Sabato, 20 Luglio 2024
Attualità

Expo 2030, perché la vittoria di Roma è difficile ma non impossibile

Il comitato per la candidatura punta al ballottaggio (60 voti) contro l'Arabia Saudita, che ha dalla sua un enorme potere economico e l'amicizia della Francia

Il principe saudita Mohammed bin Salman ha trascorso una settimana a Parigi, circa un mese fa, sfruttando l'occasione del Global Financial Summit ospitato dalla capitale francese. I suoi reali intenti, a quanto pare, erano focalizzati sulla corsa dell'Arabia Saudita per ospitare Expo 2030. Il motivo, a quanto si apprende, è che il paese che galleggia sul petrolio e si sta comprando mezzo mondo, tramite partecipazioni nelle multinazionali e investimenti anche nel calcio che conta, sente non proprio in tasca la vittoria contro Roma. Per qualcuno questa è una lettura ottimistica, per altri è una fedele fotografia dello stato attuale della campagna elettorale che si concluderà il 28 novembre, quando i 179 stati membri del BIE decideranno chi avrà la meglio. La strada per Roma è indubbiamente in salita, ma dal comitato promotore presieduto dall'ambasciatore Giampiero Massolo, c'è ottimismo. 

Roma e la sfida difficile contro il potere dei sauditi

Riuscirà Roma a convincere il Bureau International des Expositions, il prossimo 28 novembre, di essere l'opzione migliore possibile per ospitare l'Expo tra meno di 7 anni? Difficile dare una risposta adesso. Riyadh, capitale dell'Arabia Saudita, viene data per favorita. Da quando Mohammed bin Salman ha preso il potere, ha iniziato una campagna di ricostruzione dell'immagine del suo paese, che passa anche per l'ottenimento di eventi mondiali e la partecipazione ai dividendi di alcune tra le più importanti multinazionali, in particolare statunitensi ed europee. E inondando il calcio di miliardi, con l'acquisto di un club inglese (il Newcastle, fresca nuova squadra dell'italiano Sandro Tonali) e quello mirato di singoli calciatori di medio-alto calibro da far esibire nella Saudi League, dove i club principali sono proprietà del fondo sovrano saudita. Il rapporto con la Francia, poi, è strettissimo. Tanto stretto che il presidente transalpino Emmanuel Macron ha già ampiamente confermato l'appoggio a Riyadh in vista di Expo 2030. Un colpo basso per noi, vicini europei. 

L'ottimismo del comitato promotore dopo lo show di Parigi

Nonostante questo sia il quadro attuale, il comitato promotore della candidatura di Roma per Expo 2030 non demorde. L'evento a Parigi, con lo show all'ambasciata italiana e la presenza di vip testimonial come Samantha Cristoforetti e Russel Crowe ha lasciato ottime sensazioni: "I membri del direttivo del BIE erano entusiasti, molto colpiti" trapela da chi era lì e segue i lavori della candidatura da vicino. Dal 20 giugno, data dell'arrivo a Parigi anche della premier Giorgia Meloni, a quanto sembra la candidatura romana ha guadagnato punti. Facendo preoccupare il diretto avversario saudita, che così ha deciso di trascorrere una intera settimana nella capitale francese, sede del BIE e della maggior parte dei suoi membri. 

VIDEO | Expo 2030: a Parigi l'evento per la candidatura di Roma

L'obiettivo minimo: arrivare al ballottaggio come Milano nel 2008

"E' una fase complicata", ammette chi è dentro la campagna elettorale. Ma lo è per tutti. Ed è per questo che la strategia principale di Roma, a quanto si apprende, è quella di arrivare al ballottaggio raggiungendo 60 voti. Come successo a Milano, che ospitò l'edizione 2015 vincendo contro la turca Smirne, con l'annuncio dato a fine marzo 2008. A quel tempo, la città turca che affaccia sull'Egeo era quasi certa di ottenere l'evento mondiale, ma alla fine la spuntò il capoluogo lombardo con 86 preferenze sugli allora 152 membri, oggi divenuti 179. Alcuni di loro cambiarono drasticamente idea una volta costretti a scegliere tra le due città ospitanti e questo è ciò che vorrebbero riuscire ad ottenere dal comitato romano. 

Roma punta sul turismo in pieno boom

L'arma, nemmeno tanto segreta, sulla quale puntano forte qui nella Capitale è il turismo. I dati del 2023 hanno già fatto registrare dei record, con presenze più che raddoppiate rispetto al 2022, certificate sia da Federturismo sia dall'Ente bilaterale del turismo del Lazio. Come sostengono i bene informati "Il Bureau vuole fare bella figura, ha necessità di vedersi garantiti numeri a livello di turismo molto importanti. Roma può farlo, anche indipendentemente da Expo 2030, mentre né Riyadh né Busan (Corea del Sud, ndr) possono farlo minimamente". Staremo a vedere. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Expo 2030, perché la vittoria di Roma è difficile ma non impossibile
RomaToday è in caricamento