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Sabato, 22 Gennaio 2022
La richiesta

Dal Tuscolano a Torpignattara due sfratti rimandati: "Vogliamo un confronto con Zevi"

Da Nonna Roma all'Unione Inquilini, mattinata di picchetti per evitare l'esecuzione di due ordinanza a danno di soggetti fragili. Prima di Natale i sindacati manifesteranno sotto all'assessorato delle Politiche abitative

Non si ferma l'attività dei movimenti per la casa e dei sindacati inquilini a difesa dei soggetti più fragili raggiunti dalle ordinanze di sfratto da parte del Prefetto di Roma Matteo Piantedosi. Questa mattina, lunedì 6 dicembre, i picchetti si sono tenuti a distanza di nemmeno due chilometri: uno in via di Tor Pignattara e l'altro al Tuscolano, in via Muzio Scevola. 

Madre e figlio al Tuscolano

L'Unione Inquilini, dopo una trattativa con l'ufficiale giudiziario, è riuscita a far spostare al 21 gennaio lo sfratto di una signora gravemente malata di 83 anni e del figlio disoccupato di 45. La loro è un'ordinanza per finita locazione, non per morosità: "Hanno sempre pagato il canone - spiega il sindacato - che da 500 euro era salito a 600. Adesso però la proprietà non vuole rinnovare e il problema è trovare una nuova sistemazione. Operazione non facile perché i due sopravvivono con una pensione minima". Madre e figlio avranno accesso al contributo comunale previsto dalla delibera consiglio comunale 163 del 1998 (ovvero la copertura del canone da parte del Municipio di riferimento fino ad un massimo del 90%, per 4 anni) ma il tema di base è che affitti privati alla portata delle loro tasche non sono quasi reperibili sul mercato attuale: "Per questo chiediamo che le istituzioni - commenta Fabrizio Ragucci di Unione Inquilini, presente sul posto - smettano di fare solo da cassieri e si adoperino per reperire immobili con canoni calmierati, tramite accordi con le grandi proprietà e scandagliando il patrimonio degli enti pubblici, in primis quelli del Comune e della Regione". 

Cristina, il reddito di cittadinanza non basta

A via di Tor Pignattara invece è la signora Cristina, 57 anni, a rischiare di rimanere senza un tetto sulla testa. Anche in questo caso l'ufficiale giudiziario, grazie anche al fatto che si è trattato di un primo accesso, ha accordato il rinvio al 20 gennaio: "La signora è una nostra utente - spiega a Roma Today Margherita Veditti di Nonna Roma, associazione di mutuo soccorso -, in particolare del nostro emporio solidale. Lo sfratto risale all'8 gennaio 2020, lei non paga il canone dal 2019 principalmente perché recepisce solo il reddito di cittadinanza e poi anche per l'indisponibilità, da parte dei proprietari, di aggiustare il soffitto del bagno parzialmente crollato. Cristina non riesce a trovare lavoro e solamente con il reddito di cittadinanza è impossibile ottenere un nuovo contratto d'affitto, è alla ricerca da cinque mesi ma non ha trovato nulla". 

I sindacati: "Zevi dovrà accoglierci"

Nel frattempo Unione Inquilini fa sapere che "a metà dicembre convocheremo una manifestazione degli sfrattati romani sotto la sede dell'assessorato alle Politiche abitative  - le parole di Ragucci - per chiedere innanzitutto che il sindaco Gualtieri prenda sul serio la mozione sulla sospensione delle ordinanze per dare tempo al Comune di governare il problema adeguatamente, poi per chiedere che vengano messe a disposizione le case, reperendo appartamenti in via prioritaria tra quelli pubblici, infine avviare una seria programmazione di reperimento di nuove case popolari, da destinare anche tramite bandi speciali alle persone sotto sfratto". 

"Chiederemo un incontro con l'assessore Zevi - conclude Ragucci - e glielo facciamo sapere con largo anticipo. Tra una decina di giorni ci faremo sentire molto rumorosamente". 

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