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“Tutti per Rossella, mai più femminicidi”: la fiaccola e il ricordo commosso dei colleghi

L’iniziativa organizzata dalla Asl Roma 1 in ricordo dell’infermiera uccisa: grande partecipazione anche delle istituzioni

"Per Rossella ci siamo tutti. Mai più femminicidi". Queste le parole scandite a gran voce durante la fiaccolata organizzata all'ospedale San Filippo Neri nella serata di ieri, giovedì 7 settembre, in ricordo di Rossella Nappini, la 52enne infermiera uccisa a coltellate nell'androne del palazzo dove viveva nel quartiere Monte Mario a Roma.

La fiaccolata

Forte commozione nei volti delle persone che hanno partecipato tra colleghi, amici e semplici cittadini che hanno scelto di essere presenti per chiedere un intervento serio contro questo “massacro ai danni delle donne”. Una parte del corteo è partito con in testa la sorella di Rossella, mentre alcune donne marciavano con in mano il cartello: “Sorella non sei sola”. All'ospedale, dove Rossella lavorava dal 1993, scarpe rosse sulle scalinate di ingresso e una panchina rossa simbolo delle vittime di femminicidio. "Siamo pronti a fare la nostra parte", dicono le istituzioni.

"Emergenza nazionale"

Presenti alla fiaccolata, tra gli altri, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, la presidente dell'assemblea capitolina, Svetlana Celli, il presidente del consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, la vicepresidente e assessore allo sviluppo economico Roberta Angelilli, il commissario straordinario della Asl Roma1, Giuseppe Quintavalle, il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Alberto Civica, la consigliera regionale del Pd Emanuela Droghei e il minisindaco del XIV municipio Marco Della Porta.

"Questa sequela di femminicidi è intollerabile, è una emergenza drammatica che continua a ripetersi. Un'emergenza nazionale - dice il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri -. Siamo qui a ricordare Rossella, ma altre notizie di cronaca ci dimostrano quanto sia veramente una emergenza.  Serve un impegno per un lavoro culturale che riguarda soprattutto noi uomini. Bisogna aiutare e sostenere le donne a denunciare e a reagire il prima possibile". "Oggi c'è stata l'approvazione in Parlamento di norme importanti che alzano il livello di attenzione ed è stato bello anche l'atteggiamento delle Camere perché non c'è stato nemmeno un voto contrario - ricorda invece il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca -. È una conta senza fine perché Rossella era la 78esima, oggi siamo a 79 con la giovane ragazza uccisa (Marisa in Sicilia, ndr). La Regione Lazio deve investire per lavorare con le giovani generazioni, serve creare una cultura del rispetto che probabilmente tarda ad arrivare”.

“L’affetto dimostrato oggi da tutta questa gente per Rossella è stato commovente - dice Emanuela Droghei, consigliera regionale del Partito democratico e coordinatrice della segreteria Pd Roma -. Istituzioni e forze politiche devono lavorare unite, a prescindere dalla loro appartenenza, per mettere in campo ogni strumento possibile per arginare questa che ormai è un'emergenza nazionale”.

Lavoratrice instancabile

“La tragedia di Rossella Nappini ci ha profondamente colpiti e siamo ancora sconvolti -  dichiara attraverso una nota, Enrico Coppotelli segretario generale Cisl Lazio - Rossella era una lavoratrice appassionata, una iscritta alla Fp Cisl. Credeva nei valori del lavoro e dell'aiuto verso il prossimo. La fiaccolata sia un momento di raccoglimento, per lei, e per tutte quelle donne strappate alla vita e all'affetto di chi le amava davvero".

"Un appello da uomo ad uomo? - aggiunge Rocca - Di avere attenzione e rispetto della libertà altrui. Le donne hanno diritto all'autodeterminazione e questa cultura del rispetto deve entrare nella testa di ogni uomo”.

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