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Pronto soccorso di Roma a rischio tilt per Ferragosto: pochi medici e picco di accessi

Il monito del presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma, Antonio Magi: ferie e dimissioni rischiano di lasciare le strutture prive di personale in un periodo molto complesso

Una “grave preoccupazione”per la gestione dei pronto soccorso in vista del Ferragosto. L’ha espressa il presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma, Antonio Magi, commentando la cronica carenza di personale, che combinata a un aumento degli accessi da parte soprattutto di over 65 rende la situazione estremamente complessa.

A Ferragosto accessi in aumento del 15%

Magi ha stimato che la manza di personale medico e non, a Ferragosto, si attesta intono a un -10%. Le dimissioni di massa dei medici, che spesso avvengono in questo periodo, e le ferie aggravano un quadro già delicato: “Da qui al 15 agosto la situazione è certamente all'insegna di una grave preoccupazione - ha detto Magi alla Dire - con un aumento della richiesta rispetto all'offerta, la situazione dei pronto soccorso può solo peggiorare. La mia preoccupazione, ovviamente, è rivolta agli operatori sanitari e ai pazienti che hanno necessità di andare in pronto soccorso: registriamo un +15% accessi, la maggior parte dei quali costituita da over 65". 

La settimana di Ferragosto è una delle più difficili da affrontare nei pronto soccorso, e quest’anno si annuncia ancora più difficile alla luce della massiccia presenza di turisti nella Capitale: "La carenza di personale avviene soprattutto in determinati pronto soccorso, presi d'assalto in questi giorni di ferie estive - prosegue Magi - Fortunatamente quest'anno la popolazione non si è spostata in maniera compatta e gli esodi estivi si sono registrati tra giugno, luglio e agosto”.

Rischio lunghe attese nelle strutture

Se sino a oggi gli accessi sono stati gestiti, e questo nonostante l'aumento degli accessi a causa delle forti ondate di calore, a Ferragosto la situazione potrebbe cambiare in modo drammatico: “Si rischia di trovare lunghe liste d'attesa e, soprattutto, di vedere amplificate le emergenze a cui, purtroppo, assistiamo ogni anno. Il Pronto soccorso, d'altronde, rappresenta il luogo principale che consente di salvare vite in tempi brevi. Gli operatori di Pronto soccorso sono quelli che lavorano in prima linea e che non possono svolgere attività libero professionale. Ecco che su questo aspetto bisogna subito investire molto, in maniera tale da premiare i medici che fanno questa scelta che, lo ricordo, sono coloro che ci salvano la vita. E lo fanno in tempi brevi".

Da qui l’appello di Magi a investire nel comparto sanità: “È quello che hanno fatto gli altri Paesi. Lo hanno fatto talmente bene che ci portano via i nostri colleghi, che preferiscono andare a lavorare all'estero - riflette - Bisogna incentivare i nostri professionisti a rimanere in Italia e far sì che scelgano di lavorare in Pronto soccorso, un tipo di attività molto particolare, sicuramente mal retribuita, spesso legata ad atti di violenza e ad azioni legali per ipotesi di malasanità. Oggi, purtroppo, sono davvero pochi i medici che scelgono questo tipo di specializzazione".

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