae: “Mi avevano scritto perché mi ero spacciato per uno della Siae che, durante la pandemia, faceva la multa a chi cantava dal balcone perché non aveva pagato i diritti. Mi chiesero, semplicemente, di avvisare che non era vero”.  

Saolini a processo

L’avviso di conclusione indagini permetterebbe all’indagato, tra le altre cose, di depositare una memoria difensiva per mezzo della quale articolare le proprie difese e, se del caso, ottenere una richiesta di archiviazione. “Non presenteremo alcuna memoria” spiega, a RomaToday, l’avvocato di Saolini, Valerio Balsamo. “Il mio cliente ha già ampiamente spiegato in sede di interrogatorio, durante il quale ha deciso di rispondere a tutte le domande che gli sono state rivolte, la propria attività di performer satirico del web, noto per i suoi video divertenti e provocatori. Evidentemente in procura non hanno condiviso la nostra chiave di lettura. Dopo tanti anni dai fatti – riprende il legale - pensavamo che la vicenda si fosse conclusa in un nulla di fatto”.

Non conosceva il personaggio

Secondo Balsamo, molto probabilmente, “la Meloni non conosceva il personaggio, cosa che può ovviamente succedere, ma Saolini ha creato la propria notorietà proprio su questo; come si può leggere proprio nella descrizione che fa si sé lo stesso sulla propria pagina facebook”.

“Ora aspettiamo il decreto di citazione a giudizio e poi andremo a processo dove dovranno essere presenti sia Gian Marco che Giorgia Meloni. Magari, in quella circostanza, si conosceranno e si potrà risolvere lì la vicenda con una stretta di mano.  Al momento – conclude il legale – non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di risarcimento. Sono convinto, ripeto, che la Meloni semplicemente non conosceva Saolini e quello che fa sul web. Sono fiducioso che tutto possa concludersi nel migliore dei modi".

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