Martedì, 22 Giugno 2021
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Pillola dei cinque giorni dopo, il Tar respinge il ricorso: ok alla vendita senza ricetta anche alle minorenni

Il tribunale amministrativo conferma la validità della Determina 998 dello scorso ottobre di Aifa. Le farmacie potranno continuare a consegnare l'EllaOne anche alle minori di 18 anni

La “pillola dei cinque giorni” dopo potrà continuare a essere consegnata dalle farmacie senza ricetta alle ragazze minori di 18 anni. Lo ha stabilito il Tar del Lazio con una sentenza del 4 giugno scorso che respinge il ricorso presentato da alcune associazioni antiabortiste.

L’Agenzia Italiana del Farmaco aveva stabilito con la Determina 998 dello scorso 8 ottobre che EllaOne - nome commerciale dell’ulipristal acetato, farmaco che può essere assunto sino a cinque giorni dopo un rapporto sessuale - avrebbe potuto essere venduto senza obbligo di prescrizione anche alle minorenni, facendo seguito a una norma del 2015 che lo consentiva già alle donne maggiori di 18 anni. 

I giudici del tribunale amministrativo hanno ritenuto il ricorso “infondato” sotto diversi profili, confermando la competenza di Aifa nell’adottare questo genere di provvedimenti e sottolineando che il farmaco avrebbe “una funzione meramente antiovulatoria”, e che “impedisce in altre parole la fecondazione”, non causando dunque l’aborto di una gravidanza in corso, come sostenuto invece dalle associazioni pro vita nel ricorso.

Nel ricorso, le associazioni citavano inoltre i rischi di gravidanze extrauterine e di possibili effetti tossici sul fegato. Per la prima osservazione, il Tar ha chiarito che “gli studi in proposito indicati dalle parti ricorrenti riguardano altri farmaci e sono stati comunque elaborati in un periodo temporale (ricompreso tra il 2000 e il 2003) largamente anteriore rispetto a quello in cui è stato immesso in commercio il farmaco di cui si controverte (2009).

Per quanto riguarda invece gli effetti tossici, i giudici amministrativi li definiscono “opinioni o meglio mere asserzioni ipotetiche, prive di più specifici approfondimenti scientifici, estrapolate tra l’altro non da una rivista specializzata ma da un pur autorevole e diffuso quotidiano che, in quanto tale, di certo non può entrare a far parte del necessario bagaglio tecnico e scientifico da porre alla base di taluni dossier amministrativi, manifestando a tal fine un ruolo sostanzialmente irrilevante”, in riferimento a un’intervista pubblicata su Avvenire.

Pillola dei cinque giorni dopo, associazione Luca Coscioni: "Letteratura ha prevalso su opinioni discutibili"

“La letteratura internazionale ha prevalso su opinioni discutibili basate su un unico studio”, è stato il commento dell’associazione Luca Coscioni e di Amica, che hanno voluto esprimere soddisfazione per la sentenza del Tar.

“Il tribunale fa riferimento alla letteratura internazionale, che assume come dato di evidenza il meccanismo d’azione del farmaco e la sua rispondenza ai criteri stabiliti per i farmaci dispensabili senza obbligo di prescrizione, a ffermando che il ricorso delle associazioni cattoliche era basato solo su opinioni e su un unico studio, peraltro discutibile da un punto di vista metodologico - sottolineano Filomena Gallo, segretaria dell'associazione Luca Coscioni, e Mirella Parachini e Anna Pompili, ginecologhe associazione Luca Coscioni e di Amica - È auspicabile che le opinioni e le posizioni ideologiche personali, ovviamente legittime, non abbiano diritto di cittadinanza nella pratica medica e nella ricerca scientifica, che hanno come unico fine la salute delle persone”.

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