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Ultimo week end in zona gialla: a Roma folla e chiusure in centro. Ostia presa d'assalto

Interventi dei vigili per chiudere via del Corso. Ristoranti affollati a Ostia e su tutto il litorale

Il sabato soleggiato, l'annuncio di una domenica dal tempo instabile e soprattutto la zona rossa al via da lunedì prossimo, hanno trasformato questo 13 marzo in una sorta di ultimo giorno di libertà. I romani hanno avuto tutti lo stesso pensiero: uscire, uscire, uscire. Non importa se per una passeggiata in centro, per un pic nic al parco, per uno spaghetto in un ristorante vista mare: l'importante è prepararsi all'imminente zona rossa con una boccata d'aria di libertà. Il tutto senza pensare agli assembramenti, a vigilare sui quali sono chiamati soprattutto i vigili. 

Super lavoro per la polizia locale nel pomeriggio, con chiusure per la zona di Fontana di Trevi e via del Corso. "A partire dalle ore 15 circa le pattuglie del I Gruppo Trevi dei caschi bianchi", spiega il comando di via della Consolazione, "hanno dovuto procedere alla chiusura delll'area di Fontana di Trevi a causa della presenza del gran numero di persone che non rendeva possibile il rispetto delle misure anti contagio. La zona resterà interdetta fino al ripristino delle condizioni di sicurezza". 

Sempre in centro carabinieri e polizia presidiano l'intera via del Corso. 

Intorno alle ore 17.00 è stata è stata disposta la chiusura al traffico pedonale di via del Corso, da largo Goldoni a Largo Chigi. Interventi sono segnalati anche sul litorale di Ostia, in particolare nella zona del Pontile, piazzale dei Ravennati e piazza Anco Marzio. 

Pienone nei ristoranti. Spiega Claudio Pica presidente della Fiepet Confesercenti: "Oggi tutto esaurito in tanti ristoranti romani. E anche domani ci sono ottime prospettive, in quanto è slittata anche la domenica ecologica. La sensazione è che la gente stia cercando di fare in questi due giorni quello che non potrà più fare in zona rossa. Si rischia si facciano più danni così".

Secondo una stima effettuata da Coldiretti le misure restrittive che da lunedì daranno lo stop a ristoranti, bar, pizzerie ed agriturismi, costeranno oltre 50 milioni di euro a settimana solo a Roma e nel Lazio con una perdita che supera il 70 per cento. Perdita che va oltre i 150 milioni di euro di fatturato, se si prendono in considerazione anche le restrizioni annunciate per le festività di Pasqua. Solo Roma vale 6 miliardi. 

“Un duro colpo per tutto il canale Horeca - spiega il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri - e le aziende del settore, che si ripercuote sull’intera filiera. Servono urgentemente interventi e misure di sostegno. Questa volta rischiamo di non risollevarci più”. A risentire fortemente della chiusura sono anche gli oltre 1300 agriturismi del Lazio. Strutture che fanno ancora fatica a sollevarsi dalle perdite subite nel primo lockdown, che li ha costretti per tre mesi alla totale chiusura con la cancellazione di tutti gli eventi e le cerimonie, che maggiormente si svolgono in questo periodo. "Gli agriturismi - prosegue Granieri -  restano senza dubbio le zone più sicure per proteggersi dal rischio dei contagi proprio per la loro posizione, spesso isolata e con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto".

 

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