Lo smart working accelera l’evoluzione digitale, il caso di Eni: così il palazzo di vetro lavora da casa

Lo smartworking nato come strumento di supporto al welfare aziendale oggi in Eni coinvolge oltre l’80% dei dipendenti: “Si va verso modello di business sostenibile, ecco tutti i benefici”

L’emergenza sanitaria da Coronavirus ha cambiato volto all’Eur, il quartiere della città dove si concentrano la maggior parte delle sedi direzionali e legali delle grandi aziende pubbliche e private, di enti ed istituti. Da Poste Italiane all’Inps, passando per l’Italian Trade & Investment Agency (Agenzia ICE) ed Eni. Grattacieli svuotati dallo smartworking: intorno i grandi viali sgombri dalle auto e dalla sosta selvaggia, parcheggi insolitamente liberi, bar e tavole calde alle prese con una ripartenza lenta e difficoltosa

Eni, lo smartworking come supporto al welfare aziendale

Eppure per alcune realtà aziendali lo smartworking non è stata una scoperta dettata dai tempi. E’ il caso dell’Eni dove il lavoro agile imposto dal lockdown coinvolge 2900 dipendenti in tutta Roma: nel palazzo di vetro, quello che si affaccia imponente sul laghetto dell’Eur, sui circa mille lavoratori abituali la presenza media negli uffici oscilla tra il 10% ed il 15%, in funzione delle esigenze di presidio.

Ma lo smartworking in Eni è un percorso iniziato già nel 2017, ben prima dell’emergenza sanitaria. “Nelle prime fasi sperimentali lo smart working, utilizzato principalmente come strumento a supporto del welfare aziendale, è stato concesso, fino ad un massimo di due giorni a settimana, ai neo genitori, ai genitori con figli in condizioni di disabilità e ai dipendenti con particolari patologie. Sulla base dei risultati positivi di queste prime applicazioni - spiegano dalla società leader nel settore energetico - lo smart working è stato esteso, secondo logiche organizzative, dapprima a tre società controllate poi, sulla base di un’ulteriore conferma dei risultati positivi, a tutti i dipendenti che operano nelle sedi uffici di tutto il territorio nazionale”.

Il palazzo di vetro dell'Eur svuotato dall'emergenza Covid

Poi è arrivato il Coronavirus ad accelerare l’estensione del lavoro da remoto. “Il personale in presenza, ridotto al minimo indispensabile, è stato mantenuto per le attività industriali e per garantire un piccolo presidio sulle attività di ufficio (10 / 15% di presenza negli ultimi mesi); i ristoranti aziendali sono stati prontamente adeguati e sanificati come da disposizioni del DPCM per consentire ai dipendenti di accedervi in totale sicurezza”. 

Per chi è rimasto a casa Eni ha dovuto pensare al supporto tecnologico e a strumenti che potessero colmare le distanze: sono stati consegnati a tutto il personale Eni operante in Italia che non ne disponeva già circa 3.000 computer portatili, mentre le piattaforme informatiche finalizzate allo scambio di conoscenza e di informazione sono state potenziate. “Il portale intranet MyEni è stato lo strumento che ha permesso ai dipendenti di essere sempre informati in modo diretto, tempestivo e trasparente sulle disposizioni governative, sanitarie e aziendali. Molte le iniziative organizzate da Eni per colmare le distanze tra colleghi, come l’utilizzo di videoconference e di piattaforme di condivisione, la formazione distance su temi attuali per la gestione dello smart working e per il benessere dei dipendenti”. 

I benefici dello smartworking

Nessun calo della produttività registrato con lo smartworking a coinvolgere oltre l’80% del personale, anzi. “Eni aveva già riscontrato gli effetti benefici dello smartworking, tra questi: il rafforzamento del rapporto di fiducia azienda-lavoratore attraverso l'Introduzione di una modalità di svolgimento della prestazione lavorativa basata su flessibilità, autonomia, impegno e responsabilizzazione; o benefici per i lavoratori in termini di tempi e costi di mobilità e la mitigazione dell'incidenza di fattori esterni verso l'ambiente anche in linea con la strategia ambientale attuata da Eni”. 

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Dunque l’utilizzo strutturale dello smartworking, che nel palazzo di vetro e nelle altre sedi cittadine e nazionali resterà fino al prossimo 15 ottobre, per Eni “è pienamente coerente con il processo di evoluzione digitale intrapreso in aziende e con un modo di lavorare agile, basato sulla fiducia, sulla tecnologia e sull’innovazione, valori - sottolineano da piazzale Enrico Mattei - strettamente collegati al processo di trasformazione dell’azienda verso un modello di business sempre più sostenibile, imprescindibile per la crescita della società”. 
 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus Roma, tamponi rapidi a 22 euro: l'elenco dei laboratori privati dove farlo

  • Paura a Gregorio VII, a fuoco un autobus: esplosioni e colonna di fumo nero sulla zona

  • Drive in dove fare i tamponi a Roma: gli indirizzi. L'elenco completo

  • Sciopero generale il 23 ottobre: a Roma metro e bus a rischio. Orari e fasce di garanzia

  • Coronavirus, Lazio verso il coprifuoco e didattica a distanza parziale per le superiori. In arrivo un'ordinanza con i provvedimenti

  • Coprifuoco a Roma e nel Lazio, ecco l'ordinanza: autocertificazione per spostamenti da mezzanotte alle 5

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
RomaToday è in caricamento