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Venerdì, 24 Maggio 2024
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"I lavori all'ex Snia sono autorizzati": il costruttore rompe il silenzio e "difende" le ruspe

La Ponente 1978 scrive a Comune e Regione per chiarire le motivazioni che hanno portato al ritorno degli operai nella porzione di sua proprietà ancora esclusa dal perimetro del Monumento Ambientale

La Ponente 1978 Srl è "pienamente legittimata a procedere al restauro, risanamento e parziale ristrutturazione dell’intero complesso immobiliare" che sorge nell'area ancora di sua proprietà all’interno dell’oasi naturale lago Bullicante ex Snia.

A sottolinearlo è l’avvocato della società, Nicola Lais, parlando a nome della società dopo le polemiche scoppiate per la presenza delle ruspe nell’area ancora esclusa dal perimetro tutelato con l’istituzione del Monumento Ambientale, area in cui nei giorni scorsi gli operai sono tornati a lavorare scatenando le proteste degli attivisti riuniti nel Forum Parco delle Energie, che da oltre un decennio si battono per tutelare l’oasi urbana.

Le proteste riguardano in particolare l’azione delle ruspe sulla vegetazione, parte integrante della biodiversità che caratterizza un’oasi nata spontaneamente e divenuta il simbolo della resistenza alla cementificazione.

Ponente 1978 (e attivisti) contro Comune e Regione

In una comunicazione inviata a Comune, Regione e Municipio, la società sottolinea però che l'azione delle ruspe non era finalizzata né a sradicare la vegetazione né a effettuare sbancamenti. E punta il dito contro Comune e Regione, sottolineando di “aver tentato inutilmente, per anni, di avviare un’interlocuzione con le varie amministrazioni interessate per iniziare un procedimento di rigenerazione urbana del compendio immobiliare che avrebbe permesso la razionalizzazione del patrimonio edilizio esistente, riqualificando il quadrante di largo Preneste, limitando il consumo di suolo ed aumentando le dotazioni territoriali mediante l’incremento di aree e servizi pubblici”, e ricorda di avere presentato nel 2021, a Roma Capitale, “una richiesta di permesso di costruire per recuperare e restaurare il patrimonio edilizio esistente, con destinazione industriale, da utilizzare per finalità logistiche, mantenendo inalterate le sagome ed i volumi, e quindi non prevedendo alcun aumento di volumetrie o dell’uso del suolo”.

“Dopo un lungo iter procedimentale, che ha visto il parere positivo di tutti gli enti coinvolti, non ultimo quello espresso del Ministero della Cultura, in data 11 novembre ultimo scorso la società ha ottenuto il rilascio del permesso di costruire n. 213/22”, ricorda il legale, puntualizzando che “le attività che sono state tacciate, strumentalmente, di essere abusive e funzionali alla rimozione di essenze arboree sono, quindi, in realtà, delle mere attività di rimozione di alcuni detriti, necessariamente preliminari all’inizio dell’attività di cantiere di un complesso immobiliare che, come noto, si presenta in condizioni fortemente ammalorate”.

A puntare il dito contro Comune e Regione sono anche, per le ragioni opposte, gli attivisti del Forum Parco delle Energie. Che accusano il primo di avere rilasciato il permesso a costruire "nell’opacità più totale e nella presunta assenza del parere della Soprintendenza speciale", e la seconda di avere "bloccato senza alcuna motivazione scientifica" l'iter di ampliamento del Monumento Naturale.

Decaduto il procedimento per danno ambientale

Nessuno sradicamento né sbancamento per ampliare il perimetro, sottolinea la società tramite il suo avvocato, ma un intervento di riqualificazione "consentito". E sul fronte dell’inchiesta aperta per danno ambientale per un precedente intervento di questo genere, risalente al maggio del 2021 e duramente contestato dagli attivisti, Lais fa sapere che “il Ministero della Transizione Ecologica, che aveva iniziato, su richiesta di Roma Capitale, un procedimento ex art. 309 del d.lgs. n. 152/06, nonostante l’istruttoria effettuata non ha concluso il procedimento nei termini, decadenziali, previsti dall’art. 313 della norma in parola, con ciò confermando l’assenza di qualsiasi danno ambientale sull’area, come peraltro attestato anche dalle perizie di diversi agronomi che, unici tra tutti i soggetti che hanno avuto modo occuparsi dell’area, l’hanno visitata di persona ed hanno rilevato l’inesistenza di danni ambientali e di habitat da tutelare”.

L'ampliamento del Monumento Naturale resta in sospeso: "Istruttoria in corso"

Dalla missiva emergono inoltre dettagli che confermano come l’iter per allargare il perimetro dell’area tutelata dal Monumento Ambientale alla porzione di proprietà della società, su cui sorgono i ruderi dei manufatti costruiti ormai diversi decenni fa, sia ancora pendente. L’Area Ambiente della Regione Lazio aveva infatti dato parere negativo all’ampliamento sulla base “delle tempestive osservazioni che hanno dimostrato l’insussistenza dei presupposti, di fatto e di diritto” a procedere, e la Regione aveva deciso di ricorrere a un supplemento di istruttoria coinvolgendo l’Ispra. Istruttoria che, come chiarito in precedenza anche dall’ormai ex governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, non si è ancora conclusa: sino a quando non accadrà, con un ultimo passaggio in Commissione Ambiente, l’ampliamento resta effettivamente in sospeso, come più volte lamentato dal Forum Parco delle Energie.

“È anche bene chiarire che le lavorazioni che verranno eseguite che, lo si ribadisce, non comporteranno alcun aumento di consumo di suolo o realizzazione di volumetrie ulteriori rispetto a quella già esistente, non riguarderanno in alcun modo il cosiddetto lago Ex Snia Viscosa - conclude l’avvocato della società - e comunque, non toccheranno in alcun modo le aree retrostanti alla proprietà della Ponente oggi già oggetto del Monumento Naturale”.

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