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Fatebenefratelli in vendita, presidio dei sindacati: “Mille famiglie in difficoltà, la trattativa con il San Donato è opaca”

Secondo i confederali sull'Isola Tiberina non viene applicato integralmente il nuovo CCNL per la sanità privata. Chierchia (CISL): “La struttura vive di fondi pubblici, la Regione deve vigilare”.

Presidio dei lavoratori organizzati dalla funzione pubblica CGIL, CISL e UIL davanti all’ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina: non tornano, secondo i promotori del presidio, gli “strani movimenti” visti nelle corsie del noto ospedale romano. “I livelli dirigenziali del gruppo San Donato”, spiega una lavoratrice contattata da Roma Today, “vengono dentro la struttura mercoledì, giovedì e venerdì e mettono bocca sui dirigenti, su chi deve restare e chi deve andare via, su quali reparti tenere aperti e quali chiudere. Qui siamo oltre la mera trattativa, sta accadendo qualcosa e i nostri amministratori scappano e non vogliono avere un confronto con noi”.

Lo scorso 20 aprile il gruppo San Donato che gestisce fra gli altri l’ospedale milanese San Raffaele si è fatto avanti depositando un’offerta vincolante al Tribunale di Roma che gestisce il concordato preventivo in continuità aziendale del nosocomio gestito dall’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, detto appunto Fatebenefratelli. I dettagli dell’offerta non sono stati resi noti dal gruppo lombardo che ha parlato di “risanamento e rilancio di un’eccellenza sanitaria italiana”. Secondo i sindacati confederali che hanno convocato un picchetto l’11 di maggio dalle 10 alle 12 sui ponti che collegano Roma con l’Isola Tiberina, le trattative in corso sarebbero opache e molti dubbi si manifesterebbero intorno all’attuale gestione.

“Mille dipendenti e mille famiglie allo sbando, mentre il futuro del Fatebenefratelli è appeso a un filo e le trame di un possibile passaggio di proprietà al Gruppo San Donato si tessono nell’ombra, ignorando ogni obbligo di legge sulla trasparenza nei confronti dei dipendenti e dei loro rappresentanti”, hanno scritto i sindacati confederali in una nota, lamentando anche la parziale applicazione, in danno dei lavoratori, del nuovo contratto della sanità privata.

 “Siamo al caos, con l’azienda che agisce in spregio della più elementare considerazione di chi continua responsabilmente a far funzionare reparti e servizi, avendo già pagato un prezzo durissimo alla crisi finanziaria dell’ospedale e all’emergenza pandemica”, continuano i confederali: “La Regione Lazio ha il 38% di strutture private che promuovono il servizio pubblico e il Fatebenefratelli opera all’interno di un pubblico servizio”, spiega al telefono con Roma Today Roberto Chierchia, segretario generale della Cisl FP del Lazio: “Le norme sul trasferimento di azienda in concordato sono chiare, si deve applicare la 492 del 90 che include un robusto sistema di consultazione di sindacati e parti sociali. Per questo chiediamo che la Regione Lazio, che è il regolatore del servizio sanitario regionale, batta un colpo, non può ritenere questa situazione non importante”. 

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